| L’area di Carsiana sorge all’interno di una dolina, che presenta l’interessante fenomeno dell’inversione termica, con la conseguenza di un ristagno di aria fresca ed umida sul fondo, in questo caso il fenomeno è accentuato dalla presenza dalla bocca di un pozzo carsico (profondo 40 metri) dal quale fuoriesce aria fresca ed umida. Il versante delle doline esposto a nord ospita specie di faggeta senza che vi compaia il faggio, segno che le modificazioni climatiche succedute nei secoli hanno fatto migrare questa specie verso migliori condizioni ambientali; qui è sostituita dal carpino bianco (carpinus betulus L.), che di norma non si trova sull’altopiano carsico a causa della siccità, ma che trova nella dolina le condizioni favorevoli alla sua sopravvivenza. Nel sottobosco troviamo diverse specie europeo-montane, molto legate al faggio, come il dente di cane (Erythronium dens-canis L.), la viola magica (Viola mirabili L.), l’anemone bianca ( Anemone nemorosa L.), l’anemolo aquilegino (Isopyrum thalictroides L.), il giacinto acceso (Scilla bifolia L.), la radice cava (Corydalis cava L.) e la medica crinita (Medicago carstiensis Jacq.). Le doline carsiche sono isole continentali inserite nel clima submediterraneo dell’altopiano. |
| Si ritiene che nell’età del bronzo e del Neolitico il Carso fosse ricoperto da boschi di querce, che l’uomo portò totalmente al degrado con il progressivo disboscamento. Alla quercia si sostituì il carpino nero ( Ostrya carpinofolia Scop.) ed il diffusissimo frassino ( Fraxinus ornus L.). Nel sottobosco si trovano il ginepro (Juniperus communis L.), il sommaco ( Cotinus coggygria Scop.), il biancospino ( Crataegus monogyna Jacq.).Landa carsica La progressiva scomparsa dei boschi ha ridotto alcune zone del Carso ad una landa spazzata dal vento di bora, dove solo le piante con poche esigenze idriche possono sopportare l’aridità estiva. Questo ambiente è uno degli aspetti più rappresentativi e caratteristici del Carso, soprattutto durante la primavera per assistere alla fioritura accompagnata da meravigliosi colori. Qui troviamo la centaurea rupina (Centaurea rupestris L.), la centaurea scabra (Centaurea cristata Barti.), l’iride celeste (Iris illyrica Tomm.), la fragola vellutina (Potentilla tommasiniana F.W. Schultz), la genzianella priimaticcia (Gentiana tergestina), la serratola moscata (Jurinea mollis Rchb.), la viperina stellata (Onosma javorkae Simk.). Il manto erboso è dominato dalla ciperacea e dalla carice rossigna, che con la centaurea rupina hanno dato il nome all’associazione del pascolo carsico: “Carici-Cantaureetum rupestris”. |
| Sulle rupi costiere sono presenti interessanti associazioni vegetali, che ospitano numerose specie presenti sulle coste dalmate e del Quarnero e che in questa zona trovano il limite settentrionale massimo di diffusione. In particolare si segnalano la salvia (Salvia officinalis L.), la caracia campanella (Euphorbia Wulfenii Hoppe ex Koch), il terbinto (Pistacia Terebinthus L.), il mirto (Myrtus communis L.), il leccio (Quercus ilex L.), l’edera spinosa o salsapariglia nostrana (Smilax aspera L.)I ghiaioni calcarei si formano ai piedi degli altopiani carsici a causa del normale sgretolamento della roccia. Essi ospitano un complesso di specie che si sono adattate al particolare ambiente. Sul Carso queste specie sono una rarità floristica in quanto distribuiti prevalentemente sulle Alpi Dinaridi. Su una parte del versante meridionale della dolina esposto a nord, troviamo alcune specie rappresentative del Carso montano più interno. La zona richiede particolare sistemazione, perché il caldo secco estivo del Carso avrebbe messo in condizioni critiche gli arbusti se essi non avessero trovato condizioni di freschezza ed umidità presenti nella dolina, che grazie all’umidità sotterranea permette che l’evaporazione dal basso provochi un raffreddamento degli strati superiori. Possiamo trovarvi il rododendro (Rhodothamnus chamaecistus), il camedri alpino ( Dryas octopatala L.), la Scopolia carniolica Jacq:, la primula carniolica Jacq: e lìHladnikia pastinacifolia Rchb.Data la scarsità di acque superficiali nel Carso dovuta alla permeabilità del suolo, alcune specie sono state immerse in vasche precedentemente costruite. Il prelievo della flora igrofila è stato effettuato per la maggior parte nei due unici laghi carsici: Doberdò e Pietrarossa. Possiamo trovare la mazza sorda (Typha latifolia L.), la carice lupponia (Carex pendula Huds.), l’acoro falso (Iris pseudoacorus L.), la quattrinella (Lysimachia nummularia L.), il biodo (Butomus umbellatus L) e la ninfea (Nymphaea alba L). |
| Uscita autostrada A4 Trieste proseguire nel tratto intermedio e prendere l’uscita per Sgonico, indi seguire le indicazioni turistiche del giardino Carsiana.Apertura dal 25 aprile al 15 ottobre, da martedì al venerdì orari di vista 10.00 e 12.00, sabato, domenica e festivi orari di visita 10.00, 13.00, 15.00 e 19.00. Si consiglia di contattare preventivamente l’organizzazione del giardino al n. tel. 040.229573. |














commenti
a noi delle classi 1b di lauzacco che siamo venuti in gita martedi ci è piaciuto molto e adesso dovremo fare delle ricerche. Ci potreste dare del materiale sulle rupi costiere? ve ne saremo molto grati. Un saluto a tutti da dado
Invia articolo ad un amico