Anisodontea
Malvaceae
Generalità: genere che conta alcune specie di piante perenni, o piccoli arbusti, originari dell’Africa meridionale; nel corso degli anni possono raggiungere i 90-120 cm di altezza. Producono fusti eretti, scarsamente ramificati, che danno origine ad un ciuffo denso e abbastanza compatto; le foglie sono trilobate, rugose e con margine dentellato, di colore verde scuro, leggermente aromatiche. Dalla primavera inoltrata fino ai primi freddi autunnali, produce piccoli fiori piatti, simili ai fiori del pesco, nei toni del rosa e del bianco, delicatamente profumati. I fiori sbocciano lungo i fusti, all’ascella fogliare. Esistono varietà con i fiori particolarmente colorati, ed anche a foglia grigia. Per mantenere la pianta ben compatta e favorire lo sviluppo di nuove ramificazione, con conseguente abbondanza di fiori, è bene accorciare i rami di circa un terzo, all’inizio della primavera, evitando di tagliare fino al legno vecchio.
Esposizione: le anisodontee si coltivano al sole, anche se possono svilupparsi senza problemi in luoghi che godono di una leggera ombra. Sopportano brevi gelate di lieve entità, ma nei luoghi con inverni molto freddi è consigliabile coprire tutta la parte aerea, per evitare i danni del gelo. Volendo è anche possibile coltivare le anisodontee in vaso, e riporre i contenitori in serra temperata o in casa durante la stagione fredda.
Annaffiature: da marzo a settembre annaffiare abbastanza regolarmente, lasciando sempre asciugare alla perfezione il terreno tra un’annaffiatura e l’altra; ricordiamo che queste piante sono di origine africana, e quindi sopportano senza problemi la siccità. Durante i mesi freddi possiamo evitare di annaffiare.
Terreno: si sviluppano in qualsiasi terreno purché non troppo pesante e molto ben drenato; nel mettere a dimora queste piante ricordiamo di aggiungere della sabbia al terreno, per evitare il formarsi di ristagni idrici. Durante la stagione vegetativa aggiungere all’acqua delle annaffiature un concime per piante da fiore, ogni 10-15 giorni.
Moltiplicazione: in estate inoltrata asportiamo gli apici dei rami che non hanno prodotto fiori, e facciamoli radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, evitando di farlo asciugare fino ad avvenuta produzione di radici. In primavera è possibile seminare i piccoli semi, già a febbraio-marzo, tenendo i semenzai in luogo protetto dal freddo e dal sole diretto.
Parassiti e malattie: soprattutto se tenute in serra o in casa e durante l’estate temono lo sviluppo degli acari.
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