Amaryllis

Generalità

Gli amaryllis, o Hippeastrum, sono bulbose a foglia caduca, originarie dell'America meridionale; il bulbo, di grosse dimensioni, produce lunghe foglie arcuate, di colore verde scuro. Tra gennaio e giugno produce un lungo fusto carnoso su cui sbocciano grandissimi fiori a forma di tromba, di colore vario, semplici o doppi. Esistono numerosi ibridi, in genere producono tre o più fiori su ogni singolo fusto, o hanno fiori striati o di colore particolare; le varietà cybister hanno fiori molto particolari, con petali nastriformi, arcuati, di colore porpora o verde. Il genere Amaryllis oggi è formato da una sola specie. In passato, invece, comprendeva anche altre piante come l’hippeastrum, la Nerina, lo Zephyrantes, la Sternbergia lutea e la Sprekelia formosissima.

In linea generale possiamo dire che la differenza principale tra l’amaryllis s e l’hippeastrum è che la prima è notevolmente più rustica della seconda. L’hippeastrum infatti è originario del Sudmaerica e fiorisce in pieno inverno, in serra. L’amaryllis, al contrario, fiorisce durante la bella stagione. Inoltre nel primo i fiori e le foglie si sviluppano insieme, nel secondo le corolle compaiono nude e solo dopo spunta l’apparato fogliare. Per questo per esempio negli Stati Uniti sono stati soprannominati “femmina nuda”. Il genere è originario della parte meridionale del continente africano, in particolare dell’area intorno al Capo di Buona Speranza. Il suo nome deriva dal greco e significa “brillare”.

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Caratteristiche principali

amaryllis piantaI bulbi di hippeastrum hanno un diametro vicino ai 20 cm, spesso maggiore; necessitano quindi di essere posti in un vaso capiente, possibilmente in una ciotola; non amano il buio completo, è quindi consigliabile porli a dimora lasciando circa un terzo del bulbo al di fuori del terreno, in modo che si veda l'apice, da cui spunteranno i fusti floreali e le foglie. L'apparato radicale è abbastanza delicato e non troppo sviluppato, si consiglia di utilizzare un terriccio soffice, molto ben drenato e ricco di materia organica: si può preparare un terriccio ideale mescolando del terriccio bilanciato con poca pietra pomice, sabbia ed almeno una manciata per vaso di concime organico maturo, come ad esempio stallatico o humus di lombrico. Una volta interrato il bulbo porre il contenitore in luogo abbastanza soleggiato, ma non esposto eccessivamente ai raggi diretti del sole, soprattutto durante i mesi primaverili ed estivi. Annaffiare regolarmente, quando il terreno è asciutto, lasciando defluire completamente l'acqua dal vaso ed evitando ristagni idrici.

Nell'arco di alcuni giorni il bulbo comincerà a produrre un fusto carnoso, che in circa 7-8 settimane produrrà i fiori.

Queste bulbose temono il freddo, vengono quindi utilizzate come piante da appartamento; è possibile creare delle aiole ad effetto in giardino, interrando i bulbi di amaryllis a 20-30 cm di distanza l'uno dall'altro, in aprile-maggio. In autunno i bulbi andranno dissotterrati per essere conservati in luogo fresco e buio durante i mesi freddi.

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Amaryllis

Famiglia e genere  Amaryllidaceae, gen. Amaryllis, specie belladonna
Tipo di pianta Bulbosa
Esposizione Sole
Rustico Mediamente rustica (fino a -5°C)
Terreno Normale
Colori Rosa, ma anche bianco, rosso e giallo
Irrigazione Leggerissima in autunno-inverno, abbondante in estate
Distanza tra i bulbi 20-30 cm
Propagazione Divisione dei bulbilli, semina
Concimazione Dopo la fioritura
Fioritura Fine estate-autunno

E’ una pianta a bulbo voluminoso, periforme e dotato di numerosissime tuniche. Le foglie sono nastriformi, glabre, lunghe fino a 40 cm e larghe 3, di un bel verde brillante. Spuntano dopo la fioritura, quindi in autunno e perdurano per tutto la stagione fredda. Lo stelo fiorifero è nudo, molto robusto e pieno. In alcune cultivar può raggiungere il metro di altezza. Può portare dai 6 ai 10 fiori, simili a quelli del giglio e in genere nelle sfumature del rosa. Vi sono però anche cultivar di colore bianco, giallo e rosso fino al carminio.


