Amanita verna

I funghi velenosi

Se è vero che in natura esistono moltissimi funghi commestibili, spesso anche molto gustosi e prelibati, bisogna sempre ricordarsi che ne esistono altrettanti che invece sono tossici e nocivi per la salute: in certi casi, anche mortali. Il problema maggiore sta nel fatto che spesso vi sono specie che presentano delle caratteristiche morfologiche molto simili, e quindi si può facilmente confondere un fungo buono con uno cattivo. In realtà, però, non esistono due funghi perfettamente identici: ci sono sempre degli aspetti che fanno la differenza, e possono quindi aiutare nel riconoscimento di un fungo. Ad esempio, l'Amanita verna si potrebbe confondere con facilità con un fungo del genere Agaricus, ovvero con i comuni prataioli, che sono commestibili. L'Amanita verna, invece, è velenosa, e può condurre anche alla morte: ecco come riconoscerla ed evitare rischi.
Alcuni esemplari di funghi velenosi, tra i quali l'Amanita verna

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Le caratteristiche dell'Amanita verna

Un esemplare di Amanita vernaSe si va in cerca di funghi nei boschi, è fondamentale conoscere tutte le caratteristiche delle varie specie, per poterle riconoscere: e questo assunto è ancora più importante se si vuole evitare di portare in tavola un fungo velenoso. Per questo motivo, è essenziale sottoporre sempre i funghi raccolti al vaglio della ASL, o di un esperto micologo, che possa accertarne l'identità. Per quanto riguarda l'Amanita verna, il suo aspetto assomiglia molto a quello dell'Amanita phalloides, tranne che per il particolare che la verna è completamente bianca, o comunque di colore chiaro. Il cappello dell'Amanita verna è setoso, quasi lucido; quando invecchia diventa giallastro e può raggiungere al massimo i dieci o dodici centimetri di diametro. Il gambo è piuttosto tozzo, alto fino a dieci centimetri, ingrossato alla radice. Intorno al gambo ci sono l'anelllo e la volva. Il fungo non emana odore, se non quando invecchia, ed è un aroma sgradevole.

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Come riconoscere l'Amanita verna

La ben evidente volva dell'Amanita verna L'Amanita verna è facile da confondere con i funghi prataioli, del genere Agaricus, e questo tragico scambio può condurre alla morte l'incauto raccoglitore. Ma c'è un modo molto semplice per scoprire l'identità dell'Amanita verna, che riguarda una caratteristica che le è precipua. Bisogna sempre estrarre completamente il fungo dal terreno: si potrà così notare la volva, che è molto grossa; gli altri funghi invece in genere non la hanno, o, se presente, è più piccola. L'Amanita verna, inoltre, si trova nei boschi di latifoglie, e predilige alberi come il leccio e il nocciolo. Il periodo in cui è più diffusa nei boschi va dalla primavera all'autunno (da cui la denominazione verna, termine che in latino vuol dire primavera), e predilige i terreni calcarei, e climi di tipo mediterraneo. Fortunatamente, però, non è però molto diffusa, quindi è difficile che ci si imbatta in un suo esemplare.


Le conseguenze dell'ingestione dell'Amanita verna

Amanita verna con il cappello ingiallito: è molto velenosa Il motivo per il quale l'Amanita verna è tanto pericolosa per l'uomo sta in alcune sostanze che contiene, che sono chiamate proprio amatossine, come ad esempio l'amanitina. Queste sostanze tossiche agiscono soprattutto a livello epatico, e il loro aspetto più pericoloso è che gli effetti sull'organismo non si fanno sentire che dopo parecchie ore, anche fino a 24 ore, dopo l'ingestione del fungo velenoso. Dapprima ci sono i normali sintomi di un'intossicazione, ovvero vomito, diarrea e dolori alla pancia. Nei soggetti debilitati, la forte disidratazione può portare già in questa fase al decesso. Altrimenti, segue un breve miglioramento, e poi sopraggiungono complicazioni epatiche e renali, e, in seguito, la morte. Negli ultimi tempi, il tasso di mortalità dovuto all'ingestione dell'Amanita verna si è ridotto, ma resta sempre sopra al 20%.



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