Oleandro - Nerium oleander

Generalità

Provenienti dal mediterraneo, gli oleandri appartengono ad un genere di arbusti sempreverdi, coltivati soprattutto per la fioritura e per il fogliame.

Denominazione: Nerium Oleander, oleandro

Famiglia: aponyacee

E’ una pianta legnosa a portamento cespuglioso che può andare dai 2 ai 6 metri di altezza. Il fusto è eretto e ramificato dalla base.

Le foglie in condizioni climatiche ideali sono persistenti: semplici, coriacee e lanceolate. La pagina superiore è lucida, quella inferiore, invece, grigia e opaca.

I fiori, a imbuto, formano dei corimbi e hanno in genere 5 petali (nella forma semplice) ma esiste anche una forma doppia. I colori vanno dal bianco al carminio passando per il rosa, salmone e giallo.

Produce da metà estate dei follicoli marroni, simili a baccelli, di circa 10-15 cm che contengono (a maturazione) dei semi piumosi.

Oleandro

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La pianta in breve

Nome scientificoNerium Oleander
FamigliaApocynacee
OrigineMedio Oriente, Mediterraneo
Tipo di piantaArbusto sempreverde
EsposizionePieno sole
TerrenoNormale
IrrigazioneRegolare
Resistenza al freddoLimitata
MoltiplicazioneTalea in estate


  • fiore oleandro L'oleandro è un arbusto tipico della vegetazione mediterranea, è diffuso in tutta Italia in coltivazione, nelle zone meridionali è presente anche allo stato naturale; pianta ben nota agli appassionati...
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Calendario

oleandro

GennaioRiparare dal gelo
FebbraioRiparare dal gelo
MarzoPotatura, concimazione
AprileMessa a dimora
MaggioFioritura, concimazione
GiugnoFioritura, concimazione
LuglioFioritura, concimazione, talee
AgostoFioritura, talee
SettembreFioritura, Concimazione
OttobrePotatura
NovembreRiparare dal gelo
DicembreRiparare dal gelo

La coltivazione dell’oleandro non presenta grandi difficoltà trattandosi di una specie molto resistente.

Può essere piantato sia in piena terra sia in vaso.

Se è giovane conviene, durante l’estate, cimarlo spesso per ottenere un cespuglio denso e rinvasarlo almeno ogni anno. Se è vecchio è meglio diradarlo di tanto in tanto e potarlo alla base, in autunno o alla fine dell’inverno, per permettere in primavera di avere nuovi getti.


Tecniche colturali

Oleandro  Gli oleander sono sensibili al freddo, preferiscono climi miti, richiedendo una temperatura minima di 5 gradi. Nelle zone a clima temperato può perciò essere coltivato all'aperto, senza necessitare di alcuna protezione. Viceversa nelle regioni settentrionali è bene ripararlo durante l'inverno.


Fiori e frutti

Oleandro  I fiori di oleander, che variano dal rosa al bianco, dal rosso al giallo, sbocciano praticamente dall'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato. Sono state selezionate numerose cultivar a fiore doppio.

L'oleandro produce frutti vistosi, di colore bruno-rossiccio, baccelli eretti, lunghi dai 10 ai 15 centimetri.


Esposizione, terreno e concimazione

Oleandro  La pianta di oleander si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno. Per ottenere abbonanti fioriture è importante provvedere ad abbondanti irrigazioni durante il periodo estivo. Durante il periodo invernale le annaffiature dovranno invece essere di molto ridotte, soprattutto nelle regioni settentrionali. È consigliata un’esposizione in pieno sole, luminosa e calda. Questa ci garantirà un’ottima crescita e fioritura.

Non è molto esigente per quanto riguarda il terreno. È meglio, se possibile, inserirlo in terreni ricchi di sostanza organica, ma non disdegna quelli poveri. È inoltre importante evitare i ristagni idrici.

Le concimazioni devono essere regolari per sostenere l’intensa fioritura. È consigliabile usare concimi granulari a lunga cessione oppure fertilizzanti liquidi con un alto tenore di potassio ogni dieci giorni.

Meglio ancora se possiamo diluire il concime liquido e somministrarlo regolarmente con le annaffiature. La pianta trarrà particolare giovamento dalla costanza nella somministrazione dei nutrienti.


Rinvaso e potatura

Se la pianta viene coltivata in vaso è buona norma rinvasarla ogni due anni, concimandola con del concime granulare e aggiungendo ogni tanto sangue di bue.