Cure colturali

amaryllis pianta La fioritura degli hippeastrum dura alcune settimane, poichè i fiori sbocciano in successione; dopo la fioritura è bene rimuovere i fiori appassiti, ed anche il fusto floreale quando è ben secco. Il bulbo continuerà a produrre molte foglie allungate, arcuate, di colore verde scuro, lucide e leggermente rigide. Queste foglie vanno lasciate vegetare, poichè la loro presenza permette al bulbo di immagazzinare nutrimento per la fioritura dell'anno successivo. Verso la fine dell'estate, quando le temperature si abbassano, sospendere le annaffiature e le eventuali concimazioni, ed attendere che le foglie dissecchino, quindi tagliarle a circa 3-5 cm dal bulbo.

Per ottenere una buona fioritura per l'anno successivo è necessario dissotterrare il bulbo e porlo in luogo asciutto, fresco e buio, per almeno 6-9 settimane; è possibile porlo in contenitori contenenti sabbia o segatura, e quindi posizionale i contenitori in una cantina. Per accelerare questo periodo di riposo è anche possibile porre i bulbi in frigorifero, in un sacchetto con poca segatura, per 4-5 settimane evitando di porli nelle vicinanze di mele.


Parassiti e malattie

amaryllis In genere gli hippeastrum sono abbastanza resistenti agli attacchi di parassiti e malattie; può accadere comunque che gli esemplari posti all'aperto vengano divorati dalle lumache; inoltre eccessi di annaffiature o un terriccio poco drenante possono favorire l'insorgenza del marciume radicale e del marciume dei bulbi, che uccide irreparabilmente la pianta. In genere comunque cure colturali adatte mantengono i bulbi sani, e garantiscono una buona fioritura ogni anno.


Moltiplicazione

Come molto altri bulbi anche gli hippeastrum producono nel corso degli anni piccoli bulbi ai lati del bulbo principale; in autunno è possibile staccare i bulbilli e coltivarli come i bulbi adulti, anche se difficilmente fioriscono già dal primo anno.


Alcuni suggerimenti

Gli hippeastrum sono molto apprezzati come piante da appartamento, sfruttando in generale la facilità con cui è possibile forzarli a fiorire in pieno inverno; la fioritura "naturale" avviene invece in primavera inoltrata, in questo caso allora i bulbi si possono porre all'aperto, in luogo fresco e luminoso, non troppo soleggiato, in contenitore o in piena terra. Gli hippeastrum appartengono alla famiglia delle amarillidacee, ed hanno acquisito nel tempo il nome comune di amaryllis; nella famiglia delle amarillidacee esiste una specie con il nome botanico amaryllis, si tratta dell'amaryllis belladonna. In questo caso si tratta di un bulbo originario dell'Africa meridionale, talvolta utilizzato anche nelle ibridazioni degli hippeastrum. Gli amaryllis belladonna producono fiori simili a quelli degli hippeastrum, ma leggermente più piccoli, nelle tonalità del rosa; queste bulbose non temono il freddo, e quindi si possono utilizzare liberamente in giardino, senza doverli necessariamente dissotterrare all'arrivo del freddo; amano le posizioni molto luminose, anche soleggiate e fioriscono a fine primavera ed in estate.


Linguaggio dei fiori

amaryllis Il linguaggio dei fiori è un mondo a sè, fatto di messaggi segreti, nascosti, comunicati senza l'utilizzo delle parole. Il messaggio viene comunicato e compreso in base al colore, alla conformazione, al tipo di fiore che viene regalato e ricevuto. E’ un mondo che incuriosisce e appassiona, un mondo misterioso e delicato. Regalare un fiore può essere il modo ideale per esprimere un pensiero, un’emozione, affetto, riconoscenza e amore. Così come tutti i fiori, anche l’amaryllis porta in se un significato particolare. Indica infatti eleganza, fierezza e bellezza ma è anche simbolo di timidezza. Questo a causa dell’aspetto esteriore dell’amaryllis che nonostante il suo colore vivace, intenso, forte e le sue dimensioni grandi e maestose e lo stelo lungo, racchiude in se un profumo delicatissimo quasi in contraddizione con il suo aspetto esteriore.


