Querce - Quercia - Quercus - Quercus robur

Generalità

albero rustico a crescita lenta e foglie decidue, a crescita lenta, diffuso in tutta Europa centrale e in parte del Mediterraneo; in Italia è molto presente soprattutto nel nord, nei parchi e nei grandi giardini , essendo di dimensioni imponenti. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 45-50 metri, con chioma espansa e tondeggiante. La quercia è un albero molto longevo e di dimensioni imponenti. Comprende circa 500 specie originarie dell’Europa, dell’America e delle zone temperate dell’emisfero boreale. L’ampia diffusione in varie parti del globo rende quest’albero particolarmente resistente a qualsiasi condizione di clima e temperatura. In natura si distinguono due gruppi di querce: quello a foglia caduca o decidua, e quello sempreverde o con fogliame persistente. Le querce a foglia caduca sono maggiormente diffuse in collina e in montagna e ad altitudini superiori ai 1200 metri. Le querce sempreverdi sono maggiormente presenti nelle aree mediterranee.
Quercia

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Foglie

Querciaverdi scure e lucide sulla pagina superiore, più chiare nella pagina inferiore; presentano 5-7 paia di lobi arrotondati ottusi, che decrescono in grandezza dall'apice all'attaccatura del picciolo.

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Frutti

I frutti delle querce vengono chiamati ghiande, sono acheni, avvolti nella parte posteriore da una cupola ruvida, legnosa; sono di colore verde, e divengono bruni a maturazione. Diversi sono gli animali che si cibano delle ghiande, dai piccoli roditori come gli scoiattoli sino ai cinghiali e ai maiali.


Tecniche colturali

La quercia è una pianta che ama i terreni ben drenati, possibilmente esposti al sole, anche se tollera abbastanza bene pure le posizioni a mezz'ombra; Per quanto riguarda la messa a dimora si piantano in autunno o in primavera ma se abbiamo delle piante in vaso con pane di terra possiamo piantarle durante tutto l'anno senza problemi, eccezione fatta per i mesi più freddi quando il terreno è gelato e quindi difficile da lavorare.


Parassiti a malattie

Le farnie dei boschi eruropei subiscono l'attacco della processionaria; in generele questi grandi alberi non vengono attaccati da parassiti o malattie quando sono adulti, mentre i giovani esemplari possono venire colpiti dall'oidio e dalla ruggine.


Moltiplicazione

Avviene per semina: le ghiande vanno seminate entro due mesi dalla raccolta in vasi o in casette profonde, che vanno poste all'aperto; le piantine si trapiantano in piena terra e vanno a dimora dopo due o tre anni.


Classificazione botanica

querciaLa quercia, nome scientifico derivante dal latino Quercus, è comunemente conosciuta con il nome comune di quercia o farnia. In realtà, la farnia identifica l’albero di quercia più comune, ovvero quello a foglia caduca. Si tratta di un arbusto scientificamente chiamato Quercus robur L., comunemente definito “quercia”. Si tratta della specie più tipica del genere “quercus” e di quella maggiormente diffusa in Europa. La pianta appartiene alla famiglia delle Fagaceae, la stessa di cui fanno parte il faggio e il castagno. L’albero di quercia è molto longevo, viene infatti classificato tra le specie “secolari”. Queste piante possono superare abbondantemente i cento anni di vita. Alcuni esemplari di quercia possono addirittura superare i mille anni di vita. Uno di questi è stato individuato in Lituania e si sostiene che abbia superato i millecinquecento anni di vita. Un altro, ritrovato in Danimarca, avrebbe superato i milleduecento anni. In Veneto, inoltre, nel Delta del Po, fino al 2013, si trovava un esemplare di quercia che aveva 500 anni di vita. Si trattava di una delle farnie che facevano parte dell’antico bosco che una volta popolava la Pianura Padana.


