Iperico

Aromatiche

Proprietà Iperico - Hypericum

L'iperico è una perenne selvatica che si trova in moltissime zone in Italia: scopriamo le sue caratteristiche e le sue proprietà

di Redazione

19 febbraio 2016

Generalità

Per quanto riguarda l'iperico si tratta di arbusti e alberi perennanti a portamento eretto, sempreverdi o semisempreverdi, che possono essere rustici o delicati. L'Hypericum, originario del continente europeo e dell'Asia occidentale, può raggiungere un'altezza che varia da mezzo metro a circa un metro e un diametro di circa 60 cm. La pianta si caratterizza per i fiori, a forma di stella, di colore giallo, che compaiono durante la stagione estiva. Le foglie sono ovoidali e di colore verde brillante. Generalmente si sviluppa per un'altezza di 20-30 cm formando dei tappeti compatti che in epoca di fioritura producono un bellissimo effetto di colore. Il genere Hypericum comunque è composto da un numero molto ampio di specie, gran parte delle quali presenti nel nostro paese. Il riconoscimento fra le diverse specie è sicuramente difficile ad un occhio poco allenato.A questa grande varietà naturale si è aggiunta anche una selezione attuata dai vivaisti e dai floricoltori volta ad individuare delle varietà da fiore in grado di realizzare fioriture più prolungate e resistente per un migliore effetto ornamentale.

Esposizione

La pianta predilige generalmente le posizioni di pieno sole o di ombra parziale. Come tutte le varietà completamente rustiche possono resistere a temperature rigide, anche fino a -10/-15 °C. La coltivazione dell'iperico risulta essere piuttosto facile e non ha bisogno di particolari cure e attenzioni. Durante gli inverni più rigidi è opportuno tenere sotto controllo le foglie della pianta che potrebbero disseccarsi o staccarsi fino alla ripresa vegetativa successiva.

L’HYPERICUM PERFORATUM IN BREVE
Famiglia, genere, specie  Hypericaceae, hypericum perforatum
Nomi comuni  Erba di San Giovanni, millebuchi, scacciadiavoli
Tipo di pianta  Erbacea perenne a base legnosa
Colore del fiore  Giallo zolfo
Altezza  Fino a 40 cm
Habitat  In tutta Italia, fino a 1600 m.
Coltura  facile
Necessità idrica  Media
Terreno  Calcareo, ben drenato
pH terreno  Da neutro a subalcalino
Umidità del terreno  Ben drenato
Esposizione  Mezz’ombra, ombra leggera
Propagazione  Seme, talea, propaggine
Rusticità  Molto rustico
Utilizzo  Officinale, giardino naturale

Terreno

Per una crescita ottimale del nostro iperico, il terreno ideale deve essere ben drenato anche se la pianta si adatta bene a qualunque terreno, anche a terreni da giardino già sfruttati. Per quanto riguarda l'irrigazione, non risulta necessario bagnare la pianta. Si accontenta infatti dell'acqua piovana, anche quando si trova in climi piuttosto secchi. Importante è invece procedere alla potatura circa ogni 2 anni. Questa però è da realizzare solo quando avviene l'imbrunimento dei rami e delle foglie.

Moltiplicazione

La propagazione della pianta avviene durante la stagione autunnale, sia nel caso venga effettuata per semina sia nel caso in cui avvenga per divisione. Tra maggio e giugno è possibile prelevare talee, da far radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.

IL CALENDARIO DELL’IPERICO
Fioritura Da giugno a ottobre
Raccolta Giugno-luglio
Pulizia piante Autunno
Messa a dimora Autunno/primavera
Talea Agosto/aprile
Semina Settembre/marzo

Tecniche colturali

L'Hypericum cresce spontaneamente nelle macchie e pianure dell'Europa e dell'Asia Occidentale. Da ricordare sono le proprietà medicali della pianta; l'Hypericum è, infatti, utilizzato per lenire e calmare stati d'ansia e di depressione. Da considerare, infine, il fatto che le foglie, se ingerite, possono risultare dannose per l'organismo.

