Cocco

Nozioni generali sul cocco

Il cocco è uno dei funghi più apprezzati nel nostro paese e non solo. Veniva già utilizzato per usi gastronomici già nell'antica Roma e anche allora era molto ricercato. Il suo nome scientifico è amanita caesarea e appartiene a una famiglia che al suo interno presenta anche varietà letali come ad esempio l'amanita phalloides. Il cocco non è molto diffuso in Italia e attualmente trovarne uno significa aver avuto una buona dose di fortuna. Ha un sapore delicato che si presta pene per insaporire pietanze raffinate. E' sconsigliabile avventurarsi alla ricerca di questi funghi se prima non si conoscono bene perché ne esistono numerose specie che gli somigliano ma che hanno un elevato grado di tossicità. in ogni caso è meglio evitare di andare a raccogliere funghi se non si è degli esperti certi del proprio operato.
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Caratteristiche principali del cocco

Varità di cocchi in fase di schiusa Il cocco cresce spontaneamente nei boschi di latifoglie ma in alcune zone può essere trovato anche in presenza di corbezzoli o eriche mentre in altre nasce al di sotto delle conifere. La sua presenza nel corso degli anni è sempre più diminuita e attualmente è difficile trovarne esemplari nei boschi europei. Cresce nelle zone calde e trova un habitat ideale nei terreni calcarei. Lo sviluppo completo di questi funghi avviene fra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. E' un classico fungo a ombrello e il suo diametro può oscillare dai sei ai venti centimetri. La superficie del cappello ha una colorazione rosso aranciata ed è lucida. Quando il fungo è ancora immaturo è tutto contenuto all'interno di una volva chiamata uovo creata dalle spore da cui ha origine il cocco.

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Come si utilizza

Amanita caesarea o cocco che dir si voglia Il cocco è un fungo commestibile che si presta per la realizzazione di numerose preparazioni. Ha un sapore piuttosto delicato e gradevole con un retrogusto dolciastro particolarmente piacevole al palato. Il cocco viene pulito e tagliato a fettine sottili per esser servito crudo in insalata oppure tagliato a dadini e condito solo con olio extravergine d'oliva, sale e una macinata di pepe. Il cocco può essere conservato anche mediante la tecnica del sottaceto oppure dopo averlo essiccato in una zona al riparo dai raggi del sole ma ben ventilata. Tuttavia parte del suo sapore si perde dopo l'essiccatura e sarebbe preferibile mangiarlo fresco per gustare a pieno tutte le sue caratteristiche organolettiche. Qaundo inizia a deteriorarsi, il cocco emana un odore di uova marce.