cactus piante grasse

vedi anche: Piante Grasse

cactus piante grasse

Questa molteplicitá di vegetali comprende almeno una cinquantina di famiglie che raggruppano qualche centinaia di specie. E pur se in generale é vero che le piante grasse sono originarie di zone desertiche, bisogna ricordare che molte di esse crescono nei territori con i climi piú disparati. Ne sono ricchissime addirittura le foreste tropicali, dove la siccitá é una condizione pressoché sconosciuta. Sarebbe quindi piú corretto sostenere che questi vegetali hanno una grandissima capacitá di adattamento e - nonostante la loro origine sia occidentale centro-sudamericana e sudafricana - , si sono ormai ambientate in qualunque parte del mondo.

É comunque grazie alla loro particolare conformazione se le piante grasse riescono a sopravvivere alle condizioni climatiche piú avverse.

Esse, dall'esterno, tramite il particolare apparato radicale di cui sono dotate, riescono a immagazzinare l'acqua di cui necessitano: dall'acqua piovana alla rugiada notturna. A seconda poi delle speci di piante grasse, l'acqua viene trattenuta diversamente: se si tratta di "succulente" - tra queste la Kalanchoe, la Crassula, l'Echeveria e il Sedum - saranno le foglie carnose a immagazinarla; nel caso delle "cactacee" invece - Ad esempio il Cactus, la Mammillaria, la Grusonia e il Cereus - , quelle con le spine al posto delle foglie, l'acqua sará conservata nei grandi fusti.

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LE PIANTE GRASSE IN CASA

Proprio perché le piante grasse hanno una grande capacitá di adattamento, é assolutamente possibile coltivarle in appartamento. Ma il fatto che siano speci che non necessitano di particolari attenzioni, non vuol dire che non si debba prestare loro almeno le cure essenziali. Intanto le piante grasse vanno collocate in aree della casa molto illuminate, magari su un davanzale, vicino ad una finestra. E anche in questo caso é bene avere un occhio di riguardo: dopo vari mesi, quelli invernali in particolare, in cui le piante si abituano a poche ore di luce al giorno, con l'arrivo della primavera é necessario fare attenzione che i raggi del sole piú forti non le brucino, danneggiandole definitivamente. É consigliabile quindi riabituarle gradatamente , riparandole sempre con una tenda ed evitando cosí la luce diretta nelle ore piú calde.

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COME ANNAFFIARLE

cactusAnche se le piante grasse hanno tra le loro caratteristiche, la straordinaria capacitá di immagazzinare a lungo l'acqua, non significa che non vadano bagnate. É vero che le innaffiature eccessive possono essere causa di marciumi ma allo stesso modo, se le si bagnerá troppo raramente, si provocherá un essiccamento della terra dannoso per la pianta. Se durante i mesi invernali - tra ottobre e marzo - l'innaffiatura potrá essere anche sospesa del tutto per essere ripresa ad aprile, in estate é necessario bagnare le piante ogni volta che il terriccio nel vaso risulta essere totalmente asciutto. In genere é consigliata un'innaffiatura a settimana ed é bene bagnare la pianta per immersione, cioé ponendo il vaso direttamente in una vaschetta d'acqua fino a quando la terra non sará bagnata. Non bisogna disdegnare nemmeno l'utilizzo del concime liquido apposito. Le succulente in particolare sono soggette ai marciumi e innaffiandole dall'alto é facile provocare un dannosissimo ristagno d'acqua vicino al colletto. Tra le malattie, quella che si verifica piú facilmente é la putredine, che a causa di un eccessivo apporto d'acqua, trasforma la pianta in un ammasso maleodorante e molle. É possibile tentare di salvare la pianta, tagliando la parte ormai marcia fino alla zona sana. Attenzione peró che spesso anche le radici vengono colpite dalla putredine. Anche in questo caso é consigliabile reciderle per tutta la loro parte guasta e poi lasciarle al sole ad essiccare. Una volta asciutte sará possibile ripiantarle nella terra.


QUALCHE CURIOSITÁ

cactus Le piante grasse si sono sempre rivelate utili all’uomo. Per individuare una direzione ad esempio. Nei deserti o nelle zone piú aride, la presenza dei Cactus indica il Sud e in questi luoghi cosí ostili e difficili é inutile dire quanto avere un po'di senso dell'orientamento fosse indispensabile: la pianta inoltre si inclina verso il sole e in particolare verso la direzione in cui questo lo disidrata.

Ma dalle piante grasse le popolazioni indigene - inca, aztechi e precolombiani- ricavavano del sostentamento. La polpa, le gemme e i frutti erano commestibili mentre con le spine creavano ami da pesca e con le loro fibre ottenevano tessuti. Dal peyote, una particolare specie di cactus che cresce a nord del Messico, si ricavava una sostanza dagli incredibili effetti allucinogeni - utilizzata per compiere particolari riti astrali, ma non solo. La sua polpa veniva impiegata anche come efficace anti reumatico e analgesico. Ancora oggi dall'agave - dalla cottura e dalla fermentazione della sua polpa - si ottiene il celebre liquore messicano, la tequila.



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