Afide

Generalità

Detti anche pidocchi delle piante, questi insetti appartengono alla famiglia dei rincoti, e ne esistono di circa una ventina di specie, spesso distinguibili per il colore; il piccolo corpo, lungo 1-3 millimetri, è ovale, con corte zampe, esistono sia forme alate, che si possono spostare per decine di chilometri, sia forme senza ali. Hanno un apparato boccale pungente-succhiatore, attraverso il quale perforano la superficie di foglie, piccoli rami e germogli, per succhiare la linfa delle piante. In genere si sviluppano su gran parte delle piante coltivate, dalle orticole, alle piante ornamentali; molto diffusi sono gli afidi delle rose e gli afidi del tabacco.

Gli afidi in genere si annidano nelle parti più tenere delle piante, ma esistono specie che preferiscono la pagina inferiore delle foglie ed anche fusti semilegnosi. Il danno causato alle piante è spesso ingente, poichè le colonie di afidi contano numerosissimi esemplari; in genere si hanno due o tre generazioni all'anno, prodotte da femmine non fecondate, per partenogenesi, che danno origine ad esemplari femminili; prima dell'inverno si ha una generazione di maschi, che si accoppiano con le femmine, le quali produrranno uova adatte a trascorrere l'intero inverno rintanate in luoghi riparati.

Mentre succhiano la linfa questi insetti emettono un liquido zuccherino, detto melata, che cade su foglie e fusti, divenendo terreno di coltura di numerosi funghi, soprattutto di funghi di colore scuro detti fumaggini, che deturpano l'estetica delle piante, oltre a causare danni funzionali. La melata attira anche altri insetti, come api e formiche; con queste ultime spesso gli afidi vivono in una sorta di simbiosi, per cui le formiche proteggono gli afidi e li spostano su altre piante, utilizzando in cambio la melata, come se li "allevassero".

Oltre a questi danni spesso gli afidi inoculano nelle piante, attraverso la saliva, virus di vario tipo, taluni dei quali possono causare danni molto gravi.

Le infestazioni da afidi si combattono con insetticidi specifici o ad ampio spettro, generalmente si interviene quando l'infestazione è già manifesta; i principi attivi più utilizzati sono: Imidacloprid, Pirimicarb, Quinalphos, Fenitrothion, Malathion, Triclorfon, Diflubenzuron, Endosulfan.

In agricoltura biologica si combattono molto efficacemente gli afidi introducendone i predatori naturali : coccinelle, soprattutto quelle della specie Adalia bipunctata, che si cibano di afidi adulti, o piccole vespe, della specie Chrysoperla carnea; questi imenotteri depongono le uova nelle larve e negli adulti di afide, di cui si cibano.

Le specie più facilmente riscontrabili di afide sono: Myzus persicae, afide verde del pesco e del tabacco; Toxoptera aurantii, afide nero dell'arancio; Brachycolus heraclei, afide del sedano; Aphis fabae, afide dei piselli; Macrosiphum rosae, afidi delle rose; Cinara cedri e Cedrobium laportei , riscontrabili sulle conifere del genere cedrus; Cinara cupressi, presente su varie specie di cipressi.

afide


Afidi

Afidi Gli afidi sono una grande famiglia di insetti patogeni delle piante. Ne esistono circa 4000 specie classificati in 10 famiglie. Di questi circa 250 specie sono considerate dannose per le coltivazioni agricole e forestali. Sono lunghi da 1 a 10 mm.

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Sintomi e danni

Si nutrono della linfa delle piante pungendo col rostro le fini nervature delle foglie o nei pressi dei bottoni fiorali). Le punture e l’asportazione della linfa comportano deformazioni fogliari e alla lunga rendono più debole la pianta, oltre a trasmettere virosi. Producono oltre a ciò una secrezione zuccherina, la melata, che si deposita sulle foglie e sui rami favorendo lo sviluppo della fumaggine (una crittogama di color nero).


Biologia

Biologia afidi A seconda delle piante colonizzate il colore può andare dal verde, al marrone, al nero fino anche al rosso.

Passano l’inverno allo stato di uovo, ma se è piuttosto mite possono sopravvivere anche gli adulti. La loro presenza si fa massiccia in primavera e in estate. Infatti le femmine senza ali, visibili sul retro delle foglie, sono capaci di riprodursi molto velocemente per partenogenesi. In autunno appaiono però anche dei soggetti muniti di ali. In questo momento ha luogo la riproduzione sessuata per produrre le uova capaci di svernare. Capita però che delle forme alate siano presenti anche precedentemente, in estate: permettono la disseminazione della colonia nel momento in cui la prima pianta cominci ad essere troppo infestata e incapace di sostenere tutti i soggetti. Un importante obiettivo per prevenire la diffusione dell’infestazione è proprio evitare che queste forme alate si spostino da una pianta all’altra.


