Clitocybe nebularis

Funghi

Clitocybe Nebularis

Anche detto Lepista Nebularis, il fungo delle nebbie, nome specifico Clitocybe nebularis, è uno tra i più studiati e controversi: presenta velenose tossine se crudo, viene assai gustato una volta cotto, nonostante ad alcuni il suo gusto forte sia davvero insopportabile. Scopriamolo insieme!

di Redazione

14 gennaio 2015

Clitocybe Nebularis, velenoso?

Si è a lungo discusso sulla velenosità dei funghi delle nebbie, a causa dell'alta presenza della Nebularina, una tossina dannosa per il nostro apparato digerente. Il rischio però non si limita a quest'ultima, poichè con il Clitocybe Nebularis troviamo anche altri tipi di tossine, divisibili a seconda della loro vulnerabilità rispetto al calore: per quanto riguarda quelle "termolabili", una volta cotto il fungo, il loro veleno è reso innocuo. Contrariamente a queste, le tossine "termostabili" (come adesso la Muscarina) non subiscono alcuna modifica ad alte temperature; vengono quindi assunte dall'organismo, che le accumula senza riuscire a smaltirle. Attraverso un consumo assiduo, il numero di tossine nel nostro corpo aumenta fino a provocare nausea e vomito. Con la scoperta di queste tossine, è stato eliminato dalla lista di funghi commestibili in Italia: ciononostante, continuano ad esserci Paesi (come la Gran Bretagna) che raccomandano solamente un consumo limitato.

Habitat del Clitocybe nebularis

Per i fungaioli più attirati dal gusto forte della lepista nebularis, ci sono delle specifiche zone dove trovarli: boschi di conifere e latifoglie sono i posti migliori. Il loro ritrovamento è reso estremamente semplice e rapido dalle loro caratteristiche di raggruppamento: lo stesso nome, nebularis, ci suggerisce la sistemazione a nuvola che questi funghi assumono nei boschi. Vengono anche chiamati "i cerchi delle streghe", costituendo infatti una vera e propria circonferenza, e lasciando libero il centro. Disegnando quindi il solo contorno del cerchio, possono coprire vaste zone: il più grande è stato trovato in Francia, con un raggio di circa 300 metri. Il terzo tipo di disposizione è una lunga fila, come un rettilineo, altrettanto strano e simpatico a vedersi, tipico della specie dei carpofori. Il periodo di raccolta in Italia è compreso fra i primi mesi dell'autunno e l'inizio della primavera, nel caso in cui l'inverno non sia troppo rigido; per quanto riguarda la Gran Bretagna, si inizia a fine estate per concludere la raccolta verso metà novembre.

Composizione fisica del clitocybe nebularis

Per quanto riguarda la forma dei funghi delle nebbie, dal cappello, lamelle e gambe sono le tre parti fondamentali, tutte colorate di un grigio biancastro, cenerino, non igrofano. La curvatura del cappello dipende dalle condizioni ambientali di nascita del fungo: può essere convesso, o presentare delle depressioni centrali, entro i 17/20 cm massimi di diametro del cappello. Quest'ultimo è ricoperto interamente da una pruina biancastra evanescente e molto fina: taluna rende il fungo brillante se in ambiente umido, ma di colorito estremamente pallido se a secco. Le lamelle, facili da separare dalla cappello, sono però fitte e diseguali, biancastre come il resto del clitocybe nebularis, con qualche possibile punta tendente ad un fievole marrone crema. Il gambo, cilindrico e ingrossato per sostenere il bello del cappello, è più massiccio verso la base, ma spesso cavo, di misure 7x2 cm.

Cottura del Clitocybe nebularis

Nonostante le controindicazioni evidenziate nel primo paragrafo, sulla velenosità data dalle tossine nei funghi delle nebbie, è comunque possibile cuocerli per limitare i danni alle sole tossine termostabili, il cui consumo sporadico non è dannoso. La vendita in Italia è vietata, dunque l'unica modalità di assaggio è la raccolta propria. Una prebollitura prolungata, di minimo 20 minuti, porta la dispersione delle tossine chimiche e ambientali, senza il rischio di disintegrare il fungo, le cui carni, robuste, presentano una particolare integrità. Dopo averli scolati con attenzione, si debbono lasciare a bagnomaria per una trentina di minuti; dopo questa "doppia purificazione" possono essere cotti con la sicurezza di un prodotto quasi interamente sano e consumabile. Da molti viene accusato un sapore troppo forte e dolciastro, per altri il gusto è leggero e lievemente dolce.

