Nel terzo secolo Teofrasto scriveva che il
ciclamino veniva usato per eccitare l’amore
e la sensualità.
Il nome
deriva dal greco kuklos che vuol dire cerchio e, proprio
per questo, alcuni studiosi, associando la forma del fiore
e il termine etimologico all’utero femminile, ritenevano
che la pianta fosse capace di facilitare il concepimento.
In passato si pensava che l’estratto di ciclamino fosse
un toccasana contro i morsi dei serpenti
più velenosi; di qui l’attribuzione al fiore di poteri
magici, la capacità di allontanare il maleficio e di influire
sulle vicende amorose. L’essenza del ciclamino è ritenuta
portafortuna. Nel linguaggio
dei fiori vuol dire diffidenza,
proprio perché nonostante la sua bellezza e i suoi presunti
poteri magici, le sue radici contengono una, seppur minima,
quantità di veleno.
Selezionare la fascia climatica per ottenere le informazioni riferite a questa pianta nel mese di
settembre.