Raccolta e proprietà della pianta

Generalmente la raccolta avviene alla fine del ciclo vegetativo della pianta, in autunno; è possibile raccoglierlo anche in primavera. Secondo la tradizione però, il periodo migliore per la raccolta dell'iperico è il 24 giugno (notte di San Giovanni) da cui proviene infatti il nome popolare della pianta. Durante questa notte, considerata magica, la leggenda afferma che streghe e diavoli si riunivano per la loro sabba e per trarre buoni o cattivi auspici per il futuro. La coltivazione dell'iperico viene fatta inoltre per ricavarne le sue molteplici proprietà. E' infatti ricchissimo di principi attivi. E' utile per alleviare lo stress, per curare la pelle, per alleviare arrossamenti e irritazioni, ustioni, scottature ed eritemi.

Parassiti e malattie

Per quanto riguarda parassiti e malattie che potrebbero colpire la pianta, possiamo dire che l'iperico spesso soffre per la ruggine, che provoca macchie gialle sulle foglie compromettendone l'utilizzo.

Storia dell'Iperico

Questa pianta, conosciuta popolarmente come erba di San Giovanni, scacciadiavoli o millebuchi, è molto diffusa allo stato spontaneo in tutta la nostra penisola ed è impiegata a scopo medicinale dalla notte dei tempi. Il suo nome botanico deriva dal greco e, secondo alcuni, significa “io scaccio le immagini” in riferimento alla capacità che gli veniva attribuita di allontanare i demoni (probabilmente le ansie…) Perforatum è invece in relazione alle piccole macchie che si vedono in controluce sulle foglie e che danno l’impressione di essere dei buchi. In età classica era già impiegato per la preparazione di unguenti cicatrizzanti. Veniva in ogni caso adoperato anche per via orale, in diverse formulazioni, per combattere mali di vario tipo (spasmi, dolori mestruali, fino all’ansia e alla depressione). Lo stesso uso si protrasse fino al Medioevo, quando gli fu attribuita anche la capacità di scacciare i demoni.

Principi attivi dell'iperico

Tra i principi attivi presenti nell’iperico, quelli la cui efficacia è dimostrata sono: l’ipericina (che interviene sui neurotrasmettitori collegati ai cambiamenti di umore), l’iperforina, i tannini, i fenoli, flavonoidi e xantoni. Questi ultimi si sono dimostrati molto utili come sedativi e antidepressivi. Bisogna però sottolineare che i singoli componenti hanno dato, nei test sperimentali, risultati dubbi o scarsi. Si è quindi ipotizzato che l’efficacia dell’iperico derivi dall’azione combinata dei vari principi attivi. Evitiamo quindi di acquistare prodotti in cui ve ne sia solamente uno: preferiamo invece gli estratti naturali dove le proporzioni sono generalmente rispettate.

Raccolta iperico

Come abbiamo detto è una pianta molto comune: per trovarne in grande quantità è tuttavia consigliabile cercare lungo i sentieri di collina o in zone luminose, ai margini dei boschi. Ad ogni modo evitiamo di raccogliere presso strade molto trafficate o deve vengano impiegati concimi di sintesi, fitofarmaci o diserbanti. Il periodo migliore va dalla fine di maggio a settembre, la mattina tarda (quando la rugiada si sia già asciugata). Si coglie solamente l’apice della pianta, provvisto di fiori, boccioli e le piccole foglioline, tagliandolo con delle forbicine (eviteremo così di strappare favorendo la fuoriuscita di principi attivi). Andranno poi lavate delicatamente e lasciate asciugare per qualche ora in una zona ventilata e ombrosa.

Preparazione e utilizzo dell’olio per uso esterno

L’olio di iperico, di un bel colore rosso, si ottiene facendo macerare gli apici a lungo (circa un mese e mezzo) in un luogo fresco e buio. Le dosi consigliate sono circa 300 gr per un litro di olio (possibilmente di mandorle, ottimo per le sue proprietà lenitive ed emollienti). Alla fine di questo processo dovremo esporre la bottiglia per un’intera giornata, calda, al sole. Per concludere filtriamo con una garza finissima e conserviamo in un luogo fresco e buio. Può essere impiegato per lenire e curare le affezioni della pelle, in particolare le piaghe, le ferite, le ustioni e le scottature solari. È un ottimo prodotto anche per migliorarne l’aspetto, ritardare la comparsa delle rughe e evitare l’insorgere delle smagliature.

