Aneto - Anethum graveolens

L’Aneto

L’Anethum graveolens è una piana aromatica annuale, che da pochi anni sta avendo successo anche in Italia, dove un tempo non era neppure conosciuta; il nome latino è Anethum graveolens, e possiede proprietà erboristiche da non sottovalutare.

Si tratta di una pianta annuale, che in caso di inverni poco rigidi può comportarsi anche da biennale; viene comunque quasi sempre coltivata come annuale, in quanto il fogliame sottoposto al freddo invernale diviene di minore qualità ed è quindi meno apprezzato. Ha fusti sottili, abbastanza ramificati, che possono raggiungere i cinquanta centimetri circa di altezza; il fogliame ed i fusti sono di colore verde-azzurro, quasi grigiastro.

Le foglie sono pennate, costituite da sottili filamenti teneri e leggermente carnosi; i fiori sono riuniti in ombrelle composte, ovvero in una grande ombrella costituita da ombrelle più piccole, e sono di colore giallo acceso; ai fiori seguono piccoli semi, utilizzati in erboristeria ed in cucina, molto simili ai semi dell’anice o del finocchio; in effetti il nome comune dell’aneto in Italia è anche anice bastardo, o finocchio bastardo, visto che la pianta appartiene alle apiacee, come anche l’anice e il finocchio.

Le origini di questa pianta sono asiatiche, testimoniate anche dal fatto che questa erba è una tradizionale erba aromatica utilizzata nella cucina indiana, e mediterranee, infatti resti di aneto vennero trovati nelle antiche tombe egizie; oggi è diffusa come pianta selvatica anche in gran parte dell’Europa, in particolare nelle zone con clima abbastanza fresco, dall’Italia settentrionale fino alla Svezia.

Aneto

HONIC 13 Cumino - Carum carvi 150 s: Semi di Erbe Giardino mediterraneo 35 varietà aromatiche Spezie Piante

Prezzo: in offerta su Amazon a: 7,99€


L’aneto in erboristeria

Aneto  L’utilizzo dell’Anethum graveolens in erboristeria non è molto diffuso in Italia, almeno non quanto lo è nel resto dell’Europa; si utilizza per scopi simili a quelli per cui si utilizzano anice e finocchio, quindi in particolare per quanto riguarda problemi dovuti a nausea, cattiva digestione, flatulenza, meteorismo. A questo scopo si utilizzano sia le foglie fresche, da consumare durante il pasto per favorirne la digestione, si i semi, utilizzati in infusione, per preparare un te aromatico, molto simile per sapore al te di finocchio.

Come avviene per il te di finocchio, anche il te di semi di aneto viene utilizzato per favorire il sonno, soprattutto nei bambini, e per favorire la montata lattea nelle puerpere.

Questa pianta ha proprietà digestive, antisettiche, antispasmodiche, diuretiche.

Mostra una forte attività antibatterica, manifestata sia dalla pianta fresca, sia dai semi.
googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1778053373880-0'); });

  • aneto Nome: Anethus graveolens Famiglia: Ombrellifere Nomi comune: finocchio bastardo, finocchio fetido, finocchio rizu. Habitat: poco diffuso nelle nostre zone, lo si trova raramente al disotto...
  • aneto L'aneto è una pianta perenne, originaria del mediterraneo; produce piccoli arbusti alti 60-80 cm, con fogliame filiforme, di colore verde chiaro, molto aromatico; in primavera inoltrata produce ampie ...
  • aneto L’aneto è una pianta aromatica di origine asiatica e mediterranea, però non molto utilizzata nella cucina italiana; si tratta di una pianta le cui foglie e i cui semi vengono largamente impiegati nell...

GETSO Borragine - Borago officinalis - 300 Semi

Prezzo: in offerta su Amazon a: 9,99€


L’aneto in cucina

Aneto  Per qualche strano motivo, in Italia l’aneto non viene molto utilizzato in cucina, anzi, sembra che per alcuni il suo aroma sia particolarmente sgradevole; in effetti i fusti e le foglie, se spezzati, emanano un aroma molto intenso ed acre, e le foglie, se consumate hanno un sapore piccante ed aspro, che forse non è amato da tutti.

In altri paesi, e ultimamente per fortuna anche sempre più in Italia, l’Anethum graveolens viene molto utilizzato, sia in Asia, sia in Europa, in particolare per accompagnare il pesce o le verdure.

Parte del merito per la riscoperta dell’aneto in cucina in Italia è dovuta alla introduzione negli anni ’80 del consumo di salmone affumicato, il cui gusto dolciastro e la ricchezza di grasso ben si sposa con il sapore aspro e piccante di questa pianta; in effetti moltissimi italiani sono venuti a contatto con l’aneto per la prima volta nella loro vita fermandosi a pranzo in uno dei famosi centri per la vendita dei mobili svedesi, dove il salmone è parte fondamentale di quasi tutti i menù.

Questa erba aromatica si consuma fresca, possibilmente tagliata da poco, visto che i suoi aromi tendono a svanire rapidamente se la pianta viene fatta seccare; per avere aneto fresco per tutto l’arco dell’anno è consigliabile in autunno tagliarne una buona quantità, e porre le foglie sminuzzate in freezer, dove il profumo intenso si conserva abbastanza bene; ovviamente le foglie scongelate sono indicate solo per piatti caldi.

Il sapore di questa erba assai intenso e rinfrescante, viene quindi utilizzato per accompagnare piatti di pesce molto saporito e grasso, non è molto indicata in abbinamento a pesci dal sapore delicato, quali il branzino o l’halibut; si abbina perfettamente anche alle verdure, di cui accentua gli aromi, in particolare si sposa perfettamente con le patate, sia cotte al forno, sia preparare con panna acida e maionese per una bella insalata estiva.


Coltivare l’aneto

L’Anethum graveolens si coltiva come pianta annuale, il cui ciclo vegetativo si sviluppa da marzo-aprile, fino a settembre-ottobre; si semina direttamente a dimora, in un’aiola ben soleggiata e luminosa; predilige terreni freschi e ricchi, molto ben drenati, gli eccessi di acqua e l’acqua stagnante infatti possono portare alla morte delle piante.

Una volta germinate le piccole piante vanno un poco diradate, in quanto non amano svilupparsi eccessivamente assiepate; periodicamente è anche bene lavorare il terreno per rimuovere eventuali erbe infestati.

Le annaffiature si praticano solo quando il terreno è ben asciutto, piante che vivono in un terreno molto asciutto e soleggiato tendono ad avere un aroma più intenso, quindi se amiamo l’Anethum graveolens ma lo troviamo un’erba eccessivamente aromatica, possiamo cercare di limitarne il sapore forte annaffiando l’aiola dove lo coltiviamo con regolarità, ma sempre quando il terreno è ben asciutto, evitando di lasciare le piante in un terreno molto umido o inzuppato d’acqua.

In genere le concimazioni si effettuano prima della semina, al momento della preparazione dell’aiola, e non è necessario ripeterle in seguito.

Se desideriamo prolungare il periodo di raccolta delle foglie, e non siamo interessati ai semi , è consigliabile rimuovere le ombrelle floreali, prima che si sviluppino i fiori, per prolungare così il periodo vegetativo dell’intera pianta.