Simbiosi tra afidi e formiche

Come è noto tra gli afidi e le formiche vi è un rapporto simbiotico quasi unico in natura. Si potrebbe dire che le formiche letteralmente allevino gli afidi proteggendo le uova durante l’inverno e a primavera trasportandole direttamente sui rami. Questo con il preciso scopo di nutrirle e far loro produrre la melata, sostanza zuccherina di cui sono molto ghiotte.

Bisogna perciò sempre prestare la massima attenzione quando si vedono molte formiche attorno ad una pianta, che sia da frutto o ornamentale. Quasi sicuramente è il campanello di allarme di un’infestazione in fase di avvio o, purtroppo, già avanzata.


Metodi di lotta naturali

lotta agli afidiSe l’infestazione è di lieve entità si può provare ad intervenire eliminando manualmente gli insetti o riversando su di loro un forte getto di acqua. Si possono provare anche infusi a base di tabacco (questi però sono molto dannosi anche per gli insetti utili!), peperoncino, aglio e macerato di ortica.

Possiamo anche ricorrere, se il problema è più importante, a prodotti a base di piretrine. Ricordiamoci sempre di distribuirli lontano dal momento della fioritura perchè danneggiano i fitofagi, ma anche le api. Vanno vaporizzati, dopo averli diluiti in acqua non calcarea o comunque leggermente acidificata, sul retro delle foglie e sui boccioli possibilmente la sera. In questa maniera saranno efficaci più a lungo: Il principio attivo, infatti, è molto sensibile alla luce e se viene distribuito durante le ore centrali della giornata degrada rapidamente agendo limitatamente. Volendo si può anche far ricorso a nuovi preparati che contengono tossine di origine naturale, come i prodotti a base di Spinosad.

Chiaramente è sempre un bene incentivare la presenza di predatori naturali come le coccinelle e le forbicine. La melata può essere rimossa utilizzando poco sapone di Marsiglia sciolto in acqua o utilizzando appositi saponi per piante.


Insetticidi di sintesi

Se si hanno molte piante, sono di grandi dimensioni o se l’infestazione è grave si può far ricorso ad insetticidi di sintesi. Generalmente sono più efficaci perché più persistenti e alle volte hanno un’azione citotropica o anche sistemica, cioè penetrano, chi più chi meno, nella pianta proteggendola per più tempo.

I prodotti di sintesi più utilizzati sono i piretroidi (ad esempio deltametrina, cipermetrina, permetrina), e leggermente più efficaci e persistenti delle piretrine naturali. Agiscono prevalentemente per contatto e ingestione e quindi vanno spruzzati direttamente sugli animali o sulle parti del vegetale che verranno mangiate.

Si può far ricorso, nel caso viviamo in zone particolarmente infestate, anche ad insetticidi sistemici. Vanno utilizzati però con molta parsimonia, perché dannosissimi per gli insetti utili. È importante, se si sceglie di utilizzarli, distribuirli a scopo preventivo almeno un mese prima dell’inizio della fioritura in maniera che non vengano mai direttamente a contatto con gli impollinatori. Possono essere distribuiti sia mediante vaporizzazione (sulle piante in piena terra), sia tramite irrigazione (o spargendo le formulazioni in granuli) per le piante in vaso.

Si raccomanda, nel caso di trattamenti su piante da orto o da frutto, di leggere attentamente le istruzioni dei produttori sulle dosi consigliate e soprattutto di rispettare scrupolosamente i tempi di carenza.


Afide: Afidi neri

afide del fagiolo Gli afidi, come abbiamo visto, possono essere di diverse specie e colore. Gli afidi neri sono una tipologia di afidi che crea dei problemi in diverse piante e sono numerose le specie di afide nero da conoscere per chi pratica giardinaggio e orticoltura.

L'afide nero del ciliegio è uno degli afidi di questa tipologia da conoscere assolutamente. Il suo nome latino è Myzus cerasi e colpisce le foglie e gli apici delle piante di ciliegio. Come tutti gli altri afidi, anche l'afide nero del ciliegio attacca le piante succhiandone la linfa e causando un deperimento della pianta e soprattutto delle zone colpite, con un conseguente accartocciamento di gemme e foglie. Anche questi afidi producono la melata e quindi possono causare oltre al deperimento, anche uno sviluppo di fumaggini sulle foglie.

Un altro afide nero che fa spesso dei danni nell'orto e l'afide nero dei legumi. Questo afide, come del resto tutti i suoi insetti simili, si presenta in annata umide ed infesta in maniera rapida e devastante le piante di legumi come faioli, fagiolini e fave. Talvolta la riproduzione di questo afide nero può essere così intensa da non riuscire ad itnervenire anche perchè delle volte è più il costo dell'intervento che l'effettivo danno per la mancata raccolta.


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