Morfologia

La quercia è un albero dal portamento maestoso e imponente. Il tronco può raggiungere e anche superare i quaranta metri di altezza. La corteccia dello stesso è grigia e con l’età tende a sviluppare delle fessure che si estendono in senso longitudinale. La chioma della quercia è ricca, ampia e orientata in senso circolare od ovale. Alcuni esemplari possono anche presentare una chioma ad ombrello. L’aspetto e il portamento della pianta hanno una notevole resa ornamentale e per questo rendono la quercia l’albero più adatto a decorare parchi e giardini pubblici. In questi spazi, vengono trapiantati e coltivati alberi singoli o a gruppi, di media altezza. I rami, molto intricati, contribuiscono ad accrescere in maniera notevole la resa estetica della quercia. Anche le foglie non sono da meno: alterne, dentate e lobate, queste parti della pianta differiscono da una pianta all’altra, ma anche nella stessa pianta, poiché quelle giovani hanno una forma completamente diversa rispetto a quelle più mature. Le foglie della quercia possono inoltre avere margini angolari o tondeggianti, di colore verde; le stesse, in autunno, tendono ad assumere una vivace colorazione rossastra o aranciata.


Fiori e frutti

I fiori della quercia possono essere sia maschili che femminili e sono presenti nella stessa pianta. Quelli maschili sono raccolti in spighe centrali giallastre chiamate “graticci”. I fiori femminili, invece, di colore verdastro, sono piccoli, insignificanti e con nessuna valenza estetica. Sia le infiorescenze maschili che quelle femminili compaiono in primavera. I frutti della quercia sono le note “ghiande”, ovvero quei frutti rivestiti, nella parte posteriore, da una sorta di coppa ruvida e legnosa che contiene un seme circolare od ovale dalla superficie liscia. Il seme liscio, la ghianda, cioè l’achenio, è verde e tende a diventare bruno con la maturazione. Per la fruttificazione della quercia, bisogna aspettare che la pianta abbia compiuto almeno quaranta o cinquanta anni di vita. Alcune varietà possono fruttificare anche dopo vent’anni, ma come si può notare, i tempi di comparsa delle ghiande sono piuttosto lunghi. Nella quercia adulta, invece, le ghiande compaiono abbondantemente ogni due o tre anni.


Esposizione e terreno

La quercia ama le esposizioni soleggiate e quindi in pieno sole. Il terreno ideale per la quercia deve essere profondo e ben drenato. La profondità del suolo consente alla pianta di espandere il proprio apparato radicale e quindi anche l’ampiezza della chioma. La pianta può crescere su qualsiasi tipo di terreno, anche se è consigliabile sceglierne uno di tipo alcalino o leggermente acido. Da evitare i suoli duri e compatti; preferire invece quelli morbidi e argillosi.


Temperatura

clima quercia La quercia comune è una pianta tipica delle zone temperate. Tuttavia, la pianta non teme alcun tipo di clima o temperatura e resiste bene sia al caldo che al freddo. La maggior parte delle querce sopporta anche le gelate invernali. Ecco perché le querce sono presenti sia nelle aree del Nord Italia che in quelle del Sud. Nei parchi e nei giardini pubblici, le querce vengono disposte da sole, a gruppi, o in fila per delimitare lunghi viali alberati. L’imponenza della loro chioma offre un buon effetto ombreggiante e di riparo dalla calura e dal sole estivo.


Concimazione

La quercia è una pianta che riesce ad assorbire tutte le sostanze nutritive contenute nei terreni profondi e ben drenati. Dopo l’impianto, dunque, la pianta non necessita di alcun intervento di concimazione o fertilizzazione. Il concime può invece essere somministrato in fase di messa a dimora della pianta, ovvero durante la preparazione e lavorazione del terreno. Quest’ultimo va fertilizzato con dello stallatico maturo.


Irrigazione e potatura

Irrigazione querciaUna volta matura, la quercia non ha alcun bisogno di essere irrigata. Basta pensare che gli esemplari selvatici vivono benissimo per secoli senza che qualcuno, a parte il buon Dio e la pioggia, si siano mai prodigati per irrigarli. Nelle zone umide e boscose, la quercia, grazie al suo imponente apparato radicale, riesce ad assorbire l’acqua e a usare le scorte immagazzinate per mantenersi in buono stato. Questa capacità non è invece presente nella quercia molto giovane, che va invece regolarmente irrigata. La quercia adulta può invece essere irrigata durante periodi di siccità prolungata. La pianta non necessita nemmeno di potature, né in fase di formazione e nemmeno in fase di produzione. Si interviene solo per eliminare eventuali rami secchi o danneggiati.