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Domande frequenti

  • Il Clitocybe nebularis è velenoso?
    Sì, il Clitocybe nebularis contiene tossine pericolose, principalmente la nebularina e la muscarina. La nebularina è termolabile, ovvero viene distrutta dal calore durante la cottura. Tuttavia, la muscarina è termostabile e resiste alle alte temperature, accumulandosi nell'organismo e causando sintomi come nausea e vomito se il consumo è frequente. Per questi motivi, in Italia è stato rimosso dalla lista dei funghi commestibili ufficiali, sebbene in paesi come la Gran Bretagna ne sia consigliato solo un consumo limitato.
  • Come riconoscere il Clitocybe nebularis in natura?
    Questo fungo si riconosce facilmente per la sua crescita a gruppi densi che formano cerchi perfetti ('cerchi delle streghe') o file lineari, talvolta coprendo vaste aree. Presenta un cappello grigio-biancastro o cenerino, di diametro fino a 20 cm, con superficie coperta da una pruina biancastra evanescente. Le lamelle sono fitte, biancastre e separabili facilmente dal cappello. Il gambo è cilindrico, bianco-grigiastro, spesso cavo alla base e misura circa 7 cm di altezza. Non cambia colore al taglio.
  • Qual è il metodo di cottura sicuro per il Clitocybe nebularis?
    Sebbene sconsigliato per la presenza di tossine termostabili, chi decide di consumarlo deve seguire una procedura rigorosa per ridurre il carico tossico. È fondamentale effettuare una prebollitura prolungata di almeno 20 minuti per disperdere le sostanze termolabili. Successivamente, i funghi vanno scolati accuratamente e lasciati a bagnomaria per circa 30 minuti. Questa 'doppia purificazione' aiuta a eliminare parte delle impurità, rendendo il consumo meno rischioso, anche se non elimina completamente il pericolo legato alla muscarina.
  • Dove e quando trovare il Clitocybe nebularis?
    Il Clitocybe nebularis cresce prevalentemente in autunno e, nelle regioni con inverni miti, può persistere fino all'inizio della primavera. In climi più freddi, come nel Regno Unito, la stagione va da fine estate a novembre. Predilige i boschi misti di conifere e latifoglie, cercando zone umide e ombrose. La sua distribuzione spaziale è caratteristica: appare sempre aggregato in cerchi concentrici o lunghe file, mai isolato.
  • È legale vendere il Clitocybe nebularis in Italia?
    No, la vendita del Clitocybe nebularis è vietata in Italia. A seguito della scoperta delle sue tossine termostabili, come la muscarina, che possono causare intossicazioni gravi con l'accumulo nell'organismo, le autorità sanitarie italiane hanno rimosso questa specie dall'elenco dei funghi commestibili. Di conseguenza, qualsiasi forma di commercializzazione è illegale. L'unico modo per provarlo è tramite raccolta personale diretta, con la consapevolezza dei rischi sanitari associati.

Scheda Tecnica

Clitocybe nebularis (Bull.) Quél.

Nome scientificoClitocybe nebularis (Bull.) Quél.
FamigliaTricholomataceae
Tipo di piantaFungo basidiomicete
OrigineEuropa, Asia, Nord America
EsposizioneZone ombrose o semiombreggiate dei boschi
TerrenoTerreni forestali, misti a conifere e latifoglie
IrrigazioneNecessita di ambienti naturali umidi
FiorituraAutunno-inizio primavera (settembre-novembre)
AltezzaCappello fino a 20 cm; Gambo 7x2 cm
ConcimazioneNon applicabile (organismo eterotrofo)
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSpore (riproduzione naturale)
Malattie e parassitiSensibile a tossine interne (nebularina, muscarina)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede identificazione precisa e cottura corretta)