Struttura della Vescia

Funghi

Vescica

La vescia è un nome di fungo utilizzato per indicare sia la Calvatia maxima e sia il Lycoperdon gemmatum. Entrambe le specie presentano dei tratti che li rendono molto diversi ma, allo stesso tempo, molto simili. Una prima differenza è data dalle dimensioni della loro struttura.

di Redazione

20 novembre 2014

Vescia: informazioni generali

Il termine Vescia è utilizzato per indicare due specie ben distinte di funghi, le quali si differenziano principalmente per le dimensioni. Esse sono la Calvatia maxima e il Lycoperdon gemmatum, meglio note come vescia maggiore e vescia minore. Queste due tipologie di funghi sono entrambecommestibili, anche se il primo è considerato più "raffinato" (per quanto riguarda il sapore) rispetto al secondo. Un’altra caratteristica che li contraddistingue sono le dimensioni. La vescia maxima, se lasciata crescere può raggiungere grandi dimensioni, mentre la vescia minore mantiene le dimensioni standard degli altri funghi presenti in natura. Tornando al sapore e alla commestibilità di questi due esemplari di funghi, è bene sapere che, se vengono entrambi presi nel giusto periodo, possono alla stessa maniera dar vita a delle ricette culinarie molto saporite e succulente.

Vescia: caratteristiche

La vescia maggiore è un fungo commestibile solo se lo si preleva entro un certo periodo di tempo. Presenta delle dimensioni molto ragguardevoli, infatti, può arrivare a pesare anche 5 chili, con una dimensione del cappello anche di mezzo metro di diametro circa. Questo esemplare si può trovare nei pascoli di montagna e nei prati. Cresce sia in inverno e sia in estate. Dal punto di vista estetico, il cappello ha una forma tondeggiante, è privo di gambo ed è di colore bianco. La polpa interna è bianca nei giovani esemplari e giallastro - bruna negli adulti. Questi ultimi arrivati a una certa età iniziano a emanare un odore fastidioso e sgradevole. È conveniente ricordare che questo fungo è commestibile solo nel momento in cui la polpa e il cappello sono bianchi. La vescia minore o Lycoperdon gemmatum, solitamente si sviluppa su resti vegetali. Come la vescia maggiore, il cappello è bianco, privo di gambo ed è rivestito da piccoli aculei. Il gusto di questo esemplare è considerato mediocre.

Vescia: somiglianze

Come affermato in precedenza, le due specie che vengono volgarmente chiamate vescia, presentano alcune differenze, ma allo stesso tempo delle somiglianze. In primo luogo, sia la vescia minore e sia quella maggiore, devono essere mangiate solo quando sono giovani e quindi quando la loro polpa e colorazione esterna è bianca. La vescia maggiore è considerata più buona rispetto a quella minore. Quest’ultima inoltre, talvolta viene confusa con altre specie di funghi velenosi, mentre la prima, è impossibile da confondere viste le sue dimensioni. La confusione può avvenire con: ovuli di amanita, Lycoperdon candidum, Lycoperdon echinatum, Lycoperdon seccatum, Lycoperdon pyriforme (privo di aculei). A questo proposito, per evitare di andare incontro ad errori che possono costare la vita, è sempre utile farsi accompagnare da persone che operano in questo settore o appassionati in grado, con le loro conoscenze, di lasciare alla natura gli esemplari velenosi e raccogliere solo quelli commestibili.

Vescia: commestibilità

Riguardo alla commestibilità delle due specie di vescia, è conveniente fare una distinzione culinaria sia per quanto riguarda l’essere mangiate da crude e sia in quali ricette essere introdotte. La vescia maggiore può essere mangiata cruda assieme all’insalata, alla piastra, ai ferri, impanata e fritta. La vescia minore, a causa dello sgradevole odore emanato, è considerata un fungo mediocre da introdurre nelle ricette. Tuttavia, come ricordato in precedenza, se raccolto quando la polpa è ancora bianca, ha un ottimo sapore. L’odore fastidioso viene eliminato mediante la cottura. Anch’essa può essere mangiata fritta e impanata. È conveniente essere messi a conoscenza che questo esemplare deve essere consumato subito dopo la raccolta perché la polpa interna deperisce in breve tempo e tende a diventare pulverulento.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la vescia maggiore e la vescia minore?
    Le due specie si distinguono principalmente per le dimensioni e il habitat. La Calvatia maxima (vescia maggiore) è enorme, potendo superare i 5 kg e mezzo metro di diametro, e cresce in pascoli di montagna e prati. Il Lycoperdon gemmatum (vescia minore) è di dimensioni standard, tipico dei boschi, e si sviluppa spesso su resti vegetali. Esteticamente, la vescia minore presenta piccoli aculei sulla superficie, mentre la maggiore è liscia e priva di gambo.
  • Quando è sicuro raccogliere e mangiare la vescia?
    La raccolta è sicura e consigliata esclusivamente quando i funghi sono giovani. In questa fase, sia la polpa interna che la superficie esterna devono essere di un bianco puro e compatto. Non appena la polpa inizia a ingiallire o brunire, il fungo perde qualità e sicurezza alimentare. È fondamentale evitare esemplari adulti che emanano odori sgradevoli, poiché indicano un avanzato stato di maturazione e decomposizione della carne.
  • Come si preparano culinarymente le due specie di vescia?
    Entrambe le specie, se raccolte giovani, sono commestibili. La vescia maggiore è molto versatile: può essere consumata cruda in insalata, oppure cotta alla piastra, ai ferri, impanata o fritta. La vescia minore, pur avendo un sapore meno raffinato, può essere fritta o impanata. Attenzione: la vescia minore va consumata immediatamente dopo la raccolta, poiché la sua polpa deperisce rapidamente diventando polverosa; la cottura aiuta a eliminare eventuali odori sgradevoli.
  • Esiste rischio di confusione con funghi velenosi?
    Sì, specialmente per la vescia minore (Lycoperdon gemmatum), che può essere confusa con specie tossiche come gli ovuli di Amanita o altri Lycoperdon velenosi. La vescia maggiore, invece, è quasi impossibile da confondere grazie alle sue dimensioni eccezionali. Per evitare gravi intossicazioni, è sempre raccomandabile farsi accompagnare da esperti micologi durante la raccolta o affidarsi a guide qualificate che sappiano distinguere con precisione le specie sicure da quelle pericolose.