Melograno da fiore - Punica granatum

Melograno da fiore

Il melograno da fiore o Punica granatum è un arbusto o piccolo albero, originario dell’Asia, diffuso da millenni in tutta l’area mediterranea; gli esemplari adulti raggiungono i 2-3 metri di altezza. Vista la facilità con cui i melograni producono polloni alla base del fusto, spesso si sviluppano come grandi arbusti allargati; per ottenere una pianta singola è necessario tagliare la maggior parte dei polloni. La corteccia è chiara, molto rugosa; le ramificazioni sono abbastanza disordinate, e, con il passare degli anni, tendono a divenire nodose e contorte. Il fogliame è caduco, e comincia a spuntare in primavera inoltrata, è di forma lanceolata e di piccole dimensioni, le nuove foglie hanno gli apici aranciati, di vengono verde medio. In primavera inoltrata ed in estate produce grandi boccioli arancioni all’apice dei rami, spessi e cuoiosi, che si aprono in grandi fiori tubulosi, di colore arancio carico. Ai fiori seguono grandi frutti tondeggianti, pieni di semi ricoperti da una polpa succosa ed acidula. Il melograno viene sin dall’antichità coltivato come pianta da frutto, ma anche utilizzato in erboristeria, in particolare la corteccia dell’albero e la scorza dei frutti; quest’ultima viene usata anche per aromatizzare liquori. In giardino si coltivano in particolare le varietà nane, che non superano i 30-50 cm di altezza, oppure le varietà da fiore, che producono grandi fiori di colore bianco, rosato, screziato o rosso. Vengono utilizzati anche come bonsai.
Fiori melograno

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Un po' di notizie

I melograni sono conosciuti e coltivati da millenni nella nostra penisola. Hanno però conosciuto, sia come alberi da frutto sia come essenza ornamentale, un lungo periodo di oblio dovuto forse alla lentezza nella crescita o a mode passeggere che hanno favorito altre scelte.

Ultimamente vi è stata una vera riscoperta che lo ha reso comune nei giardini di città e di campagna, dal Nord al Sud della penisola. Si torna infatti ad apprezzarne l’armonica forma naturale, la bella produzione di fiori e di frutti e l’innegabile tolleranza nei confronti di terreni poveri e siccità.

Per di più gli ibridatori si sono impegnati nella creazione di nuove varietà; i fiori si declinano ormai in un incredibile numero di sfumature e anche la forma e le dimensioni delle corolle è delle più variabili.

In giardino può essere impiegato in molti modi diversi: gli esemplari isolati possono impreziosire un punto focale del giardino, ma è pure possibile creare armonici gruppi di arbusti o interessanti siepi informali.

Vi sono inoltre cultivar molto contenute, da coltivare semplicemente in vaso su terrazzi, balconi o addirittura solo su di un davanzale.

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Esposizione

Melograno Le piante di Punica granatum amano il sole ed il caldo, un’esposizione eccessivamente ombreggiata causa il deperimento della pianta. Non teme il freddo, ma consistenti gelate prolungate possono danneggiare i rami più deboli; nelle zone con clima invernale molto rigido o con manifestazione di forti venti invernali è consigliabile porre a dimora i melograni in luogo riparato. Gli esemplari nani sembrano essere più delicati rispetto a quelli a sviluppo normale, per questo spesso vengono coltivati in vaso.

E' bene che il melograno da fiore possa ricevere un'irraggiamento diretto per alcune ore al giorno; non soffre durante le giornate afose, ma può presentare problemi in caso di clima particolarmente umido.


Origini e storia del melograno

Il melograno (Punica Granatum) è originario delle regioni comprese tra la Persia e l’India nordoccidentale. Si tratta di un arbusto o piccolo albero a rami spinosi (anche se alcune cultivar ornamentali ne sono prive). Le foglie, caduche, sono oblunghe od obovate, opposte e dall’aspetto lucido. I fiori sono ascellari e vanno dai 2 ai 10 cm di diametro. Nei fruttiferi hanno corolla semplice, in molte varietà ornamentali risultano invece doppi, ma sterilì. Il loro colore va dal giallo all’aranciato al rosso. Più raramente si presentano bianchi o striati.

Nella specie si ha poi la produzione di una grande bacca simile ad una mela, divisa in due celle. Ognuna contiene numerosi semi di color rosso acceso, molto succosi. Il gusto va da acido a mediamente dolce.


Annaffiature

melograno Le piante di Punica granatum sopportano senza problemi la siccità; se si coltivano per la fioritura e per i frutti si consiglia di annaffiare prima e durante la fioritura, per favorire lo sviluppo di fiori sani e di frutti grandi. Evitare gli eccessi d’acqua ed il ristagno idrico; le annaffiature al melograno da fiore si somministrano solo quando il terreno è perfettamente asciutto, mescolando, ogni 10-12 giorni, all’acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore.