Preparazione e uso della tintura madre

La tintura madre di iperico si ottiene a partire dagli apici fioriti freschi (o essiccati in un luogo ombreggiato, fresco e ben arieggiato). La proporzione per i fiori freschi è di 100 gr per 300 ml di alcool alimentare a 70°. Lasceremo macerare il tutto in un locale buio e fresco per circa 10 giorni, mescolando spesso. In seguito filtreremo e imbottiglieremo in contenitori dotati di contagocce. Si possono assumere da 8 a 10 gocce, fino a 3 volte a dì. Il trattamento è utile in caso di coliche, di cistiti e altre infiammazioni. Naturalmente ha sempre una sua efficacia nei confronti di lievi disturbi dell’umore. Massaggiato sulla pelle aiuta la guarigione di piaghe, ferite e irritazioni cutanee.

Uso interno

Con gli apici fioriti si può preparare un’ottima tisana: sono sufficienti dai 15 ai 30 gr di prodotto essiccato per litro di acqua. Utile per contrastare lievi stati di malumore. Per combattere affezioni dell’apparato respiratorio e in generale infiammazioni possiamo procurarci in erboristeria un misto al 50% di iperico e edera terrestre. Una tazza prima dei pasti, tre volte al giorno, ci sarà di grande aiuto. L’iperico ha una buona efficacia nei confronti delle depressioni lievi e moderate. Può essere tranquillamente paragonato ai farmaci di sintesi, col vantaggio di avere meno effetti collaterali. In erboristeria si possono trovare delle capsule di estratto secco, adatte a chi provi un malessere davvero leggero o transitorio (come quello legato ai cambiamenti di stagione o all’eccessivo buio invernale). Formulazioni più concentrate possono però essere acquistate solamente in farmacia, sotto stretto controllo medico. I trattamenti devono ad ogni modo essere protratti per almeno due settimane prima che gli effetti benefici si facciano sentire in maniera significativa.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali dell'iperico?
    L'iperico è renowned per le sue proprietà antidepressive e ansiolitiche, grazie a principi attivi come ipericina e iperforina che agiscono sui neurotrasmettori. È efficace contro lievi-moderati stati depressivi, ansia e stress. Esternamente, l'olio di iperico lenisce ustioni, scottature, ferite e irritazioni cutanee, mentre la tintura madre può aiutare con coliche e infiammazioni urinarie.
  • Quando è il momento giusto per raccogliere l'iperico?
    Il periodo ideale va dalla fine di maggio a settembre. Tradizionalmente, si raccoglie il 24 giugno (Notte di San Giovanni). Per la raccolta, scegliete giornate soleggiate, attendendo che la rugiada mattutina sia asciutta. Tagliate solo gli apici fioriti con forbici pulite per preservare i principi attivi e favorire la rigenerazione della pianta.
  • Come si prepara l'olio di iperico domestico?
    Macerate circa 300 grammi di apici fioriti freschi in un litro di olio di mandorle per un mese e mezzo al buio. Esporre poi il recipiente al sole per un giorno intero. Filtrate con garza fine e conservate al fresco. Questo olio è eccellente per lenire pelle danneggiata, prevenire smagliature e trattare piccole piaghe.
  • Esistono controindicazioni o rischi nell'uso dell'iperico?
    Le foglie crude possono essere tossiche se ingerite in grandi quantità. L'iperico interagisce con molti farmaci (inclusi anticoncezionali e anticoagulanti); consultare sempre un medico prima dell'uso interno. Inoltre, la pianta può causare fotosensibilità: evitare l'esposizione solare diretta durante il trattamento. Non usare in gravidanza senza supervisione medica.
  • Come coltivare l'iperico in giardino?
    Predilige terreni ben drenati, calcarei e pH neutro-subalcalino. Tollera il secco meglio del ristagno idrico. Ama il pieno sole ma tollera la mezz'ombra. È molto rustico (-10/-15°C). Annaffiare solo se necessario, poiché spesso basta la pioggia. Potare leggermente dopo la fioritura per mantenere la compattezza e rimuovere rami secchi.

Scheda Tecnica

Hypericum perforatum

Nome scientificoHypericum perforatum
FamigliaHypericaceae
Tipo di piantaArbusto erbaceo perenne a base legnosa
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoCalcareo, ben drenato, neutro-subalcalino
IrrigazioneMedia, si accontenta spesso dell'acqua piovana
FiorituraGiugno - Ottobre
Altezza20-40 cm (fino a 1 m per alcune varietà)
ConcimazioneNon richiesta specificamente, terreno fertile sufficiente
PotaturaLeggera dopo la fioritura o ogni 2 anni se rami imbruniscono
MoltiplicazioneSemina (autunno/primavera), talea (maggio-giugno), divisione (autunno)
Malattie e parassitiRuggine (macchie gialle sulle foglie)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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