Arieggiatori

Il giardino è uno spazio che va curato con attenzione e con attrezzi pratici, comodi e maneggevoli. Ognuno di questi serve a compiere tante operazioni, come tagliare l’erba, rimuovere le zolle di terreno, estirpare il feltro che si deposita sul manto erboso. Se il taglio dell’erba si effettua con il tagliaerba e la rimozione delle zolle con la zappa o motozappa, la rimozione del feltro si esegue con l’arieggiatore. A questo attrezzo abbiamo dedicato una sezione ricca di contenuti informativi. Con questo testo di presentazione vogliamo però soffermarci sulle caratteristiche generali degli arieggiatori, su cosa sono, su come sono fatti e su come si usano.Gli arieggiatori sono degli attrezzi che servono per rimuovere il feltro dal manto erboso. Con il termine “feltro” si intende quella fitta coltre di detriti, resti di sfalcio e foglie secche che con il tempo si depositano sul manto erboso. Il feltro, ... continua

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      prosegui ... , quando diventa troppo fitto e pesante, impedisce all’erba di respirare e di assorbire le sostanze nutritive. Con il feltro, inoltre, il terreno non riesce ad assorbire l’acqua e a nutrire il prato. La rimozione del feltro è dunque essenziale per garantire una corretta manutenzione del prato. L’operazione che rimuove il feltro dal prato si chiama “arieggiatura” ed è normale che venga eseguita con gli arieggiatori, attrezzi meccanici, sia elettrici che a motore, che rimuovono velocemente grandi quantità di detriti.Gli arieggiatori possono essere elettrici o a scoppio. Nel primo caso, sono alimentati tramite elettricità, nel secondo, con motore a scoppio alimentato con carburante. Gli arieggiatori elettrici dono anche dotati di cavo di alimentazione da attaccare alla presa elettrica. La lunghezza del cavo può causare qualche problema nei movimenti ed è per questo che gli arieggiatori elettrici si usano in genere per piccole superfici. Quelli a motore, invece, senza cavo, facilitano i movimenti e sono adatti anche alle grandi superfici. Esternamente, gli arieggiatori si presentano come i tosaerba, ovvero con telaio, maniglia di spinta, ruote anteriori e posteriori e cestello di raccolta. Quest’ultimo ha una capacità più ridotta rispetto a quello dei tosaerba e pari a circa 35 litri nei modelli elettrici e 45 in quelli a scoppio. Il telaio dell’arieggiatore è generalmente in polipropilene, materiale plastico resistente a umidità e calore e al tempo stesso comodo, pratico, leggero e robusto. La parte inferiore dell’attrezzo è corredata da un rullo con circa quattordici lame. Queste ultime funzionano come un pettine che rimuove tutti i resti che compongono il feltro. Gli arieggiatori a scoppio possono anche essere dotati di quattordici lame. Quelli elettrici hanno una potenza di circa 1500 W, mentre quelli a scoppio hanno una cilindrata che non supera i 150 cc. I modelli più piccoli possono avere anche una cilindrata di 50 cc. Gli arieggiatori di ultima generazione si possono impostare anche per tagliare l’erba. L’altezza di taglio di questi attrezzi è molto bassa, circa dieci, dodici millimetri, con un’ampiezza di lavoro di circa trentasette centimetri. Gli arieggiatori elettrici funzionano con spinta manuale, mentre quelli a scoppio sono semoventi, ovvero con movimento automatico.Gli arieggiatori si usano generalmente a fine inverno, poco prima del risveglio vegetativo, quando il prato appare ricoperto di tutti i resti e i detriti accumulati durante l’autunno e la stagione fredda. La rimozione del feltro prepara il prato all’arrivo della primavera. Gli arieggiatori si usano anche prima della risemina, per impedire che i nuovi semi, cadendo sul feltro e non sul terreno, non riescano a germinare o a svilupparsi in maniera ottimale. Proprio perché usati durante un periodo a rischio di gelate improvvise, di pioggia e umidità, gli arieggiatori vengono realizzati con un telaio e una scocca in polipropilene, materiale resistente al gelo, alla poggia e all’umidità, ma anche al sole al calore.Quando non sono in uso, gli arieggiatori vanno riposti in luoghi freschi e asciutti, lontano da fonti di calore. Per un’arieggiatura ottimale si consiglia sempre di controllare lo stato delle lame. Il cestello, invece, va svuotato e pulito dopo ogni uso. Questi accorgimenti aumentano la durata e l’efficienza degli arieggiatori e di qualsiasi attrezzo da giardino. Da ricordare, inoltre, che i modelli appena acquistati hanno una garanzia di tre anni e un diritto di reso che può arrivare anche fino a cento giorni. La garanzia e il reso si applicano però solo su difetti e danni di fabbricazione e produzione e non su quelli causati da uso improprio od errato.Gli arieggiatori sono attrezzi più piccoli e pratici rispetto ai tosaerba professionali e ai trattorini. I modelli elettrici costano tra centotrenta e centosettanta euro, mentre quelli a scoppio hanno prezzi compresi tra trecentocinquanta e quattrocento euro. Ulteriori informazioni su questi attrezzi, sui modelli, sulla loro modalità di funzionamento e sui loro costi, all’interno degli articoli della nostra sezione.