decotto di prezzemolo

Il prezzemolo

La pianta di prezzemolo, è nata nel Mediterraneo e poi è arrivata fino all’Asia occidentale ma oggi si trova ampiamente in quasi tutte le parti del continente. In Italia lo troviamo coltivato negli orti e anche in vaso e se ne fa uso sia in cucina che in erboristeria. Il nome botanico del prezzemolo è Petroselinum hortense e appartiene alla famiglia delle Apiaceae. E’ una pianta biennale e può raggiungere i 70 centimetri di altezza. Fiorisce ogni due anni ed i fiori sono molto piccoli e di colore bianco-verdastro e producono piccoli semi ovali ed appiattiti.
prezzemolo


Coltivazione del prezzemolo

Il prezzemolo è un’erbacea rustica e si adatta a tutti i terreni, preferisce il sole ma ama stare a mezz’ombra quindi conviene proteggerla dai raggi diretti del sole. Appena il prezzemolo fiorisce, sarebbe opportuno tagliare gli steli fiorali perché altrimenti la pianta non ne produrrà più. Il terreno dove alloggia il prezzemolo, deve essere annaffiato tutti i giorni perché la pianta ha bisogno di un terreno molto umido anche se ben drenato. Per coltivarlo, occorre mettere a dimora le piantine in un semenzaio e la sua coltivazione non è assolutamente difficile perché il prezzemolo non è esigente anche se preferisce un terreno ricco di sostanza organica possibilmente mischiata con sabbia. Se il prezzemolo è coltivato in vaso, conviene usare i vasi di terracotta perché la pianta respirerà meglio anche perché questo materiale, trattiene bene l’acqua e la pianta che non tollera ristagni, trarrà sicuramente benefici. Se il prezzemolo viene coltivato in un buon terreno fertile, non richiede nessuna concimazione. La coltivazione avviene con i semi e se la semina riguarda un campo, è bene effettuare questa operazione a spaglio mentre se avviene in vaso, i semi andranno messi su file ad una profondità di 2 centimetri. Il semenzaio va tenuto all’ombra e bisogna tenere il terreno costantemente umido ma non ristagnante ed è consigliabile ricoprire il vaso con un foglio di plastica per non far subire alle germinazioni, degli sbalzi di temperatura. Giornalmente però, bisogna togliere la plastica, spruzzare il terreno con un erogatore a spruzzo e togliere la condensa. Quando le piantine crescono, la plastica va tolta ma il semenzaio va tenuto ancora all’ombra. Se ci sono piantine meno rigogliose delle altre, vanno eliminate per dare spazio a le piantine più forti. Quando le piantine saranno pronte per essere messe a dimora, vanno prese delicatamente dal semenzaio e con tutta la loro zolla di terra.

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Proprietà del prezzemolo

decotto prezzemoloLe proprietà diuretiche del prezzemolo sono molto apprezzate ed oltretutto, possono essere usate anche le radici per preparare un ottimo decotto che va bevuto tre volte al giorno. Non bisogna abusare del decotto perché come tutte le erbe officinali, anche questo potrebbe provocare danni all’organismo se preso in quantità sproporzionate. Per preparare un decotto base, basta far bollire per almeno 12 minuti 6 grammi di radici secche in 150 grammi d’acqua. Si lascia raffreddare il composto e poi si filtra e si beve dolcificato. Le radici combattono lo scorbuto in modo eccellente e favorisce la diuresi tant’è vero che molte donne lo usano per addolcire il gonfiore addominale dovuto alla ritenzione idrica. Del prezzemolo non si usano solo le radici ma anche le foglie ed i semi ma le radici, rispetto alle foglie, hanno un potere diuretico più accentuato. I semi del prezzemolo invece, sono adattissimi ad eliminare i gas intestinali proprio come i semi di finocchietto infatti agiscono esattamente alla stessa maniera.


Come si prepara il decotto di prezzemolo

prezzemolo Utilissimo per combattere lo scorbuto, il prezzemolo si usa sotto forma di decotto . Si fanno bollire 70 grammi di radici in due litri d’acqua per circa un’ora e poi il decotto si sorseggia durante la giornata. Per ottenere un decotto che contrasti l’edema, occorrono 100 grammi di radici fresche di prezzemolo che si lascia bollire in un litro d’acqua per mezz’ora. Il decotto favorisce la diuresi e contrasta l’edema. Per un’azione estremamente benefica sui reni il decotto va preparato con mezzo litro d’acqua e qualche foglia di prezzemolo categoricamente col gambo, un cucchiaio di verga d’oro ed uno di equiseto. Si trita il prezzemolo minuziosamente e appena l’acqua bolle, si versa nel pentolino. Si lascia bollire l’acqua per circa tre minuti e dopo aver messo la fiamma in modo molto dolce, si aggiunge il cucchiaio di verga d’oro ed il cucchiaio di equiseto e si lascia bollire ancora per tre minuti. Il composto si filtra e poi si lascia riposare per dieci minuti prima di poterlo bere. Questo decotto è altamente disintossicante e conviene sorseggiarlo durante la giornata per circa due settimane. E’ ottimo persino per gli alcolisti che desiderano seguire una cura disintossicante. Per quest’ultima patologia, il decotto va preparato diversamente. Si fanno bollire in un pentolino, 100 grammi di foglie di prezzemolo, una scorzetta di arancia non trattata, e una scorza di limone, con 4 bicchieri d’acqua. Il composto va fatto bollire fino a quando l’acqua si sarà dimezzata. Il decotto va filtrato e poi bevuto ma può essere conservato per qualche giorno in frigo, in appositi flaconi ed essere usato al bisogno.


Avvertenze e curiosità

Come tutte le erbe, non bisogna abusare del decotto di prezzemolo proprio perché stimola la diuresi e bevendone molto, si potrebbero avere dei problemi ai reni anche gravi. E’ sempre consigliabile parlare con un erborista di fiducia prima di iniziare una cura terapeutica specialmente se si ha qualche malattia renale. Prima che entrasse in vigore la legge sull’aborto, il decotto di prezzemolo, veniva usato per uso abortivo infatti da tempi antichissimi, la tradizione popolare vuole che se il decotto viene preso in grandi quantità, si può provocare un’emorragia che facendo contrarre l’utero, fa espellere anche l’ovulo fecondato. Naturalmente è altamente sconsigliabile fare un uso così improprio di una pianta officinale e sarebbe opportuno, rivolgersi ad un ginecologo perché quest’antidoto alquanto pericoloso può provocare una coagulopatia intravasale, cioè una intossicazione che ha impedisce al sangue di coagularsi.



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