Coltivazione Amaryllis

Coltivazione di questa pianta è piuttosto semplice, soprattutto dove le condizioni climatiche siano ottimali. In Italia possono essere inserite in piena terra in tutto il Centro-Sud e ovunque nelle aree costiere.


Rusticità

Rusticità Si tratta di piante mediamente rustiche che riescono a sopportare piuttosto agevolmente anche fino a -5 °C. A queste temperature le foglie cominciano a soffrire e a subire qualche danno. Se le temperature però si mantengono a quei livelli riusciranno a recuperare agevolmente appena arriverà la primavera.

È quindi consigliabile coltivarli in piena terra in tutta l’Italia del Centro e del Sud. Al Nord, invece, è bene tenerli in vaso.

Se le temperature non si allontanano troppo dal range indicato si può tentare l’inserimento in giardino con l’accortezza di piantare il bulbo ad una profondità maggiore e coprendo l’area con una spessa pacciamatura a base di foglie o abbondante torba. Scegliamo possibilmente un angolo ben riparato dal vento freddo in maniera che le foglie non abbiano troppo a soffrirne. Purtroppo, in questi casi, può capitare che il mancato ciclo completo della pianta comporti una grave sofferenza al bulbo e di conseguenza una rifioritura scarsa o nulla. Se cresciamo la pianta in vaso e viviamo al Nord sarà bene, durante i mesi più freddi (di solito dicembre e gennaio), posizionarla in una serra fredda ben illuminata. Purtroppo, come per tutti i bulbi, la coltivazione in vaso comporta il veloce esaurimento del bulbo e conseguentemente sarà difficile vedere per più anni il ripetersi della fioritura.


Messa a dimora

amaryllis L’amaryllis deve essere piantata in primavera o in autunno ad una profondità all’incirca doppia rispetto all’altezza del bulbo, specie se il bulbo è di media grandezza. Se invece si tratta di un bulbo molto grande e pronto a fiorire nella stessa annata è consigliato inserirlo un po’ più vicino alla superficie. La distanza consigliata tra un bulbo e l’altro è in media 20 cm.

Bisogna tenere presente che le amaryllis non amano particolarmente essere maneggiate e in particolar modo venir trapiantate. Per questa ragione, con tutta probabilità risulterà molto difficile vederle fiorire durante il primo anno. Si dovrà attendere per lo meno due o tre anni. A quel punto sarà bene disturbarle in assoluto il meno possibile e continueranno per moltissimi anni a darci grandi soddisfazioni.

Può capitare che ingrossandosi, e facendo nascere lateralmente molti bulbilli, l’apparato radicale cominci ad essere visibile a livello del suolo. Non è necessario intervenire se non dopo otto o nove anni dal primo inserimento per dividere il tutto in più esemplari.


Terreno

Le amaryllis sono piuttosto tolleranti in fatto di substrato. Si adattano sia a terreni leggeri sia a quelli più pesanti. Se il nostro suolo risulta molto compatto possiamo alleggerirlo leggermente con della sabbia e eventualmente, al momento della messa a dimora, possiamo predisporre più in profondità uno strato drenante a base di ghiaia o argilla espansa.


Irrigazione

Irrigazione amaryllis Le irrigazioni devono essere abbondanti quando la pianta sta allungando lo stelo fiorifero. In particolare sarà necessario intervenire anche due volte alla settimana durante i mesi di luglio e agosto, specie se le piogge e i temporali fossero scarsi. Dalla fine di settembre l’intervento diventerà invece superfluo.

Le irrigazioni andrebbero invece essere evitate totalmente dalla fine dell’inverno alla primavera. Infatti questo è il periodo di riposo vegetativo della pianta durante il quale le cui foglie cominciano a seccare.


Concimazione

Per ottenere dei buoni risultati è bene somministrare un concime molto ricco durante l’estate, specie i primi anni dopo la messa a dimora. Ottimi sono quelli a base di sangue di bue. L’ideale è distribuire un prodotto ricco di azoto e potassio nei mesi da luglio a ottobre. In seguito sarà di grande aiuto l’utilizzo di formulati con alte percentuali di fosforo per aiutare la pianta ad immagazzinare nutrienti e quindi stimolare l’ingrandimento del bulbo. Ciò ci consentirà di mantenere a lungo le nostre piante e vederle fiorire ogni anno in maniera sempre più abbondante.


