Mangia fumo Nolina - Beaucarnea recurvata - Beucarnea recurvata

Generalità

La Beaucarnea recurvata viene comunemente chiamata nolina, o pianta mangia fumo, in effetti il nome botanico ora più accreditato è beaucarnea recurvata, in quanto tutte le piante del genere nolina sono state ricondotte nel genere beaucarnea; si tratta di una pianta succulenta sempreverde, originaria del Messico, altre specie di beaucarnea sono diffuse in tuta l’America centrale. La succulenza di questa pianta si trova nel fusto semi legnoso, che assume la tipica forma a caudex: una sorta di bottiglia naturale, con la parte vicina al terreno ben gonfia e ricca di acqua. Il fusto negli esemplari diffusi in natura può raggiungere con gli anni anche 12-15 metri di altezza, restando scarsamente ramificato, all’apice di ogni ramo è presente un folto ciuffo di lunghe foglie a forma di nastro, sottili, che ricadono verso il basso, e spesso tendono anche ad arricciarsi leggermente.

In Italia viene coltivata quasi esclusivamente come pianta da appartamento, e siccome le noline sono piante a sviluppo molto lento, difficilmente vedremo in vaso esemplari di dimensioni superiori ai due metri di altezza; in natura le noline, in primavera, producono lunghe pannocchie di fiori color crema o bianchi, d diversa forma su diverse piante, in quanto la nolina è una pianta dioica, ovvero i fiori maschili ed i fiori femminili sbocciano su piante diverse.

Nolina


Come coltivare la nolina (beaucarnea recurvata)

Nolina  piante Queste piante sono di coltivazione abbastanza facile, anche perché tendono a sopportare condizioni non ideali, senza risentire di climi eccessivamente aridi o leggermente freddi, anche per mesi.

Le piante di Beaucarnea recurvata si coltivano in posizioni molto luminose, anche con qualche ora di sole al giorno, ma lontano da correnti d’aria fredda, e da fonti dirette di calore, quali caminetti, stufe, termosifoni, climatizzatori.

Gli esemplari di mangia fumo non amano gli eccessi di annaffiature, e durante l’inverno vengono annaffiate solo sporadicamente, mentre durante il resto dell’anno si annaffiano solo quando il terreno è abbastanza asciutto, ovvero ogni 2-3 giorni in agosto, ogni settimana o ogni dieci giorni in aprile. Da marzo a settembre si aggiunge all’acqua delle annaffiature del concime per piante succulente, povero in azoto e ricco in potassio e microelementi.

Sembra che in casa le noline abbiano una sviluppo migliore se durante l’inverno possono entrare in un periodo di riposo vegetativo; per fare questo è opportuno posizionare la pianta in una zona poco riscaldata della casa, con temperature non superiori ai 10_12°C, ma neppure inferiori agli otto °C; un posto perfetto potrebbe essere un vano scale, ma solo se le correnti d’aria provenienti dalla porta di casa non raggiungono direttamente la pianta.

Capita spesso che il fogliame delle nolina dissecchi, solo in punta o completamente; le zonature di seccume possono essere rimosse con una forbice, le foglie invece completamente secche possono venire rimosse direttamente dalla base del cespo.

Queste piante, nonostante provengano da zone con clima arido, sembrano gradire periodiche vaporizzazioni della chioma durante i periodi più asciutti dell’anno, e in particolare durante l’inverno; quindi da ottobre a febbraio, invece di annaffiare la pianta, ricordiamoci di vaporizzarne la chioma ogni settimana, con acqua demineralizzata.

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La scelta del vaso

Nolina in vaso Gli esemplari di mangia fumo si pongono a dimora in vasi abbastanza piccoli, in quanto sembrano non gradire la possibilità di allargarsi a piacere quado vengono coltivate in contenitore; non amano neppure i trapianti, ma producendo un apparato radicale abbastanza contenuto, in genere non è necessario rinvasare una beaucarnea spesso, è sufficiente spostare la pianta in una vaso leggermente più grande del precedente, ogni 3-4 anni; capita spesso di vedere noline in perfetta salute, coltivate in vasi di pochi millimetri più larghi rispetto alla base del caudex. Si utilizza un terreno molto ben drenato, completamente privo di ristagni idrici, per evitare che le radici vengano assalite da marciumi, che possono portare al disseccamento dell’intera pianta.

Un terriccio ideale è costituito da terriccio universale, ricco e corposo, alleggerito con poca sabbia o pietra pomice, per aumentarne la permeabilità.

Non è semplice scegliere il vaso per la nolina, in quanto è bene trovare un vaso non eccessivamente profondo, ma abbastanza capiente per poter superare in larghezza la base del fusto ingrossato; oltre a questo, poiché le noline tendono a svilupparsi più in altezza che in larghezza, è bene trovare un vaso abbastanza pesante, in modo che non si rovesci per il peso del ciuffo di foglie che si trova all’apice dei fusti.

In genere quindi si scelgono ampie ciotole in plastica, più maneggevoli dei vasi in cotto, ma sul fondo si pone uno strato di ciottoli, in modo da fornire al vaso il giusto peso per poter sopportare il peso della pianta senza rovesciarsi.


