Hibiscus
moscheutos ssp. palustris
Ibisco
palustre-Malvaceae
Generalità:
pianta erbacea perenne a foglie caduche, originaria dell'Asia
e del continente americano; questi arbusti sviluppano fusti
legnosi eretti, alti 80-150 cm, ricoperti da una sottile
peluria, che portano larghe foglie ovali, talvolta allungate
o trilobate, verdi sula pagina superiore, biancastre e tomentose
sulla pagina inferiore, dentate; per tutta l'estate produce
numerosissimi fiori a forma di imbuto, larghi 15-20 cm,
di colore bianco o rosa, esistono anche ibridi con fiori
rosso intenso. Per favorire una fioritura più abbondante
si consiglia di asportare i fiori appassiti; in autunno
la pianta perde completamente le foglie e talvolta tutta
la parte aerea, che si svilupperà in maniera vigorosa
la primavera successiva. In natura questi arbusti costituiscono
larghe colonie, nei pressi di paludi o di corsi d'acqua
lenti e poco profondi.
Esposizione:
porre a dimora l'ibisco palustre in pieno sole, o in ombra
parziale; in genere sopporta temperature di qualche grado
inferiori allo zero, ma si consiglia di pacciamare la base
della pianta in inverno, per preservarla dalle gelate troppo
persistenti. In genere queste piante si sviluppano sulle
rive di corsi d'acqua o di paludi, anche in vicinanza di
acque salmastre.
Terreno:
preferisce terreni sciolti, ricchi e molto umidi, ma non
completamente sommersi. In genere predilige i terreni neutri
o a ph alto, ma cresce senza problemi nella maggior parte
dei terreni; è possibile coltivare l'ibisco palustre
anche in contenitore o in giardino, ma in questo caso è
necessario provvedere alle annaffiature quotidianamente,
da marzo a ottobre, soprattutto nei periodi caldi, poichè
difficilmente questa pianta sopporta la siccità.
Moltiplicazione:
avviene in genere per seme, utilizzando, all'inizio della
primavera, i semi prelevati dalle capsule legnose che li
contengono e ponendoli in acqua tiepida per circa due giorni;
si semina in luogo ombreggiato e riparato, mantenendo il
substrato di coltura costantemente umido; le nuove piantine
si pongono a dimora alla fine dell'estate, o nella primavera
successiva. E' anche possibile propagare l'ibisco dividendo
i cespi, mantenendo per ogni porzione praticata una radice
vigorosa, le nuove piante si pongono subito a dimora.
Parassiti
e malattie:
spesso gli afidi
si annidano nei boccioli e sui fiori, rovinandoli irreparabilmente.
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