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Il burro di karité è l’olio denso e compatto estratto dal frutto di una pianta diffusa in natura nell’Africa centrale, chiamata Vitellaria paradoxa (esistono alcuni sinonimi). Si tratta di un albero di media grandezza, che in genere non supera i 10-12 metri di altezza, con un fusto corto e ampio e rami tozzi, all’apice dei quali si sviluppano lunghe foglie picciolate, ovali, disposte in ampi ciuffi, sempreverdi. Produce grandi fiori di colore giallo o verdastro, molto profumati, a cui seguono i frutti: grosse bacche, simili a datteri carnosi, dalla polpa dolce che sormonta un grosso seme oleoso. I semi di Vitellaria vengono utilizzati per produrre il burro di karité; siccome la gran parte del burro di karité utilizzato in Africa viene ottenuto da alberi selvatici, questa pianta viene indicata tra le specie che rischiano l’estinzione, in quanto tutti i semi fertili vengono utilizzati dall’uomo.
Una pianta del deserto
Questi grandi alberi crescono in pieno deserto, con condizioni climatiche limite, dove la siccità estiva può durate anche svariati mesi; sono quindi alberi ben adattatisi a queste condizioni; sviluppano infatti un apparato radicale molto ampio, che permette loro di cercare l’acqua in una zona molto grande e anche in profondità. Oltre a questo tutta la pianta, sia il fusto, sia i rami, è ricoperta da una spessa corteccia simile a sughero, rotta da ampie fessure; la corteccia funge da isolate, e permette alle piante di sopravvivere anche agli incendi che occasionalmente imperversano in alcune zone desertiche.
I benefici del burro di karité
Il burro di karité viene da decenni utilizzato in Europa, in particolare nell’industria dei cosmetici, in quanto dalle noci di Vitellaria si ottiene un olio vegetale emolliente, cicatrizzante e lenitivo, completamente privo di colore e di odore, che a temperature inferiori ai 25°C è solido e compatto.
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