Coltivazione Ortaggi

La coltivazione degli ortaggi richiede tempo, impegno e una corretta conoscenza dei tempi di semina o di trapianto degli stessi. Gli ortaggi, infatti, non sono tutti uguali: alcuni maturano in estate, altri sono disponibili tutti l’anno. Coltivare gli ortaggi vuol dire, quindi, conoscerne gli esatti tempi di maturazione, ma anche le specifiche esigenze colturali. Una piccola piantagione di ortaggi si può realizzare anche in uno spazio ristretto: per una famiglia di quattro persone bastano appena trenta metri quadri. La disponibilità del lembo di terra o del balcone non deve far pensare che la coltivazione degli ortaggi sia una cosa da affrontare con leggerezza o con superficialità. Naturalmente non è detto che si debba essere per forza degli orticoltori, ma alcune conoscenze di base sono indispensabili per avere degli ortaggi sani e, ... continua

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prosegui ... , soprattutto, commestibili. Chi si accinge a coltivare per la prima volta degli ortaggi può privilegiare specie più “semplici” da gestire, come i pomodori, i ravanelli, le zucchine, le barbabietole, la carote, gli spinaci, i piselli, i peperoni e la lattuga. Ogni singola specie, però, va seminata o messa a dimora nel periodo giusto. I ravanelli, ad esempio, vanno seminati tra aprile e luglio, mentre le zucchine, tra marzo e maggio. Le carote, invece, vanno seminate tra gennaio e ottobre. Naturalmente, le tecniche di coltivazione degli ortaggi in vaso sono diverse da quelle degli ortaggi a pieno campo. In tutti i casi, il terriccio deve essere ricco di nutrienti e va arricchito, prima della semina o del trapianto, da letame maturo, compost o humus. La concimazione organica è però necessaria solo se il terriccio, per sua natura, è carente di principi nutritivi. La coltivazione degli ortaggi a pieno campo prevede che il terreno sia anche privato delle erbe infestanti, vangato e concimato. Le operazioni preliminari di miglioramento del terreno vengono anche chiamate “sovescio”. Gli ortaggi, come tutte le piante, hanno anche bisogno del corretto dosaggio di concime e della giusta quantità di acqua. I semi si spandono a “zolle”, cioè ogni singola porzione del terreno deve essere destinata a uno specifico ortaggio; mentre, nella coltivazione in vaso, è necessario un contenitore per ogni singola specie da piantare. Le tecniche di coltivazione degli ortaggi possono essere apprese leggendo riviste e magazine specializzati ( anche sul web) o assistendo direttamente alla semina praticata dagli orticoltori. Dopo aver appreso tutto il necessario, coltivare gli ortaggi sembrerà un gioco da ragazzi, anche se bisognerà mettere in conto una certa spesa relativa all’acquisto dei semi. Gli ortaggi sono naturali fonti di vitamine e benessere per l'organismo e ne esistono almeno di 10 tipi facili da coltivare anche dai pollici meno esperti, purché la loro posizione risulti essere ben illuminata (almeno quattro ore giornaliere, meglio se mattutine) e siano piantati in vasi o contenitori ben ariosi, profondi e soprattutto ben drenanti.

Tra i dieci tipi più facilmente coltivabili sul proprio terrazzo di casa o balcone, senza avere conoscenze accademiche, dedicare attenzioni esagerate o svolgere trattamenti specifici, rientrano con successo: tutte le tipologie di lattughe, le zucchine, le bietole da taglio e da costa, la pianta di basilico, prezzemolo e rucola, le carote e le cipolle, le fragole quattro stagioni, le varie specie di pomodori, i peperoni, le melanzane e il sedano.Possedere e curare l’orto è il sogno di molti amanti del verde. Dà la possibilità di produrre autonomamente la verdura, sapere come è stata trattata e inserire varietà che difficilmente si trovano sul mercato, ma che soddisfano di più il nostro gusto. Bisogna premettere che anche un piccolo appezzamento di terreno necessiterà di attenzioni pressoché quotidiane. Se però si è decisi sarà per noi una stupenda esperienza e col tempo ci si potrà dotare di attrezzatura specifica che renderà più leggero il nostro lavoro.

Per lavorare un orto bisogna avere una serie di attrezzi. Alcuni sono certamente indispensabili. Col tempo, specie se il nostro appezzamento è piuttosto grande, sarà anche bene dotarsi di attrezzatura a motore che ci aiuti nei lavori più faticosi.

- Vanga ve ne sono di diverso tipo: a lama quadra, rettangolare, a punta. Ognuna è adatta a tipi diversi di terreno. Serve per andare in profondità e rivoltare le zolle

- Zappa è utile averne due. Una grande per lavorare più in profondità e per creare i solchi. Una più piccola per il diserbo superficiale

- Forcone utile per sminuzzare e arieggiare il terreno. Insostituibile per spostare lo stallatico e i cumuli di materiale organico.