Il melograno non teme la siccità. Una volta ben instaurato questo aspetto può anche venire trascurato. Le precipitazioni primaverili e autunnali sono generalmente più che sufficienti a garantirne il benessere. In estate possiamo irrigare abbondantemente una volta al mese, aiutando così la pianta a mantenere più a lungo la fioritura.

Gli esemplari di recente impianto vanno seguiti più assiduamente: per i primi due anni si consiglia di somministrare abbondante acqua ogni circa 15 giorni, se il terreno risulta secco in profondità.


Il melograno in giardino

Il melograno, come pianta ornamentale, è in grado di dare grandi soddisfazioni e, una volta affrancato, risulta molto autonomo. Le varietà da fiore hanno, nei primi anni, una crescita abbastanza vigorosa (e non tardando quindi nel mostrare tutte le loro qualità ornamentali) per poi rallentare al raggiungimento della maturità (verso il quinto anno). La manutenzione sarà perciò minima.


Terreno

cespuglio melograno Il melograno da fiore predilige terreni sciolti, freschi, molto ben drenati, con presenza di una buona quantità di calcare. Gli esemplari coltivati in vaso vanno rinvasati ogni 2-3 anni.

Questo alberello è famoso per la sua tolleranza nei confronti di suoli poveri e molto secchi. È ideale quindi per la coltivazione lungo le coste o in quegli spazi verdi che non siano dotati di fonti di acqua.

Ad ogni modo si svilupperà altrettanto bene in suoli profondi, ricchi e eventualmente argillosi, a patto che il drenaggio risulti sempre ottimale.


Messa a dimora

Una buona scelta di melograni da fiore si trova nei vivai che si dedicano prevalentemente alle essenze arboree. Prima dell’acquisto chiediamo informazioni sulla grandezza e colore dei fiori, oltre alle dimensioni definitive che raggiungerà l’esemplare. Preferiamo sempre quelli dotati di cartellino con indicazione precisa della varietà o cultivar. Potremo progettare con attenzione dove collocarlo, che utilizzo farne e come eventualmente impostarne la crescita.

Il periodo migliore per l’impianto è l’autunno, specialmente nel Centro-Sud e sulle coste. Se viviamo nelle regioni settentrionali dove le minime scendano sotto i -10°C è consigliabile procedere alla fine dell’inverno, quando le gelate siano finite e il terreno sia tornato morbido e lavorabile.

A radice nuda

Le piante a radice nuda traggono beneficio dalla preventiva reidratazione dell’apparato radicale. Si riempie un secchio con acqua, terriccio e stallatico maturo, creando un miscuglio piuttosto denso. Lasciamo in ammollo la parte bassa della pianta da 4 a 12 ore (a seconda di quanto risulti secca). Estraiamo e attendiamo che il rivestimento si compatti.

In vaso

Lasciamo il vaso in un catino con acqua per almeno mezz’ora. In questa maniera sarà più facile estrarre il pane di terra senza smuovere troppo l’apparato ipogeo. Se vi fosse sul fondo una massa di radici troppo compatta e infeltrita sarà bene inciderla a croce con un coltello o per lo meno rimuoverne una parte: stimoleremo la pianta a crearne di nuove nella collocazione definitiva.

Impianto

Prepariamo una buca profonda e larga il doppio del pane di terra. Sul fondo predisponiamo uno spesso strato drenante a base di ghiaia. Mescoliamo il terreno estratto con dei piccoli ciottoli e un poco di sabbia. Indispensabile anche una buona quantità di stallatico maturo. Accertiamoci che la composta finale risulti ricca, ma ben drenata. Poniamo l’esemplare con il colletto a circa 5 cm dal livello del terreno. Riempiamo la buca, compattiamo e irrighiamo abbondantemente. Per favorire la ripresa è utile accorciare tutti i rami di circa 1/3.

Distanze

Le varietà di dimensioni normali necessitano di almeno 4-5 metri di spazio libero in ogni direzione. Se vogliamo invece creare una siepe o accostare a un muro (educando magari poi a spalliera) possiamo lasciare anche solo 3 metri tra una pianta e l’altra. Teniamo presente però che molte varietà ornamentali hanno dimensioni definitive più piccole rispetto ai fruttiferi e regoliamoci di conseguenza.


Moltiplicazione

La moltiplicazione di questo tipo di pianta avviene per seme, in primavera, dopo aver lasciato i semi in acqua per 1-2 giorni; in estate si prelevano talee dai rami che non hanno prodotto fiori.


Parassiti e malattie

melograno Le piante appartenenti a questa varietà manifestano spesso la presenza di afidi in primavera, e di acari in estate; scarsa ventilazione ed un’eccessiva umidità possono favorire lo sviluppo di malattie fungine, quali l’odio, la ticchiolatura o la ruggine.


