akadama bonsai

vedi anche: bonsai

akadama bonsai

La coltivazione di bonsai nella cultura giapponese è un'arte tramandata da millenni di generazioni in generazioni.

Essa rappresenta la fusione ideale tra l'uomo, l'anima e la natura, secondo il Buddismo Zen.

I bonsai sono natura viva, nonostante le ridotte dimensioni, esprimono tutta l'energia presente in una pianta grande.

bonsai


Terriccio

In una piccola ciotola è ricreato un micro-mondo con rocce, muschio e nodose radici che affiorano dal terreno.

Per la vita dei bonsai, è di grande importanza il tipo di terriccio, che deve essere ben drenato, formando il giusto grado di umidità, oltre ai sali minerali necessari alla crescita ed al suo mantenimento.

Il substrato non deve solo garantire un ottimo drenaggio, ma assicurare anche una stabilità di temperatura, infatti, vivendo la pianta in poca terra, è più soggetta all'escursione termica ed il substrato in questo caso ha il compito di una protezione totale.

Per buon terriccio drenato s'intende che sia areato nel modo giusto, ossia libera circolazione dell'ossigeno ed una ritenuta d'acqua che sia in grado di soddisfare il fabbisogno della pianta tra un'innaffiatura e l'altra.

E' da tenere in considerazione che ogni terriccio, ha una sua percentuale di evaporazione e ogni bonsai ha diverse esigenze idriche.

Si richiedono diversi terreni a seconda della specie, una buona miscela è formata da:

- Terriccio organico,

- Akadama

- Ghiaia fine.

Il terriccio organico universale, è composto da sabbia, perlite e sfagno, presenta degli inconvenienti perché trattiene molta acqua, non area e non drena molto bene, ma va benissimo se usato cime componente di un composto.

La sabbia favorisce il giusto drenaggio, mentre la ghiaia fine è usata nell'ultimo strato per aumentare e migliorare il drenaggio.


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Cos'è l'Akadama

Il nome letterario di "AKADAMA", significa "terreno a palle rosse".

E' un tipo di argilla, si presenta in microgranuli a base di limo-argillosa con PH neutro, è di origine vulcanica, estratta alla profondità di tre metri, dal sottosuolo delle foreste di Cryptomerie in Giappone.

Una volta raccolta, segue il processo di essiccazione viene poi scaldata per liberarla dai parassiti o da organismi estranei ed infine viene polverizzata in diverse granulometrie, non perfettamente rotonde, cioè a grana grossa, media e fine.

La prima è utilizzata nei grossi vasi, per formare il primo strato che deve essere più drenante.

L' Akadama è ideale per il rinvaso di tutti i tipi di bonsai, in quanto è in grado di trattenere al meglio le sostanze nutrienti in seguito alla concimazione, rendendo al terreno un drenaggio eccellente.

Nel primo utilizzo, va mischiata con sabbia, argilla, materiale fresco originario della pinta oltre ad un concime a rilascio lento.


Le sue caratteristiche

- Fornisce il giusto apporto di aria, acqua e sostanze nutritive.

- E' in grado di trattenere l'acqua per soddisfare i bisogni della pianta, senza provocare asfissia o marciume alle radici.

- E' ricca di grandi quantità di minerali, grazie alle sue origini vulcaniche.

Unico inconveniente è che l' Akadama, è un materiale che si usura nel tempo, inizia a sfaldarsi riducendo in modo significativo l'aerazione, creando il bisogno di reintegrarla.

E' una terra argillosa, con una carica che acidifica nei primi tempi di posa l'acqua in modo rilevante, in seguito assorbendo i carbonati dell'acqua si satura, pur mantenendo il PH su valori neutri o leggermente acidi.

L' Akadama, inoltre, non contiene fertilizzanti.


Il suo uso

akadama L' Akadama reperibile in commercio, presenta una sola colorazione di un marroncino ambrato, essa viene venduta in sacchetti, e si presenta in tre qualità diverse, contrassegnate da una, due o tre bande rosse, che indicano la consistenza di granuli di terra.

Nella stessa confezione, la sostanza si presenta in sfere di diverso diametro oltre ad una quantità di pulviscolo.

Prima di utilizzarla è bene setacciarla, per dividere le misure dei grani e per liberarla dal pulviscolo, quindi sciacquarla sotto acqua corrente, per eliminare ogni impurità e porla ad asciugare all'aria aperta, così acquisterà più durezza e resterà a lungo più compatta.

Si ricaverà dapprima un terriccio grosso, ideale per il drenaggio del terreno ed il radicamento della pianta, poi uno medio da utilizzare come substrato.


Rinvaso ed innaffiature

Stendere uno strato di Akadama sul fondo del vaso, aiutandovi con un' asticella, per facilitare la discesa dei granuli, quindi interrare il bonsai col suo panetto originale, ricoprire le radici con altro terriccio.

L'utilizzo dell' Akadama, come unico terriccio, è usato solo per esemplari particolarmente preziosi, il suo costo infatti è alquanto elevato, proprio perchè la sua estrazione avviene solo in Giappone.

Le innaffiature saranno più frequenti quando l' Akadama dal colore scuro,assumerà quello giallognolo-rossastro.

E' reperibile presso i vivaisti o i negozi specializzati, senza dimenticarne quelli on line.

Anche se il prodotto viene comprato presso una ditta specializzata, è necessario che risponda a dei requisiti:

- Le miscele confezionate e selezionate siano idonee per i bonsai.

- Assicurarsi che siano prodotti sperimantati da aziende conosciute.

- Che siano state possibilmente sperimentati da bonsaisti ed esperti.

Il bonsai non è solo una pianta da ammirare in quando strana, ma è come una creatura che sta crescendo nelle nostre mani, grazie alle nostre cure, maggiore sarà il nostro impegno tanto grandi saranno le sensazioni che esso ci trasmetterà, come forza, maturità, ma soprattutto serenità e pace.




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