Parassiti e malattie

pianta mangia fumo Le noline sono piante succulente, e in quanto tali soffrono dei classici parassiti che attaccano tutte le piante succulente; la coltivazione in un clima molto secco ed asciutto, con scarse annaffiature e carenza di ventilazione, favorisce l’insediarsi sulle foglie della cocciniglia, che purtroppo si annida alla base del fogliame, dove il cespo è fitto e stretto, e dove è difficile debellare gli insetti utilizzando un apposito anticoccidico; per questo motivo, capita spesso che se la cocciniglia viene individuata troppo tardi, la cura migliore consista nella rimozione delle foglie che presentano gli insetti annidati alla base, con conseguente depauperamento del cespo di foglie. Spesso si è costretti anche a tagliare alla base l’intero ciuffo; la pianta mangia fumo, che si trova così priva di organi per la fotosintesi, tenderà a produrre rapidamente un nuovo grosso germoglio, da cui si svilupperà un nuovo cespo di lunghe foglie a forma di nastro; è però fondamentale, inca si come questo, evitare di ricreare le condizioni per lo sviluppo della cocciniglia, vaporizzando periodicamente la chioma della pianta con acqua demineralizzata, per aumentare l’umidità ambientale.

Altra malattia che spesso attacca la beaucarnea è il marciume radicale o del colletto; i marciumi delle radici si evitano annaffiando solo ed esclusivamente quando il terreno è ben asciutto, ed evitando di lasciare la pianta in condizioni eccessivamente fredde; è importante anche, dopo il rinvaso, evitare di annaffiare per almeno una decina di giorni, per fare in modo che le radici eventualmente danneggiate nel cambio di vaso siano facile preda di marciumi.

Per il marciume del colletto, in genere assale solo gli esemplari che vengono invasati con il fusto leggermente interrato: ricordiamo di posizionare la pianta nel terreno alla corretta profondità, con la parte del caudex dotata di radici interrata, e la parte priva di radici completamente al di fuori del terreno.


La pianta mangiafumo

La nolina, o beaucarnea, viene spesso chiamata pianta mangiafumo, questa sua caratteristica è una sorta di leggenda metropolitana, e purtroppo chi è abituato a fumare in casa non avrà miglioramenti nella qualità dell’aria che ha in casa, posizionando qua e là alcune noline.

Vero è che queste piante vivono senza problemi nelle zone caratterizzate da aria carica di fumi ed inquinanti, quindi se siamo abituati a fumare due pacchetti di sigarette al giorno, seduti sul divano a fianco della nostra bella nolina, possiamo continuare ad avvelenarci i polmoni, senza temere per la nostra pianta.

In effetti però, come avviene per la gran parte delle leggende metropolitane, anche in questa un poco di verità c’è: sembra che piante come la nolina, il filodendro, i ficus, le dieffenbachie, siano in grado di assorbire i gas nocivi presenti nell’aria, rilasciati da sigarette, tubi di scarico degli autoveicoli, vernici, smalti murali, mobili, tessuti.

Per questo motivo sembra che coltivare in casa queste piante mangia fumo, e soprattutto coltivarle negli uffici, dove abbiamo la presenza anche di toner, inchiostri e quant’altro, sia una cosa buona e giusta per la nostra salute, visto che queste piante rendono più salubre l’aria nelle abitazioni, assorbendo ed eliminando tutti i gas poco salutari in essa presenti.


Mangia fumo Nolina - Beaucarnea recurvata: Prezzo della pianta mangiafumo

pianta mangiafumo Le mangiafumo sono delle piante tendenzialmente care e costose ed il motivo è presto detto: hanno una crescita molto lenta e quindi per diventare di dimensioni interessanti hanno bisogno di tanti anni di coltivazione.

Nei vivai e nei garden center solitamente troviamo sia piante di beucarnea piccole che costano qualche decina di euro, sia piante mangia fumo più grandi che possono costare anche qualche centinaia di euro.

Se non consideriamo però il prezzo fine a se stesso ma lo rapportiamo invece alla bellezza della pianta mangia fumo ci rendiamo subito conto di quanto una pianta mangiafumo dia valore aggiunto al nostro appartamento.

La sua forma è unica ed è forse la pianta d'interno più bella e più signorile, ideale per uffici e sale d'attesa grazie al suo aspetto composto e statuario. La mangiafumo può essere paragonata in bellezza forse solo ad alcuni ficus benjamin, altra pianta di grande valore molto utilizzata per l'interno.





Esposizione
Pianta che necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare.

 
Sole pieno
Annaffiature
In questo periodo dell'anno cerchiamo di annaffiare abbastanza frequentemente, ma evitando di eccedere; ricordiamo di lasciare che il terreno rimanga abbastanza asciutto negli intervalli tra un'annaffiatura e l'altra; in genere è sufficiente intervenire 1-2 volte a settimana.


Tenere asciutto
concimazione
Concimiamo regolarmente ogni 8-10 giorni, con una dose dimezzata di concime per piante verdi; se preferiamo possiamo utilizzare un concime a lenta cessione, la cui azione dura per circa quattro mesi.


Esigenze della piante a giugno in un clima continentale.

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