Clima per il melograno

Il melograno ornamentale è generalmente un poco più sensibile al freddo rispetto a quello da frutto: la temperatura minima che riesce a sopportare, in uno spazio aperto, non deve scendere sotto i -10°C. Inoltre, per crescere vigorosamente, necessita di una lunga stagione calda e molta luce.

Nelle regioni settentrionali si consiglia quindi di scegliere collocazioni riparate: inseriamo le piante nei pressi di un muro possibilmente esposto a Sud.

Qualunque sia la nostra collocazione geografica l’esposizione più assolata è sempre la scelta migliore.

Bisogna però anche far notare che un periodo, anche prolungato, di freddo invernale, è di stimolo alla crescita e fioritura primaverili.

Il calendario del melograno
Messa a dimora nel Centro-Sud Ottobre-novembre
Messa a dimora al Nord Febbraio-marzo
Semina (varietà nane) Marzo
Fioritura Da maggio a settembre
Potatura Marzo-aprile


Concimazione del melograno

Piante tolleranti come questa sono in grado di prosperare anche senza cure. Per stimolare la crescita vegetativa e ottenere anzitempo belle fioriture un piccolo aiuto è però indispensabile.

Gli interventi di base consistono nella distribuzione autunnale di abbondante stallatico sfarinato o pellettato nell’area coperta dalla chioma, da inglobare al terreno con una leggera zappettatura.

Dalla primavera all’autunno, ogni circa 3 mesi, è bene spargere del fertilizzante granulare a lenta cessione per fruttiferi: l’ideale è che l’azoto e il potassio risultino bilanciati.

Evitiamo sempre le esagerate somministrazioni di azoto: causano una crescita disarmonica e spropositata, in particolare di polloni.


Potatura

La potatura non è indispensabile, anche se interventi mirati di formazione e mantenimento ci possono aiutare ad avere un esemplare più elegante e una massiccia produzione di corolle.

Il melograno è un arbusto vigoroso (specialmente durante i primi anni). Ogni anno crea nuovi getti e polloni dalla base che gli danno un aspetto un poco disarmonico.

Ricordiamoci che la fioritura (e la fruttificazione) avvengono all’estremità dei rami esterni. Quelli che invece crescono nella parte interna sono generalmente sterili.

Si consiglia, una volta partita la vegetazione, in primavera, di scegliere dai tre ai cinque rami principali, disposti ai lati, che diventeranno la struttura portante. Cerchiamo, se possibile, di piegarli verso l’esterno in maniera che, negli anni successivi, vengano creati numerosi rami secondari, dotati di molte gemme a fiore.

Una volta impostato l’esemplare in questa maniera si effettueranno solo accorciamenti di circa 1/3 della lunghezza. Il melograno, infatti, fiorisce sui rami vecchi e una potatura troppo drastica può comprometterne la bellezza anche per 3 annate.

A partire dal sesto anno si effettueranno tagli di svecchiamento eliminando, e facendo sostituire, progressivamente le branche principali.


Melograno da fiore - Punica granatum: Varietà

 CULTIVARFIORIFRUTTIALTRE CARATTERISTICHE
Varietà da fiore 'Pleniflora' o 'Flore Pleno' ou 'Rubra Plena' Fiori molto doppi, rosso acceso Frutti commestibili ma poco gustosi 
 Frutti viola Fiori semplici arancio acceso Frutti abbondanti viola-marrone 
 'Legrellei' Grandi fiori molto doppi, color arancio con strisce crema Frutti commestibili ma poco gustosi 
 ‘Scarlet Devil’ Fiore semplice rosso arancio acceso Frutti globosi giallo intenso Dimensioni contenute: fino a 120 cm
 ‘Screziata’ Fiori doppi bianchi e rossi   
 'Maxima Rubra' Enormi fiori doppi, rosso-arancio molto vivo Frutti commestibili ma poco gustosi 
 'Luteum Plenum' Fiori doppi giallo pallido/td>

 Fruttificazione molto rara Colore dei fiori molto originale
 ‘Alba Plena Fiore doppio bianco crema Fruttificazione rara Raro, colore dei fiori molto particolare. H 250 cm
Varietà nane 'Gracillissima’ Fiori semplici, rosso-arancio Piccoli frutti color porpora che permangono sulla pianta anche dopo la caduta delle foglie Alto al massimo 60 cm.

Adatto alla coltivazione in vaso o come bonsai

 'Chico' Fiori piccoli ma molto abbondanti, di rosso luminoso Rossi, simili a quelli delle piante da frutto Fino a 40 cm

Adatto a vasi, giardini rocciosi e bonsai.





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.


Tenere asciutto
concimazione
In genere in autunno si arricchisce il terreno con concime organico; se non l'abbiamo fatto pratichiamo una concimazione di questo tipo a fine inverno, in gennaio o febbraio.


Esigenze della piante a dicembre in un clima continentale.

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