| |
Generalità
albero di media grandezza originario dell’Asia, da tempo naturalizzato anche in Europa; gli esemplari adulti possono raggiungere i 10-15 metri di altezza; il fusto è eretto, con corteccia di colore grigio chiaro, con fessurazioni che scoprono il tessuto sottostante di colore rosso-bruno. La chioma è ampia, allargata, abbastanza irregolare e non troppo densa. Le foglie sono di forma cuoriforme, spesso lobate, con 3-5 grandi lobi; il colore è grigio-verde, con sottile peluria sulla pagina superiore; le foglie sono ruvide e coriacee. Si tratta di un albero dioico, i fiori maschili sono lunghi amenti verdi, i fiori femminili sono riuniti in capolini di colore bianco crema; sbocciano in primavera inoltrata. In estate produce frutti sferici verdi, che divengono rossi a maturazione, sono commestibili, di colore rosso-arancio. Nei paesi d’origine la corteccia macerata veniva utilizzata per la produzione di carta. Questo albero è stato introdotto in Europa come esemplare utilizzato per stabilizzare i terreni franosi, visto che si coltiva con grande facilità e produce numerosi polloni.
Esposizione
predilige posizioni soleggiate o semiombreggiate, ma si sviluppa senza problemi anche all’ombra. Non teme il freddo e sopporta gelate anche intense e prolungate.
Annaffiature
si tratta di una pianta molto rustica, che sopporta senza problemi la siccità o l’umidità prolungata. In genere non si utilizzano concimazioni, anche se è consigliabile interrare del concime granulare a lenta cessione o del concime organico ai piedi del fusto, in primavera.
Terreno
si sviluppa senza problemi in qualsiasi terreno, anche pesante o sabbioso, anche povero di sostanze organiche.
Moltiplicazione
avviene per seme in primavera; oppure per talea semilegnosa in estate. La pianta produce numerosi polloni basali, che è possibile asportare far radicare in contenitore, prima di porli a dimora la primavera succesiva.
Parassiti e malattie
temono l’attacco di lepidotteri defogliatori, come il bruco americano.
|
commenti
Invia articolo ad un amico