Fertilizzanti agricoltura biologica

fertilizzanti agricoltura biologica

La spinta della società moderna verso uno stile di vita che sia sempre più "sostenibile" ed il desiderio di nutrirsi con cibi sani e più naturali possibile, ha portato sempre più il mondo del'agricoltura verso tecniche di coltivazione che fossero rispettose dell'ambiente e della salute dei consumatori. Da questo modo di pensare e procedere si è giunti a tutte quelle tecniche di coltivazione che permettono di produrre seguendo i principi della cosiddetta agricoltura biologica.
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Arricchimento del terreno mediante concimi organici

stallatico Uno dei primi quesiti che vi troverete ad affrontare dovendo "preparare" il terreno per la coltivazione biologica è quello di dover effettuare l'arricchimento utilizzando esclusivamente sostanze organiche e senza poter in alcun modo fare ricorso a prodotti di sintesi. La fase di concimazione è di fondamentale importanza per fornire il nutrimento necessario a garantire la corretta crescita delle piante. Il terreno, dopo essere stato arato, andrà fertilizzato con stallatico fresco o secco. La sostanza organica aggiunta in questa forma verrà poi degradata da parte dei microorganismi presenti nel terreno che libereranno gli elementi nutritivi in una forma assimilabile dalle piante. Se la decomposizione sarà invece solo parziale il terreno risulterà più ricco in termini di humus. In aggiunta ad esso potrete poi utilizzare altri prodotti presenti in commercio e consentiti da questo tipo di coltivazione. I prodotti in questione sono: il terriccio da compostaggio (ottenuto mediante la decomposizione di materiale organico vegetale), il sangue secco (prodotto nei macelli) o le ceneri della legna. Questo trattamento andrà effettuato alla fine dell'inverno per preparare il terreno in previsione della semina. Fermo restando che il letame rimane il concime d'eccellenza per la coltivazione, non sempre però è possibile procurarselo. Potrete in alternativa ad esso utilizzare il cosiddetto "stallatico pellettato" che viene generalmente venduto in sacchi che vanno da 5 a 25 chilogrammi. Questa tipologia di concime apporta le dovute sostanze nutritizie al terreno contribuendo a ristabilirne il pH ideale. Viene ottenuto mediante lavorazione delle deiezioni animali le quali vengono sottoposte ad un processo di umificazione ad opera di batteri decompositori per essere ridotte in una forma che sia maggiormente assimilabile dalle piante. Dopodiché lo stallatico verrà essiccato e lavorato. In questo modo viene prodotto un fertilizzante naturale a lenta cessione pronto da spargere sul terreno prima della vangatura. Un altro concime molto efficace che potrete utilizzare in agricoltura biologica è ottenuto dai cosiddetti "giacimenti di guano" formatisi per l'accumulo delle deiezioni e le carcasse di numerosi uccelli marini nel corso dei secoli.


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Elenco dei fertilizzanti consentiti in agricoltura biologica

torba Esiste comunque una normativa ben precisa in materia che stabilisce, mediante stesura di un elenco apposito, quali siano i fertilizzanti consentiti nell'ambito biologico. Tra questi troviamo i Cascami di lana, la torba, estratto umico derivante dalle acque di vegetazione delle olive, epitelio animale idrolizzato e molti altri. Possono essere utilizzati anche fertilizzanti liquidi messi a disposizione sul mercato e consentiti in agricoltura biologica, poiché derivanti da sostanze organiche, che troverete sicuramente molto comodi e pratici.


Fertilizzanti agricoltura biologica: Tecnica del Sovescio

fertilizzante agricoltura bio Potrete inoltre utilizzare la tecnica del sovescio, piuttosto semplice, ma decisamente molto utile per l'arricchimento mediante l'utilizzazione di sostanze vegetali provenienti da coltivazioni precedentemente effettuate nello stesso terreno. Le piante più utilizzate in questa tecnica sono senza dubbio le leguminose le quali sono in grado di fornire al terreno un notevole apporto di azoto. Queste piante, infatti sono in grado di effettuare la fissazione dell'azoto atmosferico grazie all'associazione simbiontica che stringono con batteri appartenenti al genere Rhizobium. Questi batteri trasformano l'azoto gassoso presente nell'aria in una forma facilmente assimilabile dalle piante. Per poter fare questo però devono necessariamente colonizzare un ospite e l'ospite in questione sono appunto le leguminose. Tra queste potrete optare per piselli, fagioli, lupini, trifoglio ecc. Non trascurabile è il fatto che si tratta di una tecnica piuttosto economica che permette di rendere il terreno adatto per qualsiasi tipo di pianta vogliate coltivare anche se purtroppo, per il periodo in cui deve essere eseguita, vi costringerà a rinunciare alla raccolta dei frutti. Dovrete tagliare infatti le piante durante il periodo della fioritura, quando sono più ricche di azoto, lasciarle seccare in superficie e successivamente interrarle ad una profondità di 10-15 centimetri. Utilizzate questa tecnica seminando le leguminose in alternanza a colture particolarmente avide di azoto che potranno sicuramente trarne un gran beneficio.

Bene, ora non vi resta che mettervi all'opera e coltivare in modo rispettoso e naturale tutti i "tesori verdi" che riuscirete a collocare nel vostro orto, sicuri di aver contribuito anche ad un futuro migliore per il pianeta.



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