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Generalità
orchidea terricola originaria dei boschi Europei; il genere epipactis comprende circa quaranta specie, generalmente terricole, originarie dell'Europa e dell'Asia centro-settentrionale. Producono una grossa radice fibrosa, che con il tempo si estende a formare dense colonie di piante, costituite da lunghi fusti eretti, leggermente arcuati, carnosi, di colore verde brillante, leggermente pubescenti alla base, alti 60-70 cm, all'apice dei quali sbocciano, in luglio-agosto, numerosi fiori, fino a trenta per ogni singola infiorescenza, con petali e sepali verdastri e caratteristico labello a coppa, leggermente carnoso, di colore verde-rosato; sotto ogni fiore è presente una piccola brattea allungata di colore verde brillante. Alla base dei fusti spuntano numerose foglie arcuate, lineari, spesso dall'aspeto polveroso, lunghe 10-15 cm. E. gigantea ha fiori gialli e fusti lunghi anche un metro; E. mairei è originaria della Cina, con fiori marroni, gialli o bianco-verdastri.
Esposizione
queste orchidee necessitano di essere coltivate in una posizione molto luminosa, anche in pieno sole se si può garantire la presenza costante dell'acqua, ad esempio vicino ad un piccolo stagno; se coltivate in contenitore è bene tenerle in luogo luminoso ma ombreggiato, per evitare periodi anche brevi di siccità. In genere le epipactis non temono il freddo.
Annaffiature
da marzo a ottobre annaffiare regolarmente, anche ogni giorno nei periodi più caldi dell'anno, mantenendo il terreno costantemente umido; ogni 15-20 giorni è bene fornire del concime specifico per orchidee, sciogliendo nell'acqua delle annaffiature circa metà della dose consigliata sulla confezione.
Terreno
le epipactis necessitano di terreno soffice, profondo, ricco di materia organica; utilizzare un buon terriccio bilanciato, a cui mescolare del terriccio di foglie, dell'humus e dei pezzetti di corteccia o fibra vegetale. Le radici carnose non vanno interrate eccessivamente; di solito queste orchidee hanno sviluppo abbastanza vigoroso, ma impiegano alcuni mesi per stabilirsi al meglio, quindi potrebbero non dare risultati soddisfacenti immediatamente dopo la messa a dimora: è bene attendere almeno un anno prima di sperare in una fioritura abbondante.
Moltiplicazione
: in genere avviene per divisione dei cespi, ad inizio primavera o a fine estate, dopo la fioritura; si praticano porzioni delle grosse radici, che vanno subito interrate a dimora.
Parassiti e malattie
le lumache, le cavallette e molte larve sono ghiotte delle foglie delle orchidee.
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