ginco bonsai

Schede Bonsai

Ginco - Ginkgo biloba

E' una fra le piante più risalenti in natura. Anni fa furono scoperti fossili di quasi un milione di anni fa. Scopriamone la versione bonsai.

di Redazione

07 settembre 2011

Generalità

albero deciduo a portamento colonnare, appartenente ad una delle famiglie più antiche esistenti in natura, ne sono stati ritrovate le caratteristiche foglie in fossili di milioni di anni, vicina alle conifere; in natura può raggiungere i trenta metri di altezza. Presenta foglie molto particolari, verde chiaro, a forma di ventaglio, che diventano giallo-oro durante l'inverno, e crescono a mazzetti su rami molto corti. Gli esemplari femmina producono frutti a due lobi, dello steso colore delle foglie, che emanano un odore sgradevole. La corteccia è liscia e setosa, di colore sabbia. Abbastanza coltivata come bonsai, solitamente si trova nelle taglie medie o grandi, poiché la dimensione delle foglie rimane abbastanza grande.

Potatura

si effettua in tardo autunno o in inverno, solitamente dopo la caduta delle foglie, ricordando di mettere del mastice cicatrizzante sulla superficie di taglio. I germogli si cimano lasciando 1-2 folgie. Il filo metallico non si applica, sia perché lascerebbe cicatrici indelebili sulla corteccia, sia perché i rami del ginkgo difficilmente prendono la forma desiderata; solitamente la forma si incoraggia con la potatura.

Esposizione ed annaffiature

Esposizione: gradisce le posizioni soleggiate, molto luminose. In estate è opportuno porlo in luogo leggermente ombreggiato; in inverno evitare di esporlo a gelate troppo persistenti coprendolo con tessuto-non-tessuto o mettendolo in serra fredda. Annaffiature: non necessita di cospicue quantità d'acqua, fornite acqua in quantità moderata molto frequentemente in estate, più raramente in inverno. Aggiungete del concime per bonsai all'acqua delle annaffiature ogni 20 giorni durante la stagione vegetativa.

Altri consigli

Terreno: la composta ottimale si può preparare mescolando torba, sabbia e argilla in parti uguali. Il ginkgo si rinvasa ogni anno, ala fine dell'inverno. Gli esemplari più vecchi si possono rinvasare ogni 2-3 anni. Moltiplicazione: si può seminare in primavera. Moltiplicare per talea legnosa in autunno. Parassiti e malattie: non viene colpito da malattie e parassiti. Se il clima è particolarmente umido talvolta può venire attaccato da cocciniglia, difficilmente visibile, in quanto dello stesso colore della corteccia.

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Domande frequenti

  • Come si pota correttamente un Ginkgo biloba?
    La potatura del Ginkgo si esegue preferibilmente in tardo autunno o in inverno, idealmente dopo la caduta delle foglie. È fondamentale applicare mastice cicatrizzante sui tagli per favorire la guarigione. Durante la stagione vegetativa, i nuovi germogli vanno cimati, lasciando solo 1-2 foglie per controllare la crescita e mantenere la compattezza. A differenza di molte altre specie da bonsai, non si consiglia l'applicazione di fili metallici: il Ginkgo ha rami rigidi che resistono alla piegatura e il filo rischia di lasciare cicatrici indelebili sulla sua corteccia liscia e setosa. La forma va quindi ottenuta esclusivamente attraverso interventi di potatura.
  • Qual è il terreno ideale per il Ginkgo bonsai?
    Il Ginkgo richiede un substrato ben drenato ma capace di trattenere una certa umidità. La composizione ottimale suggerita dalla pratica bonsai prevede una miscela equilibrata di tre componenti principali: torba, sabbia e argilla, tutte utilizzate in parti uguali. Questa combinazione garantisce un buon equilibrio idrico e aerazione, prevenendo il ristagno idrico che potrebbe danneggiare le radici. Il rinvaso annuale, da effettuare alla fine dell'inverno, permette di rinnovare il terriccio e controllare lo sviluppo radicale, mentre gli esemplari più anziani possono essere rinvasati ogni 2-3 anni per non stressare eccessivamente la pianta.
  • Il Ginkgo biloba produce fiori e quali problemi fitosanitari presenta?
    Tecnicamente il Ginkgo biloba non produce fiori, essendo una gimnosperma; tuttavia, le piante femminili sviluppano semi all'interno di strutture simili a frutti a due lobi, che assumono il colore giallo-oro delle foglie autunnali e emettono un odore sgradevole quando maturano. Per quanto riguarda la salute, il Ginkgo è generalmente molto resistente e raro che venga colpito da malattie comuni. L'unica eccezione si verifica in climi particolarmente umidi, dove può subire attacchi di cocciniglia. Questo parassita è difficile da individuare visivamente perché ha lo stesso colore della corteccia sabbiosa dell'albero, richiedendo un'osservazione attenta.
  • Come gestire esposizione e irrigazione del Ginkgo bonsai?
    Il Ginkgo predilige esposizioni molto luminose o soleggiate. In estate, è opportuno proteggerlo dal sole diretto troppo intenso spostandolo in una posizione leggermente ombreggiata per evitare scottature sulle foglie. In inverno, pur essendo rustico, teme le gelate troppo persistenti: è consigliabile coprirlo con tessuto non tessuto o posizionarlo in serra fredda. Per l'irrigazione, non ama i terreni zuppi; in estate bisogna fornire acqua in quantità moderate ma molto frequentemente per mantenere l'umidità necessaria, mentre in inverno le annaffiature vanno ridotte significativamente, intervenendo solo quando il substrato inizia ad asciugare.

Scheda Tecnica

Ginkgo biloba L.

Nome scientificoGinkgo biloba L.
FamigliaGinkgoaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo a portamento colonnare
OrigineCina
EsposizioneSoleggiata, luminosissima; ombra leggera in estate
TerrenoBen drenato, misto a torba, sabbia e argilla
IrrigazioneModerata, frequente in estate; ridotta in inverno
FiorituraAssente (specie gimnosperma); produce semi (arilli) sulle piante femminili
AltezzaFino a 30 metri in natura; variabile in bonsai
ConcimazioneConcimatore specifico per bonsai ogni 20 giorni in stagione vegetativa
PotaturaInvernale/tardo autunnale; cimatura germogli (1-2 foglie); no fili metallici
MoltiplicazioneSemina primaverile, talea legnosa autunnale
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; possibile attacco di cocciniglia in climi umidi
Difficoltà di coltivazioneMedia