Illustrazione botanica del cantharellus cibarius detto giallino

Funghi

Giallino

Moltissime sono le varietà di fungo che la natura ci offre: tra queste, ve n'è una che è tra le più comuni, ma anche tra le più gustose, tanto che è definita prezzemolo dei funghi. Si tratta del giallino, o galletto, o finferlo, ovvero del Cantharellus Cibarius.

di Redazione

07 gennaio 2015

Il prezzemolo dei funghi

I funghi sono una varietà del mondo vegetale molto particolare, e molto variegata. Vi sono infatti funghi commestibili, ed altri invece velenosi e altamente nocivi per la salute; così come ci sono funghi molto comuni e facili da trovare, e altri invece ricercati e pregiati. Il cantharellus cibarius è un fungo di larghissima diffusione, tanto che è chiamato il prezzemolo dei funghi; ma questo non lo rende meno pregiato, perché è molto buono, e quindi in tavola viene apprezzato tanto quanto altre specie meno comuni. A seconda dei vari dialetti e modi di dire locali, il cantharellus cibarius può avere molte altre denominazioni: ad esempio, è detto gallinaccio, finferla, o giallino. Quest'ultimo nome gli viene dal suo colore caratteristico, grazie al quale è facilmente riconoscibile nel sottobosco in cui prolifera.

Le caratteristiche del giallino

Chi ama andare in cerca di funghi, sa bene quanto le specie raccolte in natura abbiano un gusto e una consistenza che i funghi coltivati, che sono quelli che si possono acquistare al supermercato, non riusciranno mai ad eguagliare. Il giallino non fa eccezione: anche se viene coltivato, ed è dunque una varietà di fungo che si reperisce facilmente sui banchi di ortofrutta, quando viene raccolto nella sua sede spontanea ha un sapore decisamente migliore. Riconoscerlo, d'altro canto, non è difficile, anche per i meno esperti. Il giallino ha il cappello e il gambo uniti, e il cappello è molto irregolare, tanto da sembrare la cresta di un gallo. Le lamelle sono di colore giallo, e in tutto il fungo non supera i 12 centimetri di altezza complessivi. Si trova da maggio a novembre nei boschi di latifoglie e conifere, fino ai 2000 metri di altitudine.

Tutte le virtù del giallino

Il giallino ha come nome botanico Cantharellus cibarius: il nome cantharellus allude alla sua forma a coppa, perché il termine greco cantaro significa appunto coppa; cibarius è invece una locuzione che viene dal latino e indica il fatto che questo fungo è commestibile. Per via della sua grande diffusione, ma soprattutto dell'estrema varietà di aspetto con cui si presenta, il giallino si può confondere anche con altri tipi di fungo ,come ad esempio l'Omphalotus olearius. Quest'ultimo cresce in genere sui tronchi, e ha un cappello di colore più scuro, ma morfologicamente è molto simile al giallino. Può accadere quindi che un esemplare nato sul terreno venga confuso con un Cantharellus cibarius. L'Ompahalotus olearius è velenoso: quindi, per non incorrere in equivoci rischiosi, quando si raccolgono funghi, è sempre bene portarli alla ASL per avere un riconoscimento ufficiale della loro commestibilità.

Come si cucina il giallino

Insieme al porcino, il giallino è uno dei funghi più apprezzati in tavola. Oltre ad avere un buon sapore, ha anche il vantaggio di essere uno dei funghi più facilmente digeribili, poiché è povero di micosina. I modi in cui si può conservare sono molteplici: soprattutto però sottolio o sottaceto, perché raramente viene essiccato, e in commercio si trova prevalentemente fresco. In genere invece non viene surgelato, perché questo lo rende amaro. Circa i modi in cui il giallino può essere cucinato, anche in questo caso non c'è che l'imbarazzo della scelta. Infatti si può fare fritto o gratinato; si può utilizzare per realizzare dei condimenti per la pasta o per la polenta. Il giallino è un fungo che, a differenza di altri, non essendo poroso, si può lavare tranquillamente sotto l'acqua corrente, al fine di rimuovere i residui di terra e sporcizia.

