Clitocybe Nebularis

Clitocybe Nebularis, velenoso?

Si è a lungo discusso sulla velenosità dei funghi delle nebbie, a causa dell'alta presenza della Nebularina, una tossina dannosa per il nostro apparato digerente. Il rischio però non si limita a quest'ultima, poichè con il Clitocybe Nebularis troviamo anche altri tipi di tossine, divisibili a seconda della loro vulnerabilità rispetto al calore: per quanto riguarda quelle "termolabili", una volta cotto il fungo, il loro veleno è reso innocuo. Contrariamente a queste, le tossine "termostabili" (come adesso la Muscarina) non subiscono alcuna modifica ad alte temperature; vengono quindi assunte dall'organismo, che le accumula senza riuscire a smaltirle. Attraverso un consumo assiduo, il numero di tossine nel nostro corpo aumenta fino a provocare nausea e vomito. Con la scoperta di queste tossine, è stato eliminato dalla lista di funghi commestibili in Italia: ciononostante, continuano ad esserci Paesi (come la Gran Bretagna) che raccomandano solamente un consumo limitato.
Clitocybe nebularis

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Habitat del Clitocybe nebularis

Disposizione a cerchio di stregaPer i fungaioli più attirati dal gusto forte della lepista nebularis, ci sono delle specifiche zone dove trovarli: boschi di conifere e latifoglie sono i posti migliori. Il loro ritrovamento è reso estremamente semplice e rapido dalle loro caratteristiche di raggruppamento: lo stesso nome, nebularis, ci suggerisce la sistemazione a nuvola che questi funghi assumono nei boschi. Vengono anche chiamati "i cerchi delle streghe", costituendo infatti una vera e propria circonferenza, e lasciando libero il centro. Disegnando quindi il solo contorno del cerchio, possono coprire vaste zone: il più grande è stato trovato in Francia, con un raggio di circa 300 metri. Il terzo tipo di disposizione è una lunga fila, come un rettilineo, altrettanto strano e simpatico a vedersi, tipico della specie dei carpofori. Il periodo di raccolta in Italia è compreso fra i primi mesi dell'autunno e l'inizio della primavera, nel caso in cui l'inverno non sia troppo rigido; per quanto riguarda la Gran Bretagna, si inizia a fine estate per concludere la raccolta verso metà novembre.

  • Il nebbiolo disposto in un cerchio delle streghe Se camminando in autunno in un bosco, in mezzo al tappeto di foglie gialle, rosse e marroni steso in terra ai piedi degli alberi si vedesse spuntare una nuvoletta grigiastra, assai probabilmente ciò v...

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Composizione fisica del clitocybe nebularis

Descrizione fisica dei funghi delle nebbie Per quanto riguarda la forma dei funghi delle nebbie, dal cappello, lamelle e gambe sono le tre parti fondamentali, tutte colorate di un grigio biancastro, cenerino, non igrofano. La curvatura del cappello dipende dalle condizioni ambientali di nascita del fungo: può essere convesso, o presentare delle depressioni centrali, entro i 17/20 cm massimi di diametro del cappello. Quest'ultimo è ricoperto interamente da una pruina biancastra evanescente e molto fina: taluna rende il fungo brillante se in ambiente umido, ma di colorito estremamente pallido se a secco. Le lamelle, facili da separare dalla cappello, sono però fitte e diseguali, biancastre come il resto del clitocybe nebularis, con qualche possibile punta tendente ad un fievole marrone crema. Il gambo, cilindrico e ingrossato per sostenere il bello del cappello, è più massiccio verso la base, ma spesso cavo, di misure 7x2 cm.


Cottura del Clitocybe nebularis

Un esempio di ricetta per i lepista nebularis Nonostante le controindicazioni evidenziate nel primo paragrafo, sulla velenosità data dalle tossine nei funghi delle nebbie, è comunque possibile cuocerli per limitare i danni alle sole tossine termostabili, il cui consumo sporadico non è dannoso. La vendita in Italia è vietata, dunque l'unica modalità di assaggio è la raccolta propria. Una prebollitura prolungata, di minimo 20 minuti, porta la dispersione delle tossine chimiche e ambientali, senza il rischio di disintegrare il fungo, le cui carni, robuste, presentano una particolare integrità. Dopo averli scolati con attenzione, si debbono lasciare a bagnomaria per una trentina di minuti; dopo questa "doppia purificazione" possono essere cotti con la sicurezza di un prodotto quasi interamente sano e consumabile. Da molti viene accusato un sapore troppo forte e dolciastro, per altri il gusto è leggero e lievemente dolce.




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