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Generalità
la margherita o pratolina è tra le più comuni asteracee, originaria dell’Europa, è diffusa anche in Asia e nel continente americano; sembra che sia l'archetipo della margherita, da cui prendono il nome decine di specie di asteracee dalla forma del fiore molto simile. Hanno un piccolo rizoma strisciante, da cui spuntano piccole foglie verde chiaro, di forma ovale o spatolata, riunite in rosette schiacciate, che si elevano di pochi cm dal suolo. Dalla fine dell’inverno fino all’autunno tra le foglie si ergono sottili fusti, talvolta leggermente arcuati, alti 5-10 cm, che portano i piccoli fiori; quello che comunemente viene considerato un unico fiore è in effetti un capolino, che riunisce nella parte centrale piccoli fiori tubolari bianchi, e nella parte esterna dei piccoli fiori ligulati, che portano una singola ligula bianca o rosata. Le cultivar più coltivate di solito hanno capolini di forma sferica, costituiti solo da fiori ligulati, di colore rosa, bianco o porpora; per favorire la produzione di fiori possiamo rimuovere i fiori ormai appassiti. Le margherite vengono talvolta considerate come piante infestanti, poiché nel tempo i rizomi tendono ad allargarsi ed a produrre macchie sempre più ampie; sono utilizzate anche in erboristeria, per preparare infusi e decotti.
Esposizione
amano posizioni ben soleggiate, ma si sviluppano e fioriscono senza problemi anche in mezz’ombra; non temono il freddo, e spesso fioriscono anche a fine inverno, ed i fiori non si rovinano per essendo esposti a temperature abbastanza rigide.
Annaffiature
le varietà selvatiche si accontentano delle piogge, possono necessitate di annaffiature solo in caso di periodi siccitosi molto prolungati; le cultivar a fiore sferico sono un pochino più esigenti, e necessitano di annaffiature regolari, attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra. Consigliamo anche di fornire del concime per piante da fiore alle cultivar, ogni 10-12 giorni, sciolto nell'acqua delle annaffiature, in modo da favorire la fioritura.
Terreno
si sviluppano senza problemi nella comune terra da giardino, possibilmente alleggerita con sabbia e pietra pomice, in modo da aumentarne il drenaggio. Non amano terreni troppo acidi, umidi o eccessivamente aridi.
Moltiplicazione
avviene per seme, in inverno, in semenzaio caldo; in autunno è possibile dividere i piccoli rizomi, o asportare le diramazioni laterali che i rizomi producono liberamente.
Parassiti e malattie
temono l’eccessiva umidità del terreno, che può portare allo sviluppo di marciumi. Talvolta gli afidi si annidano tra le foglie e sui fiori.
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