I
piccoli frutti
Spesso
dimenticati, o troppo trascurati, i piccoli frutti, o frutti
di bosco, non trovano il posto che meriterebbero nei nostri
frutteti, orti o giardini. In genere hanno piccole piante,
che si possono coltivare senza problemi anche in contenitore,
per un terrazzo pieno di delizie; oppure si potrebbero porre
a dimora nell'angolino che abbiamo lasciato alle erbacce,
perchè non abbiamo ancora deciso quale pianta sia
più indicata.
In questo periodo abbiamo la gioia di gustare more, mirtilli
e ribes, che sempre più facilmente troviamo in commercio:
perchè non considerare l'eventualità di preparare
un angolo di orto o di frutteto per queste piante?
In questo modo ci prepareremo ad avere il nostro primo raccolto
già il prossimo anno, per stupire ed allietare grandi
e piccini.
I frutti di bosco sono ottimi se consumati crudi, ed anche
ingredienti fondamentali per le più buone confetture;
non dimentichiamo però che queste piante trovano
posto anche in erboristeria, ed alcune anche nell'industria
farmaceutica.
I frutti dimenticati
Oltre
ai frutti di bosco "classici" ed ai loro ibridi,
ci sono molte piante che producono bacche commestibili,
un tempo consumate dai nostri progenitori, sia in Europa,
sia in altri continenti; alcune di queste piante trovano
ancora posto nei nostri giardini, ma generalmente solo gli
animali si cibano dei loro frutti, che spesso vengono prodotti
in grande quantità. Ne ricordiamo alcuni:
-Amelanchier:
anche detto pero corvino, produce piccole mele, scure a
maturazione, hanno sapore dolce, e consistenza leggermente
farinosa.
-Biancospino:
produce piccole bacche rossastre, utilizzate per preparare
prevalentemente marmellate, ma anche per liquori e bevande
dal gusto asprigno.
-Corbezzolo:
da tempo immemore consumato nella nostra penisola, i romani
lo chiamavano unum edo, ovvero ne mangio uno solo; per lungo
tempo le credenze popolari attribuivano questo nome ad una
ipotetica tossicità dei frutti, che si diceva potessero
essere consumati soltanto in piccole quantità. In
effetti i frutti del corbezzolo non sono tossici, ma i romani
non li trovavano sufficientemente gustosi da mangiarne più
di uno. I corbezzoli sono molto gustosi e dolci, vengono
utilizzati crudi, oppure per preparare marmellate e gelatine.
-Corniolo:
anche il cornus mas produce piccoli frutti rossi, hanno
sapore aspro, ma si possono utilizzare per confetture e
salse.
-Cotoneaster:
come la pyracanta produce piccoli frutti rossi o arancioni,
commestibili, dal sapore dolce; venivano consumati un tempo,
quando le tavole non erano imbandite di leccornie come ai
giorni nostri.
-Fitolacca:
i frutti scuri vengono utilizzati dall'industria per produrre
coloranti alimentari, con essi si possono preparare marmellate
e gelatine.
-Rosa canina: ancora oggi molto utilizzate per preparare
tisane, le nostre nonne confezionavano un'ottima marmellata
di rose canine, dal sapore asprigno, molto profumata.
-Sambuco: i frutti del sambuco sono tossici se non perfettamente
maturi, si possono impiegare, a maturazione completa, nella
preparazione di confetture dalle proprietà lassative.
-Sorbo: le bacche del sorbo si consumano prevalentemente
in confettura, si possono utilizzare anche nella preparazione
di liquori.
-Tasso:
il tasso è una pianta molto velenosa, in tutte le
sue parti; l'unica parte commestibile è la polpa
che circonda i semi. Un tempo si mangiavano i frutti del
tasso, evitando di masticarne i pericolosi semi.
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