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Orto botanico di Siena


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Orto Siena

Generalità


È generale opinione che l'Orto sia stato fondato nel 1588, assieme all'istituzione della cattedra di lettore dei Semplici a Siena, e che si trovasse presso l'Ospedale di Santa Maria della Scala. A partire dalla fine del 1500 infatti vi troviamo sempre meglio documentata la pratica didattica per i futuri medici, che dovevano conoscere bene le piante e le loro virtù terapeutiche.

Nel settecento, pur continuando a mantenere importanza la parte relativa alla spezieria, l'interesse scientifico si sposta su piante provenienti da altri climi e quindi si fa strada una visione più ampia del mondo vegetale.

La lettura dei Semplici, soppressa nel 1756, è sostituita dall'insegnamento della Storia Naturale, affidata a Giuseppe Baldassarri nel 1759, e l'Orto viene fornito di "...piante non comuni...".

Nel 1784, con la riforma dello Studio di Siena, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo affida a Biagio Bartalini il compito di trasformare l'antico Orto dei Semplici in Orto Botanico dell'Università. In poco tempo il Giardino ospita oltre mille piante nuove, molte fatte venire dall'estero, e inoltre fornisce piante a medici, chirurgi, speziali ecc. Il Giuli, succeduto al Bartalini, aumenta le piante straniere da 200 a 300 e riesce a pubblicare il primo Index Seminum senese con 900 specie.

Il vecchio desiderio di trasportare l'Orto altrove, in uno spazio meno angusto, si realizza solo nel 1856 con Giuseppe Campani, che riesce a trasferirlo nella sede attuale.

'800 e '900

Nei suoi 45 anni di lavoro Attilio Tassi (1861-1905) fa rifiorire il nuovo giardino introducendo un gran numero di piante, acquistando nuovi appezzamenti di terreno e costruendo una serra calda. A Biagio Longo si deve invece la costruzione dell'Istituto di Botanica (1910-1912), una villetta isolata a due piani posta nella parte alta dell'Orto. Arturo Nannizzi, direttore dell'Orto dal 1934 al 1950, fa allestire sul ripiano sottostante il nuovo edificio e l'Accademia dei Fisiocritici, un reparto - la così detta scuola - per raccogliere le piante officinali.

Con la direzione di Rodolfo Pichi Sermolli (1951-1957) viene ripresa, dopo 15 anni di sospensione, la pubblicazione dell'Index Seminum.

Negli anni sessanta, con Elena Maugini prima e Giacomino Sarfatti dopo, l'Orto subisce trasformazioni radicali. L'Università di Siena richiede l'istituzione della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e l'Orto, nonche l'Istituto di Botanica da cui dipendeva, vengono passati da Farmacia all'istituenda Facoltà.

L'area a disposizione dell'Orto viene raddoppiata, viene costruito un nuovo complesso che ingloba la villetta sede dell'Istituto di Botanica, fa scomparire una serra fredda, provoca una nuova sistemazione dell'accesso e la divisione in due parti della "scuola".

Nel 1984 l'Istituto di Botanica e l'annesso Orto Botanico confluiscono nel Dipartimento di Biologia Ambientale.

Descrizione


Attualmente l'Orto Botanico occupa quasi per intero il lato sinistro della valletta di S. Agostino, che si apre verso sud tra Porta Tufi e Porta S. Marco. Situato all'interno delle mura di Siena, tra i 280 e i 350 m d'altitudine, copre 2 ettari e mezzo di terreno per lo più in forte declivio.

Il Primo Settore, la cosiddetta "scuola", è posto su terrazze artificiali ed è costituito da aiuole rettangolari delimitate da mattoni e contrassegnate da lettere. Seguendo una certa logica, si tende a presentare le specie di una famiglia e, nelle aiuole limitrofe, famiglie vicine sistematicamente. Scopo didattico della "scuola" è infatti quello di riunire secondo un ordine sistematico (in questo caso secondo il sistema di Engler), le angiosperme erbacee e basso arbustive.

Nel Secondo Settore si trova un reparto dedicato alle gimnosperme, integrato nel periodo estivo da Cycadaceae, Podocarpaceae e Araucariaceae coltivate in vaso. Nelle aiuole periferiche, come a formare una cornice, sono presentate le piante esotiche capaci di resistere ai rigori invernali. Assecondando l'esigenza sempre più diffusa di una riscoperta del mondo che ci circonda, nelle aiuole centrali invece sono riunite principalmente le piante indigene, tipiche di formazioni vegetali della Toscana centro-meridionale. Vecchi esemplari di specie esotiche , come ad esempio Gleditsia triacanthos, hanno mantenuto, per vari motivi fra i quali da non tralasciare il valore storico, la loro posizione originaria, anche se l'ubicazione non corrispomde allo schema presentato. Le ultime tre aiuole a valle, una sorta di barriera verde nei confronti del fosso di confine e dei terreni agricoli circostanti, sono occupate da un boschetto di alloro, lentaggine, orniello, leccio e vecchi pini e cipressi.

piante orto

La serra


Circa 500 mq sono costituiti da una serra calda, un tepidario, una serretta sperimentale e una limonaia. Nella serra calda, fatta costruire dal Tassi alla fine dell'800 (per questo viene detta anche antica serra) sono ordinate secondo le famiglie le specie della fascia tropicale. Nel tepidario, utilizzato in gran parte per il ricovero invernale di specie esotiche incapaci di resistere ai rigori invernali, vi è un reparto di 120 mq circa dove sono coltivate in piena terra le succulente distinte in base al paese di origine.

Il Terzo Settore, il cosidetto "podere", è un'area di espansione dell'Orto e attualmente, nella parte più a monte su un terrazzamento artificiale vengono esposte, nel periodo estivo, un certo numero di piante esotiche coltivate in vaso. Segue un'area rappresentante ambienti con suoli scarsamente sviluppati, ricca in affioramenti rocciosi di varia natura.

Nella restante parte, tentando di mantenere l'aspetto che avevano un tempo le vallate situate all'interno delle mura, sono coltivate piante fruttifere oggetto di ricerca. Nei pressi del fondo valle si trova un'antica fonte in muratura, alimentata dai cosiddetti "bottini", gallerie scavate a mano per la cattura e la canalizzazione delle acque di falda.

Sono inoltre stati allestiti nella zona inferiore dell'Orto 3 ambienti rocciosi tipici della Toscana, un felceto e un frutteto di cultivar antiche tipiche toscane.

E' tuttora in allestimento uno spazio espositivo per le specie acquatiche.

sotto la serra

Informazioni utili


l'Orto Botanico dell'Università di Siena è ubicato in Via P.A. Mattioli 4 in zona Porta Tufi ed è facilmente raggiungibile sia a piedi (10 minuti da Piazza del Campo) sia con la linea autobus TRAIN n.3.

L'orario di apertura al pubblico è 8.00 - 12.30; 14.30 - 17.30 nei giorni feriali; 8.00 - 12.30 il sabato, mentre domenica e festivi è chiuso. L'ingresso è gratuito e sono possibili visite guidate a gruppi e scolaresche.

Nel 2006 si festeggia il 150° anniversario della nascita dell'Orto Botanico di Siena nell'attuale sede.

Per l'occasione nell'arco dell'anno avranno luogo numerosi eventi.

Calendario Eventi

Maggiori informazioni sono disponibili sul portale dell'oroto botanico

www.unisi.it/ricerca/dip/dba/Botanica/orto_botanico.htm

www.passus.it


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