Si consiglia inoltre di provvedere alla potatura delle piante giovani per ottenere l'infoltimento della chioma.


Moltiplicazione

oleandro Si moltiplicano per seme o per tale durante il periodo estivo.

Attenzione: si tratta di una pianta assai velenosa, in tutte le sue parti, contenendo glicosidi attivi sul cuore, che, proprio per tale ragione, vengono utilizzati in medicina. E' sempre opportuno quindi lavarsi le mani dopo averlo toccato.


Parassiti e malattie

Il parassita più frequente è l'aspidioto dell'edera (Aspidiotus hederae), un parassita assai frequente nei paesi del mediterraneo. Si tratta di un particolare tipo di cocciniglia, che attacca prevalentemente la pagina inferiore della foglia. Altro parassita assai frequente è la cocciniglia fioccosa (Chloropulvinaria floccifera) che riesce a invadere la pianta riproducendosi praticamente per tutto il corso dell'anno. Le contromisure devono quindi essere tempestive, potendo il parassita condurre ad un grave deperimento e anche alla morte della pianta.

La melata prodotta finisce per imbrattare la pianta, creando spesso fumaggini.

L’oleandro è resistente, tuttavia può capitare che subisca attacchi da parte di alcuni parassiti.

Tra i più frequenti ricordiamo:

- La cocciniglia cotonosa: si può osservare sulla pagina inferiore delle foglie. SI manifesta con escrescenze marroni o bianche (simili al cotone). Bisogna intervenire eliminandole con della stoffa imbevuta di alcol (nel caso il problema sia poco esteso) oppure con prodotti specifici come oli minerali e insetticidi (possibilmente sistemici).

- La fumaggine: può essere causata dagli afidi (ma anche da cocciniglia, metcalfa puinosa, mosca bianca). Se la loro presenza è massiccia si produrrà sulle foglie uno strato bruno-nerastro (costituito da un fungo) che porterà le foglie al deperimento. In questo caso bisogna intervenire eliminando i parassiti con insetticidi specifici e poi procedere con il lavaggio delle foglie e con un trattamento anticrittogamico curativo.

- Ragnetto rosso: è un acaro e può essere notato sulla pagina inferiore delle foglie (minuscoli punti rossi o marroni). Le foglie risultano ingiallite e dall’aspetto disidratato. La sua presenza si fa sentire soprattutto quando le temperature sono molto alte. È capace di debilitare una bella pianta in pochissimo tempo. Per rimediare bisogna aumentare l’umidità ambientale vaporizzando le foglie con acqua, non tenere le piante su pavimentazioni molto riflettenti e che possano surriscaldarsi (balconi, terrazze) e intervenire con prodotti specifici (acaricidi).

- Altri inconvenienti sono la maculatura fogliare e l’antracnosi. Possono essere prevenute con anticrittogamici rameici o, all’occorrenza, curate con prodotti specifici.


Rusticità

In Italia le difficoltà maggiori possono essere date dal freddo poiché la pianta non è particolarmente rustica. I danni più gravi li subiscono gli esemplari coltivati in piccoli vasi in quanto la terra potrebbe gelare completamente. Il consiglio quindi è di metterli in vasi grandi, soprattutto profondi, di ritirarli in una serra fredda (o accostarli ad un muro) e proteggerli coprendoli con appositi teli.

Se sono coltivati in piena terra avremo sicuramente meno inconvenienti, ma, se in inverno si raggiungono temperature veramente rigide (-10/-15°), è meglio metterli a dimora in zone riparate, dove almeno non siano spazzati dal vento gelido. Attualmente sono disponibili cultivar particolarmente resistenti al freddo. Se si vive in una zona particolarmente rigida potrebbe essere una buona idea prendere in considerazione di orientarsi proprio su queste varietà.


Irrigazione

oleandro L’oleandro è una pianta che resiste molto bene alla siccità (e per questo è ampiamente coltivato nel giardini a bassa manutenzione o lungo le strade).

Infatti alcune modificazioni degli stomi fogliari gli consentono di limitare la perdita di idratazione.

Questo non significa che la pianta non necessiti di essere innaffiata con regolarità.

Già il suo nome Nerium (da l greco “neros” cioè “acqua”) ci indica che per avere una pianta al massimo dello splendore le irrigazioni non devono mancare. In effetti in natura la troviamo proprio nelle vicinanze di corsi d’acqua.

