Brisa

Il fungo più pregiato

I funghi, per alcune persone, sono una vera e propria passione: non solo amano consumarli a tavola, preparati in ogni modo, ma spesso spendono giornate intere per cercarli nei boschi e nelle macchie vegetative, dove è più facile trovarli. Ma anche coloro che non nutrono una particolare predilezione per i funghi avranno sentito parlare di una particolare varietà specifica, che è quella del fungo detto porcino. In moltissimi paesi italiani il porcino è una vera e propria eccellenza territoriale, cui vengono dedicati convegni e sagre. Si può raccogliere un po' ovunque nella penisola italiana, e in dialetto veneto il porcino è chiamato anche brisa. Il suo nome botanico invece è Boletus edulis. Altri nomi con cui lo si può sentire indicare sono bastardo, fungo di macchia, moccicone, settembrino. Le sue caratteristiche lo rendono facilmente riconoscibile.
Illustrazione botanica di Boletus Edulis

VW Tazza di Espresso Set, 8 parti, Bulli Classic, colori differenti

Prezzo: in offerta su Amazon a: 31,9€


Le varietà di boletus

Un esemplare di Boletus pinophilus La brisa è una delle quattro principali varietà esistenti in natura del genere Boletus, che presentano molte caratteristiche comuni e alcune piccole differenze. Oltre al Boletus Edulis, che è la brisa propriamente detta, ci sono il boletus aereus, tipico della tarda estate e dell'autunno, molto diffuso nella macchia mediterranea; il boletus aestivalis, che cresce prevalentemente sotto gli alberi di latifoglie; e il Boletus pinophilus, che si trova assai frequentemente sotto i pini. Il boletus edulis invece si può trovare nel periodo che va da metà luglio fino alla fine di novembre, a seconda delle altitudini a cui lo si cerca. Non predilige alcuna pianta in particolare, anche se è più facile che nasca sotto gli abeti, rossi o bianchi. La brisa si distingue perchè ha il cappello di un colore marrone più intenso rispetto agli altri tipi di boletus.

  • Esempio di Edulis Boletus L'Edulis Boletus è particolarmente facile da riconoscere anche per chi non è un esperto di funghi. La caratteristica principale è senza dubbio l'ampio cappello carnoso che può raggiungere un diametro ...
  • Esemplari di Boletus reticulatus Tra i funghi commestibili che si possono trovare in natura, ed anche sui banchi del mercato, ce ne sono alcuni che vengono maggiormente apprezzati di altri. I motivi possono essere molteplici, e non s...

VW Zaino per i Bambini Autobus T1 Classic, rosso - beige

Prezzo: in offerta su Amazon a: 39,95€


Le caratteristiche della brisa

Un esemplare di Boletus Edulis Nello specifico, le caratteristiche che consentono di riconoscere la brisa rispetto agli altri tipi di boletus, e agli altri funghi, sono: il cappello dalla forma convessa, di colore marrone scuro, che può andare dai 10 fino ai trenta centimetri di diametro; il gambo parecchio massiccio, anch'esso del diametro di dieci centimetri; la carne bianca, soda e di colore violaceo sotto al cappello. L'aspetto complessivo della brisa è molto tozzo, tanto che nell'antica Roma questo fungo era detto suillus: da cui, porcino. Quando si va a cerca di porcini si deve fare attenzione a non confonderli con il Tylopilus felleus, che è un fungo molto simile alla brisa all'apparenza, ma non è commestibile. Il porcino si riconosce anche dal suo odore, penetrante e tipico dei funghi, e dal sapore delle carni, che sono un po' dolciastre.


Brisa: Come consumare la brisa

Brisa tagliata a cubetti per essere cucinata La brisa dunque è un fungo che si fa onore soprattutto sulle tavole. Si può consumare crudo, tagliato a fette in insalata; e lo si può conservare con facilità attraverso la pratica dell'essiccazione. Molto spesso il porcino essiccato e triturato finemente viene usato anche per insaporire piatti realizzati con altri ingredienti. Riguardo invece ai modi in cui può essere cucinato, essi sono davvero molteplici: la brisa si può friggere, arrostire, saltare in padella, o usare per fare dei sughi e dei condimenti per la pasta. Ottimo è il risotto ai funghi porcini. Quando si cucina la brisa, si deve usare un'unica accortezza, ovvero ricordarsi di utilizzare sempre pentole e padelle realizzate in materiali antiaderenti, o in acciaio. A contatto con altri metalli, infatti, questo fungo può sprigionare delle sostanze tossiche.



COMMENTI SULL' ARTICOLO