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Fiori a scarpetta
Alcune specie di orchidee presentano fiori molto particolari, con il labello ricurvo, chiuso fino a formare una specie di scarpetta; le orchidee con labello a coppa appartengono a tre principali generi, il genere paphiopedilum, diffuso nelle zone tropicali dell'Asia centrale e meridionale, il genere epipactis, i cui fiori sono presenti in Asia ed in Europa, e il genere cypripedium, le cui specie sono diffuse in gran parte dell'emisfero settentrionale, compresa l'Europa.
I paphiopedilum
Come dicevamo i paphiopedilum provengono dall'Asia; alcune specie sono originarie delle zone con clima fresco, dell'aSia centrale; altre specie invece sono tropicali. In genere tutte le specie di paphiopedilum dai collezionisti vengono coltivate ad un clima mite, con massime non superiori ai 30*C, e minime non inferiori ai 5-8°C. Anche se in effetti le specie non tropicali potrebbero trovare posto in giardino, o in serra fredda, soprattutto nelle zone d'Italia dove gli inverni sono miti e temperati.
Epipactis
Le epipactis sono orchidee terricole di origine europea; prediligono posizioni umide, fresche e molto luminose, e possono sopportare anche la luce solare diretta, ma solo se possono godere di un buon tenore di umidità. Producono fiori di colore verde, marrone o bianco, su lunghi steli.
Cypripedium
Ance i cypripedium sono specie prevalentemente terricole, si tratta di orchidee vivaci, quindi si sviluppano a partire dalla primavera fino alla tarda estate, quando la parte aerea dissecca e la pianta entra in riposo vegetativo; sono molte le specie di cypripedium, la gran parte si sviluppano come perenni alpine, ovvero prediligono posizioni luminose, con terreno umido, e altra umidità ambientale; temono la luce solare diretta ed il calore eccessivo, quindi in estate è consigliabile coltivarle in luogo fresco, al riparo dal caldo e dal sole.
Terreno ed esposizione
Come dicevamo questi tre generi di orchidee hanno sviluppo nel terreno, in ogni caso è bene considerare il loro luogo di origine; anche se si sviluppano nella terra, in genere questo avviene nel sottobosco, dove il terreno è costituito prevalentemente da foglie disseccate, torba, pezzetti di legno o corteccia; quindi possiamo porre a dimora le nostre orchidee in un substrato costituito dal comune terriccio per orchidee, fatto con pezzetti di corteccia, fibra di sfagno e altre fibre vegetali, a cui aggiungeremo pari quantità di terriccio universale torboso; in questo modo otterremo un terreno soffice e molto poroso, adatto allo sviluppo delle sottili radici delle nostre orchidee.
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