Propagazione e messa a dimora

La quercia si propaga seminando le ghiande. Queste, naturalmente, vanno raccolte ed entro due mesi, interrate in vasi profondi o cassette poste all’aperto. Dopo la comparsa, le piantine vanno interrate a pieno campo e messe a dimora dopo due o tre anni. La messa a dimora degli alberi di quercia si effettua in autunno nelle zone del Nord Italia e a primavera in quelle del Centro e del Sud. La distanza tra un albero e l’altro, detta anche “distanza di impianto”, varia in base alla specie piantumata e alle sue dimensioni.


Parassiti e malattie

La quercia è attaccata da un temibile parassita chiamato “ processionaria”. Si tratta di un lepidottero che in fase larvale si sposta formando una lunga processione di esemplari, da qui il nome del parassita e del conseguente attacco. Le larve del lepidottero sono dotate di potenti mandibole e di sostanze urticanti che in poco tempo causano tutta la caduta delle foglie della quercia e la distruzione dei rami. Questi vengono anche distrutti perché l’insetto adulto, a forma di una grande farfalla o falena, crea dei nidi sulla pianta ospite, da cui compariranno le larve della generazione successiva. Un altro insetto che può colpire la quercia è il cipinide, un imenottero che punge le foglie causando la formazione delle galle, ovvero protuberanze ricche di tannino. Altre malattie che possono colpire la quercia sono la ruggine e l’oidio. Queste ultime sono malattie causate da funghi. La prima si manifesta con macchie nerastre sulle foglie, la seconda, con macchie bianche su foglie e germogli. Occorre però ricordare che le querce adulte e quelle secolari difficilmente vengono attaccate da parassiti e malattie. Gli esemplari più vulnerabili sono infatti quelli giovani.


Varietà e usi

Tra le più note varietà di quercia ricordiamo la quercus alba, quercia bianca; la quercus cerris; la quercus coccinea o quercia scarlatta; la quercus frainetto; la quercus palustris, o quercia di palude; la quercus robur e la quercus rubra, o quercia rossa. La quercia bianca, con foglie da cinque a nove lobi, con foglie rossastre, è usata sia per fini ornamentali che per produrre legname. La quercus cerris, con foglie verdi a tre od otto lobi, è principalmente usata per scopi ornamentali e meno per produrre legname, che si rivela di scarsa qualità. La quercia scarlatta, con foglie verdi brillanti che diventano rosse in autunno, viene coltivata per esclusivi fini ornamentali. Stessi usi anche per la quercus frainetto. La quercia di palude, con foglie ampiamente lobate, viene usata soprattutto per il suo legname molto ricercato. Sempre ornamentale, l’utilizzo della quercus robur. La quercia rossa, con foglie da sette a undici lobi e foglie rosse in autunno, viene coltivata soprattutto per produrre legname. Da ricordare anche la quercus suber, o quercia da sughero, varietà sempreverde da cui si ricava il sughero. La pianta, a portamento arboreo, è originaria dell’Europa e dell’Africa e cresce spontaneamente in tutto il bacino del Mediterraneo. La quercia da sughero ha una chioma ampia e un tronco che può raggiungere i venti metri di altezza.


Querce - Quercia - Quercus: Storia e simboli

La quercia, per la sua imponenza e maestosità, è considerata il re degli alberi e il re dei boschi. La mitologia greca narra che sarebbe stato lo stesso Zeus a piantare sulla terra il primo albero di quercia e che solo lui poteva decidere se farlo vivere o morire. I Greci ritenevano addirittura che gli uomini, prima della comparsa del grano, si nutrissero delle ghiande prodotte dagli alberi di quercia. A queste piante veniva anche attribuito un significato sacro. Gli Ebrei, ad esempio, considerano la quercia sacra perché, secondo la Bibbia, Dio apparve ad Abramo in un querceto. Anche i Celti veneravano la quercia attribuendole poteri magici. Nell’antica Roma, invece, esisteva un albero di quercia molto più antico dell’Impero. Si ergeva sul colle Vaticano ed era venerato da tutto il popolo.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia di sospendere le concimazioni durante il periodo invernale; un eccessivo apporto di nutrienti infatti favorirebbe lo sviluppo di nuova vegetazione, troppo sensibile alle basse temperature.


Esigenze della piante a dicembre in un clima continentale.

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