Il Melograno
Albero di dimensioni modeste, coltivato da millenni nell'area mediterranea; in realtà si tratta di una pianta originaria del medio oriente e dell'asia meridionale, da dove le popolazioni arabe lo portarono fino in Grecia e a Roma. Il nome latino evoca il mondo cartaginese, in quanto i romani impararono a coltivare il melograno dalle popolazioni Puniche (ovvero cartaginesi) che vivevano nell'odierna Tunisia.
I melograni producono un fusto poco imponente, ricoperto da una corteccia che tende a sfaldarsi, di colore grigio bruno; le radici sono fittoni che tendono ad allargarsi sul terreno, producendo numerosi polloni vigoroso. Nelle varietà da frutto si tende a contenere il numero dei polloni, per allevare la pianta ad alberello, ed ottenere così frutti di dimensioni maggiori; le piante a singolo fusto sono abbastanza ramificate e presentano una bella chioma non eccessivamente ampia.
Le varietà da fiore vengono invece spesso coltivate lasciando sviluppare liberamente i polloni, e dando origine così ad un ampio arbusto allargato e dall'aspetto disordinato e denso.
In genere i melograni no superano i 5-6 metri di altezza.
Il fogliame è di dimensioni minute, ovale, talvolta quasi lineare, di colore giallo arancio appena spuntato, diviene verde chiaro con il passare delle settimane.
I melograni sono piante decidue, ed il fogliame viene prodotto in primavera inoltrata, quindi le piante rimangono spogli per molti mesi durante il periodo freddo dell'anno; in estate producono fiori molto vistosi, di colore arancio-rosso, con un calice carnoso e rigido che racchiude i petali; esistono varietà con fiori bianchi, rosati o striati, o di dimensioni molto grandi.
Ai fiori seguono delle grosse bacche, chiamate balauste, che contengono i piccoli semi, in numero molto elevato.
Coltivare il melograno
Nell'area mediterranea il melograno è una pianta da frutto che non da alcun tipo di problema dal punto di vista colturale; una volta indirizzata con le potature la pianta ad uno sviluppo arbustivo o ad alberello, otterremo un melograno vigoroso e sano, che ben sopporterà il caldo estivo, il freddo invernale, la siccità tipica dei mesi caldi.
Si pone a dimora in un terreno molto ben drenato, anche sassoso e povero, per favorire lo sviluppo dell'apparato radicale di un giovane esemplare, è consigliabile lavorare a fondo il terreno prima di porlo a dimora, aggiungendo eventualmente del terriccio fresco e poco concime naturale.
Scegliamo senza dubbio una posizione ben luminosa e soleggiata, in quando un melograno posto all'ombra produrrà pochi fiori e tenderà nel corso degli anni a deperire irreparabilmente.
I melograni sopportano temperature invernali vicine ai -10°C, anche se una piccola pianta da poco a dimora potrebbe necessitare della protezione di un telo di agritessuto in caso di gelate molto intense.
Queste piante sopportano benissimo la siccità, e temono i ristagni idrici; se abbiamo da poco posto a dimora il nostro melograno annaffiamolo sporadicamente, evitando di annaffiare se il terreno è ancora umido, o se le precipitazioni sono abbondanti.
Le piante a dimora da tempo tendono a non necessitare di alcuna cura, salvo una leggera potatura a fine inverno per rimuovere eventuali ramificazioni rovinate dalle intemperie; nelle piante coltivate per i frutti può capitare di dover asportare gran parte di questi ultimi, lasciandone solo alcuni, per ottenere bacche più grandi.
I frutti del melograno
Le melegrane, o melegranate, sono frutti molto particolari, diversi da qualsiasi altro frutto che si possa trovare in tavola; sono bacche,, chiamate in gergo botanico balauste.
In pratica si tratta di una buccia coriacea e molto amara ed astringente completamente piena di piccoli semi; ogni seme è racchiuso in una polpa color rubino, più o meno dolce a seconda della varietà di melograno che abbiamo posto a dimora.
I semi sono raggruppati da sottili membrane color giallo o bianco sporco, anch'esse amare ed astringenti quanto la buccia.
In linea di massima le varietà da fiore producono frutti di scarsa qualità, mentre le varietà da frutto producono frutti molto grandi e dolci e fiori non particolari.
La particolare forma della melagrana la rende di difficile utilizzo industriale, in fatti è un frutto che si consuma in modo macchinoso: per poter mangiare la buccia, che è strettamente coesa ai semi, è necessario spaccare la buccia dura ed elastica, estrarre i piccoli semi allontanando ogni pezzo di sottile membrana che li racchiude, quindi assaporarne la buccia succhiando i semi e poi sputandoli.
La presenza di una buccia e di sottili membrane contenenti un'alta percentuale di tannini, e quindi amare ed astringenti, rende difficile anche la spremitura di questi frutti, per ottenerne il succo.
Industrialmente si procede rompendo in più pezzi i frutti e buttandoli in acqua, sfruttando il fatto che i semi affondano e le bucce galleggiano.
Nonostante questi accorgimenti la melagrana viene utilizzata poco dall'industria conserviera, e viene generalmente per lo più consumata fresca e cruda.
I mille pregi della melagrana
Chiunque abbia avuto la fortuna di assaggiare una melagrana, maturata su un melograno a frutti dolci, sa che il sapore della polpa è intenso ed aromatico; oltre a questo la polpa della melagrana è ricca di vitamina C.
Con tanta pazienza e cura è possibile spremere la polpa ed ottenere il succo di melagrana, utilizzato per bevande rinfrescanti e per conserve e composte, sia utilizzate come marmellate, si utilizzate per accompagnare piatti salati, come i formaggi stagionati.
In erboristeria si utilizza la scorza delle balauste, ricca di tannini, e la buccia delle radici, con cui si preparano decotti per uso per lo più esterno, in caso di irritazioni, e come prodotti astringenti.
Il melograno in vaso
Il melograno può essere coltivato anche in vaso, in particolare le varietà nane, che ben si prestano, viste le dimensioni contenute: un melograno nano in genere non supera il metro di altezza, o poco più.
Gli esemplari coltivati in vaso condividono con i cugini posti in piena terra la rusticità e la resistenza al freddo ed al caldo.
Amano le posizioni soleggiate e non temono il vento secco o freddo.
Sicuramente una pianta in vaso necessita di qualche cura in più; se il terreno rimane secco e arido a lungo il nostro piccolo melograno non avrà la possibilità di allargare le radici in cerca di acqua, quindi ricordiamo di annaffiare sporadicamente il melograno in vaso, soprattutto nei periodi di intensa e prolungata siccità.
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