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Domande frequenti

  • Come distinguere il Giallino (Finferlo) dai funghi velenosi simili?
    La distinzione principale riguarda l'Omphalotus olearius, spesso confuso con il Cantharellus cibarius. Mentre il Giallino ha cappello e gambo uniti e lamelle gialle genuine, l'Omphalotus cresce sui tronchi legnosi e ha lamelle biancastre o verdastre che brillano al buio (bioluminescenza). Inoltre, il Giallino vero ha un profumo fragrante di albicocca e un sapore dolce, mentre quello velenoso ha odore sgradevole. Data la pericolosità, è fondamentale far verificare i campioni raccolti dall'ASL prima del consumo.
  • Quali sono le migliori tecniche di conservazione per il Giallino?
    Il Giallino si conserva meglio sott'olio o sott'aceto, metodi che ne preservano aroma e consistenza. È raro trovarlo essiccato perché perde parte delle sue qualità organolettiche. Attenzione alla surgelazione: il congelamento tende a renderlo amarognolo e a modificare la texture, rendendolo meno gradevole al palato. Se acquistato fresco, consumarlo entro pochi giorni è l'ideale per apprezzarne appieno il sapore primaverile-autunnale.
  • Perché il Giallino è considerato facile da pulire rispetto ad altri funghi?
    A differenza di funghi porosi come il Porcino, il Giallino ha una struttura carnosa e compatta priva di pori sottili dove la terra potrebbe annidarsi profondamente. Questo permette di lavarlo tranquillamente sotto acqua corrente per rimuovere sporco e residui del sottobosco senza rischiare che assorba troppa acqua al suo interno. Una volta lavato e asciugato, è pronto per la cottura immediata, garantendo igiene e sicurezza alimentare.
  • Quali sono i metodi di cottura consigliati per il Giallino?
    Essendo un fungo molto digeribile e povero di chitina/micosina complessa, il Giallino si presta a numerose preparazioni. È eccellente fritto in padella con aglio e prezzemolo, oppure gratinato al forno. Si utilizza spesso come condimento per pasta, risotti o polenta, dove il suo aroma di albicocca si sposa perfettamente con burro e salvia. La semplicità di cottura ne esalta il sapore delicato senza coprirlo con spezie troppo forti.
  • Dove e quando si trova il Giallino in natura?
    Il Cantharellus cibarius si rinviene dalla primavera (maggio) fino all'autunno inoltrato (novembre). Predilige i boschi misti di latifoglie e conifere, crescendo solitario o in gruppi sul terreno, spesso vicino alle radici degli alberi. La sua distribuzione arriva fino a 2000 metri di altitudine. Essendo un fungo micorrizico, vive in simbiosi con le piante forestali, motivo per cui è facile individuarlo nel sottobosco durante i periodi umidi dopo le piogge.

Scheda Tecnica

Cantharellus cibarius

Nome scientificoCantharellus cibarius
FamigliaCantharellaceae
Tipo di piantaFungo commestibile (basidiomicete)
OrigineDiffuso in Europa, Asia e Nord America
EsposizioneSottobosco ombroso di latifoglie e conifere
TerrenoSuoli acidi, ben drenati, ricchi di humus
IrrigazioneNecessita di umidità ambientale costante (ambiente naturale)
FiorituraMaggio-Novembre (fruttificazione)
AltezzaMax 12 cm
ConcimazioneNon necessaria (simbiotico micorrizico)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSpore naturali / Micelio nel suolo
Malattie e parassitiSusceptible a muffe se conservato male; attenzione a confusione con Omphalotus olearius (velenoso)
Difficoltà di coltivazioneFacile da riconoscere, ma richiede cautela nell'identificazione per evitare errori fatali