Ovviamente soffrono di più le piante in vaso. In inverno possono essere tenute abbastanza secche, ma dalla primavera all’autunno necessitano di molta umidità.

Se si vuole avere da loro il meglio è addirittura consigliabile, nei mesi più torridi, riempire quotidianamente il sottovaso di acqua.

Queste attenzioni sono meno importanti nel caso la pianta sia coltivata in piena terra. Avendo radici molto profonde (alle volte lunghe quasi quanto la parte aerea) non necessita irrigazioni frequenti. Ciò non ci impedisce, specie se abitiamo in zone particolarmente asciutte, di intervenire un po’ di più durante l’estate.


Riproduzione

La propagazione può essere effettuata tramite talea, margotta, propaggine, seme o innesto.

La riproduzione tramite semina è fattibile, ma, visti i tempi lunghi per ottenere una pianta di buone dimensioni, viene impiegata soltanto nel caso si vogliano ottenere nuove varietà. Il metodo più utilizzato, perché semplice e veloce, è invece la talea, da effettuarsi in primavera inoltrata.

Può essere effettuata inserendo un ramo semilegnoso nella sabbia. In poche settimane vedremo crescere le radici. Un’alternativa, anche questa rapida, consiste nel mettere un ramo in una bottiglia di acqua ed esporla al sole. Quando vedremo radici ben sviluppate sarà il momento di trasferire la nuova piantina in vaso.


Varietà

oleandro L’oleandro è una pianta molto diffusa e amata. Per questo si possono trovare molte cultivar diverse e negli anni sono stati introdotti nuovi colori e forme del fiore.

Per esempio oggi è facile trovare nei vivai esemplari dal fiore doppio o di color giallo acceso o salmone.

Tuttavia molti continuano a prediligere i fiori semplici. Questo perché le varietà a fiore pieno hanno lo svantaggio di non essere autopulenti. Questo significa che il fiore il più delle volte secca o marcisce sul ramo obbligando il giardiniere ad intervenire periodicamente. Le piante con fiore semplice lasciano invece cadere i petali e quindi gli esemplari hanno un aspetto sempre pulito.

Gli ibridatori non si sono concentrati solo sulle qualità estetiche. Sono stati create delle varietà più resistenti al freddo e alcune dalla dimensione particolarmente contenuta.

Alcune cultivar particolarmente resistenti al freddo sono: Blanc, Provence, Villa Romaine, Italia, Pink beauty, Luteum plenum, Madame de Billy, Margaritha, Osiris, grandiflorum, cheyenne, navajo. Dottor Attilio Ragioneri.

Ed ecco alcune varietà nane, più adatte alla coltivazione in vaso. L’altezza massima che raggiungono è 1,50 m:

Petite Salmon, Moshav, Hardy Red, Oasis, Red Beauty, Angiolo Pucci, Caro, Fiesta Pienk, Fiesta Rodi.

Sono state selezionate anche alcune varietà particolarmente profumate, soprattutto durante le ore più calde della giornata

Agnes Campbell, album plenum, Eugenia Fowler, grandiflorum, Luteum plenum, Madame Allen, Magnolia Willis Sealy, Navajo, Monte Bianco, Mrs Burton.


Oleandro - Nerium oleander: Proprietà medicinali

L’oleandro è una pianta interamente velenosa. Il veleno si trova in tutte le sue parti, ma specialmente nelle foglie e nella corteccia. L’avvelenamento causa gastroenterite, vomito, febbre, diarrea, irregolarità del battito cardiaco e morte.

Bisogna quindi prestare la massima attenzione quando si toccano le foglie, si tagliano rami o si effettuano rinvasi. Prestare attenzione anche quando sono presenti bambini o animali.

Vi sono molte leggende che parlano della velenosità dell’oleandro.

È già presente nelle Metamorfosi di Apuleio. Il protagonista, tramutato in asino, lo scambia per una rosa e sta per cibarsene, ma, per fortuna, all’ultimo minuto nota la differenza e desiste dal suo intento.

Si racconta anche che l’aver dormito su di un letto di foglie di oleandro fu causa di morte o di grave avvelenamento per un’intera brigata di soldati francesi durante la guerra di Algeria.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia di sospendere le concimazioni durante il periodo invernale; un eccessivo apporto di nutrienti infatti favorirebbe lo sviluppo di nuova vegetazione, troppo sensibile alle basse temperature.


Esigenze della piante a dicembre in un clima continentale.

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