Esposizione

Le amaryllis belladonna prediligono esposizioni molto soleggiate e calde. Infatti una forte insolazione durante i mesi di luglio e agosto è un fattore che predispone un’abbondante fioritura.

Possono anche venir coltivate a mezz’ombra, specie nelle regioni meridionali o nelle aree costiere.

Al Nord e al Centro però è sconsigliato perché durante il periodo invernale in una simile collocazione potrebbero soffrire particolarmente per le basse temperature.


Coltivazione in vaso

Come abbiamo detto le amaryllis possono crescere e fiorire in contenitore. Bisogna però precisare che per ottenere un bell’effetto si dovrà acquistare un bulbo di notevoli dimensioni e pronto a produrre corolle.

Andranno comunque trattate come piante annuali. Si potranno quindi tenere per una sola stagione e poi bisognerà per forza trovar loro una collocazione in piena terra. La coltivazione in vaso, infatti, è molto stressante ed è quasi impossibile che riescano a recuperare gli elementi nutritivi persi con la crescita e la fioritura. Ad ogni modo cerchiamo di dare un vaso di dimensioni adeguate. Sul fondo predisponiamo un buon strato drenante composto da ghiaia o argilla espansa. Scegliamo un substrato molto ricco, ma non eccessivamente compatto per scongiurare possibili marciumi.

Irrighiamo con continuità a partire da metà primavera (somministrando anche un concime liquido) per piante fiorite almeno una volta alla settimana). Evitiamo sempre l’utilizzo del sottovaso che potrebbe causare l’insorgere di problematiche. Dopo la fioritura ritiriamo il vaso in una serra fredda o in una camera non riscaldata, ma molto luminosa. In primavera, quando tutte le foglie saranno secche, potremo estrarre il bulbo e inserirlo in giardino, se non lo abbiamo, regalarlo a qualcuno che possa provvedere.


Potatura

L’unico intervento necessario è la rimozione delle foglie in primavera. Aspettiamo con tranquillità che siano completamente secche. A quel punto, di solito, non è nemmeno indispensabile l’utilizzo delle forbici. Sarà sufficiente tirarle con delicatezza e ciò che ne resta si staccherà da solo.


Propagazione

Propagazione bulbiCome abbiamo detto si tratta di fiori che amano poco venir maneggiati e reagiscono con mancate fioriture per più annate. Per effettuare le divisioni bisogna quindi intervenire il meno possibile, in media ogni 6 anni. Se però non vediamo l’apparato radicale emergere in maniera preoccupante dal terreno possiamo attendere anche 8-9 anni.

L’operazione va eseguita dopo il completo disseccamento delle foglie, quindi in tarda primavera-inizio estate. Si estrarrà il tutto dal suolo e si staccheranno con estrema delicatezza i bulbilli dalle aree laterali. Questi vanno inseriti subito in piena terra in un substrato molto ricco, somministrando spesso concime, soprattutto a base di fosforo. Fioriranno a partire dal terzo-quarto anno, ma arriveranno allo sviluppo completo intorno al decimo anno. Si può effettuare anche la moltiplicazione tramite seme, ma è sconsigliata per varie ragioni. Prima di tutto raramente nel nostro paese si riesce a far fruttificare questa pianta. Secondariamente i tempi sono davvero lunghissimi. Per vedere la prima fioritura possono essere necessari anche 10 anni.


Parassiti e avversità

È una pianta molto resiste e difficilmente viene attaccata da insetti o soffre a causa di crittogame.

Può capitare che in estate o in autunno, con le forti piogge o l’umidità notturna, le foglie divengano l’obiettivo delle limacce o delle chiocciole. Se i danni si facessero ingenti possiamo predisporre delle trappole o spargere degli appositi lumachicidi.


Amaryllis: Pianta velenosa

Ricordiamoci che l’amaryllis belladonna è una pianta velenosissima in tutte le sue parti. Prestiamo quindi la massima attenzione in presenza di bambini e animali. Inoltre utilizziamo dei guanti quando eseguiamo delle lavorazioni.


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