Cardo silvestre

Cardo silvestre: Generalità

cardo silvestre

Scientificamente conosciuta con il termine greco dipsao (= aver sete). Tale appellativo è da attribuirsi alla forma concava delle foglie della pianta, che dopo le piogge contengono una discreta quantità d'acqua. La tradizione celtica descrive, infatti, elfi e gnomi che bevono utilizzando come tazze le foglie del cardo silvestre. Da sottolineare è, inoltre, l'utilizzo del cardo nell'ambito tessile e più precisamente del capolino della pianta per la cardatura dei tessuti di lana. Dalla tendenza del Cardo a crescere in luoghi impervi deriva il significato nel linguaggio dei fiori: isolamento e solitudine.
cardo silvestre





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Annaffiare ogni 15-20 giorni, quando il substrato risulta asciutto da alcuni giorni; è consigliabile evitare gli eccessi, evitando che le piante siano troppo esposte alle piogge in questo periodo dell'anno.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima continentale.

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