- Rastrello si utilizza per livellare il terreno alla fine della lavorazione. I rebbi devono essere corti e ravvicinati.

- Carriola per il trasporto di materiale

- Trapiantatoio comodissimo per inserire le piantine nel terreno

- Forbici per la pulizia delle piante e la raccolta. Utile anche un buon coltello con lama seghettata.

E’ bene anche munirsi di tutori di varie altezze per piante rampicanti o che necessitino di un sostegno (pomodori, cetrioli, piselli, fagioli, peperoni). Chiunque voglia intraprendere questa attività deve possedere almeno qualche prodotto per combattere crittogame e attacchi di insetti. Indispensabili sono un rameico e dello zolfo bagnabile. Devono essere distribuiti con una certa regolarità per prevenire gli attacchi. Gli insetti possono essere combattuti con prodotti a base di piretro naturale ( o anche piretroidi, non consentiti però in agricoltura biologica). La distribuzione va sempre effettuata la sera o la mattina presto perché, soprattutto i primi, sono molto sensibili a luce e calore e in altri orari perderebbero velocemente di efficacia. Oggi vi sono in commercio anche altri prodotti che possono essere utilizzati in agricoltura biologica: si tratta di tossine derivanti da piante o insetti. Hanno una buona efficacia, ma di solito sono specifici per una singola categoria di insetti. Vanno quindi scelti con attenzione. Un’importante raccomandazione è quella di rispettare sempre i tempi di carenza indicati sulle confezioni.Prima di tutto bisogna decidere quali e quante piantine inseriremo. Cerchiamo di variarle il più possibile e mettere sia piante impegnative per il terreno (come le solanacee) sia piante rigeneratrici (come i legumi). Per ognuna informiamoci sulle esigenze idriche, sulla distanza nella fila e tra le file. In base a questo potremo fare uno schema valutando anche le giuste consociazioni. Facciamo anche in modo che ci sia sempre tra le file lo spazio sufficiente per camminare ed effettuare le lavorazioni.

Prima di tutto bisogna decidere quali e quante piantine inseriremo. Cerchiamo di variarle il più possibile e mettere sia piante impegnative per il terreno (come le solanacee) sia piante rigeneratrici (come i legumi). Per ognuna informiamoci sulle esigenze idriche, sulla distanza nella fila e tra le file. In base a questo potremo fare uno schema valutando anche le giuste consociazioni. Facciamo anche in modo che ci sia sempre tra le file lo spazio sufficiente per camminare ed effettuare le lavorazioni. Il terreno va lavorato in profondità rivoltando zolla per zolla con la vanga. Una volta finito bisognerà procedere con la pulizia, cioè togliendo sassi e radici. Si dovrà prestare particolare attenzione a queste perché più la pulizia sarà accurato e meno dovremo lavorare per mantenere pulito il nostro orto. Se il terreno risultasse invaso da molte infestasti si può prendere in considerazione un preventivo passaggio con un diserbante. Una volta che il terreno è ben pulito si può distribuire una buona quantità di ammendante organico. L’ideale è dello stallatico equino o bovino maturo. Quello in pellets è sicuramente ottimale, essendo molto concentrato. Se sappiamo di aver un suolo particolarmente compatto e vogliamo migliorarne la tessitura possiamo procedere con questa lavorazione già prima dell’inverno. In questa maniera il concime avrà il tempo di penetrare e migliorarlo sensibilmente. Prima dell’inserimento dei piantini sarà comunque bene distribuire anche un concime granulare a lenta cessione. Gli ammendanti, infatti, sono ottimi per migliorare la tessitura del suolo e aumentarne la vitalità, sono però carenti in macro e microelementi, importantissimi per la crescita e la fruttificazione. Può essere utile spargere un prodotto equilibrato su tutta la superficie. Se le nostre piante avessero esigenze particolari (come per esempio hanno i pomodori, bisognosi di potassio) possiamo dare un prodotto più specifico nella zona in cui saranno inseriti.

In seguito si dovranno rompere con la vanga le zolle, appianare il terreno con il rastrello e creare le file.A questo punto possiamo inserire le piante. Se abbiamo una buona esperienza possiamo seminarle (in alcuni casi direttamente a dimora, nella maggior parte dei casi, però, è consigliabile in vaschette alveolari). Se siamo alle prime armi è meglio, almeno per i primi anni, rivolgersi ai rivenditori professionisti che ci venderanno delle piantine già ben avviate. Spesso comunque offrono varietà interessanti anche per il coltivatore più esperto. Per esempio, specie se disponiamo di poco terreno, è interessante valutare alcune piante innestate: sono più resistenti e garantiscono una maggiore produttività.

E’consigliabile inserire i sostegni per le piantine contemporaneamente alla loro messa a dimora. Assicuriamoci che siano inseriti in profondità e che non abbiano modo di perdere stabilità nel tempo. Se il nostro terreno fosse particolarmente cedevole è meglio legare i sostegni anche nella parte superiore, creando strutture a capanna.

Appena messe a dimora le piantine necessitano di molte cure. Avranno bisogno di frequenti irrigazioni e andranno protette adeguatamente. Spesso, in primavera, uno dei pericoli maggiori è costituito dalle lumache. Se vi è molta umidità possono letteralmente distruggere un orto nell’arco di una notte.

E’ bene prestare particolare attenzione e proteggere il nostro appezzamento con trappole naturali o con esche apposite. Mano a mano che piante crescono bisogna procedere con la legatura ai sostegni, con la cimatura o sfemminellatura, con l’eventuale rincalzo, con la distribuzione di prodotti protettivi e il controllo costante delle infestanti.Bietola da coste: si semina da marzo ad agosto, distanziate 25 cm sulla fila e 40 tra una e l’altra. Vuole abbondante acqua e medie concimazioni. Se si raccoglie con regolarità la pianta può dare diverse generazioni.

Cavolfiore vi sono varietà precoci e tardive. Ama il clima fresco e i terreni ricchi. La semina può essere effettuata da gennaio a settembre, a seconda della cultivar. Il trapianto si fa 40 giorni dopo la semina. Necessita di un buon apporto di boro nel terreno, pena marcescenze. Per la completa maturazione occorrono dai 3 ai 5 mesi e vi sono anche piante che tornano a fiorire dagli steli laterali. Bisogna porre particolare attenzione alle larve di cavolaia che possono danneggiare irreparabilmente il raccolto.

Cipolla: le varietà possono essere precoci o meno. E’ meglio metterle a dimora il prima possibile perché le ore di luce influenzano l’ingrandimento della parte sotterranea. Predilige terreni profondi e di medio impasto, ma non troppo compatti.

Fagioli e fagiolini si può scegliere dai nani ai rampicanti. Alcuni producono baccelli da sgranare, altri sono “mangiatutto” e vanno raccolti quando sono ancora immaturi. Si adattano a tutti i tipi di terreno, vogliono però temperature alte, al di sopra dei 12°C. Possono essere seminati direttamente a dimora e germinano con grande facilità. Le necessità idriche sono alte, ma bisogna dirigere l’acqua in solchi per evitare crittogame. Si devono per tempo predisporre sostegni scegliendoli a seconda delle dimensioni finali delle piante. Per i fagiolini ci vogliono circa 70 giorni per la raccolta, per i rampicanti circa 100. Bisogna stare attenti ad afidi, cimici e all’antracnosi.

Finocchio Richiede suoli profondi, sciolti e ricchi. Utile è un’abbondante concimazione con letame. Ama il caldo. Vuole molta acqua. La distanza tra le file è 60 cm, tra le piantine 20.

Insalate possono essere a cespo o da taglio. Le prime vanno inserite a circa 30 cm l’una dall’altra. Vogliono un terreno ricco, ma si adattano molto. Indispensabile è scegliere bene la varietà. Sono infatti molto sensibili alle ore di luce. Queste influenzano l’andata a seme. Le lattughe sono molto influenzate dal caldo secco e dal freddo intenso. Vanno quindi coltivate in primavera o all’inizio dell’autunno.

Melanzana ve n’è di molte forme e colori. Vale la pena valutare ibridi e piante innestate. Per poter fruttificare richiedono temperature molto alte. Il terreno deve essere sciolto, ben esposto e ricco e le irrigazioni abbondanti.

Peperone necessita climi caldi, ma non sopra ai 30°. Vuole terreni ricchi, di medio impasto e molto fertili. Le irrigazioni devono essere abbondantissime. Meglio scegliere ibridi o piante innestate.

Pomodoro vi sono da sugo, da tavola, da conserva. Vuole terreno molto ricco e profondo. Le irrigazioni devono essere abbondanti, ma regolari pena la rottura della pelle. Tra i parassiti segnaliamo la dorifora, la nottua, i nematodi e gli afidi. Le malattie crittogamiche più frequenti sono l’alternariosi e la peronospora.

Bisogna porre attenzione alle femminelle, pena scarso rendimento delle piante.

Zucchina va seminata quando le temperature superano i 15°C. Nell’orto vanno distanziate di almento 60 cm. I primi frutti si raccolgono ancora molto piccoli per stimolare la crescita di altri. Vanno anche eliminati la maggior parte dei fiori maschi. A metà stagione è bene sostituire almeno una parte delle piante con altre per continuare ad avere una buona produzione.

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