Bosso in vaso

Alberi

Bosso - Buxus sempervirens

Il bosso è un arbusto utilizzato molto spesso come pianta ornamentale in giardino per la facilità con la quale può essere modellata attraverso potature di formazione

di Redazione

27 aprile 2018

Bosso

La pianta conosciuta come Bosso Comune è un albero e l’esponente più conosciuto della famiglia delle Buxaceae. Questa contiene 4/5 generi (a seconda delle classificazioni) con circa 60 specie di alberi sempreverdi, arbusti e qualche pianta erbacea. Il bosso è per tutti gli appassionati di giardinaggio quella pianta sempreverde utilizzata per la realizzazione di siepi oppure come pianta da vaso. Una delle caratteristiche per le quali il bosso viene più apprezzato, oltre alle sue foglie sempreverdi, è la compattezza e la capacità di tenere la forma tipiche di questa pianta. Il bosso, conosciuto anche con il nome latino di buxus sempervirens, si presta infatti benissimo a potature geometriche a forma di palla, spirale, piramide o altro e per questo motivo viene utilizzata moltissimo come pianta da vaso ornamentale.

Caratteristiche generali

Arbusto o piccolo albero sempreverde, originario dell'Europa, del Giappone e dell'altopiano himalayano a crescita lenta, molto longevo; è molto utilizzato come pianta singola o come pianta da siepe, molto apprezzate le varietà nane, che costituiscono cuscini tondeggianti molto decorativi. Presenta corteccia scura e rugosa, tendente al bruno-grigiastro sul legno maturo, più chiara sul legno giovane; la chioma è solitamente molto frondosa e compatta con foglie piccole, ovate, coriacee, che emanano un forte aroma se strofinate; sopporta senza problemi potature anche drastiche, è infatti molto usato anche nell'arte topiaria. In primavera produce grappoli di fiorellini giallastri, insignificanti ma molto profumati; in estate frutti tondeggianti, costituiti da capsule legnose contenenti piccoli semi. Le foglie di alcune varietà cambiano colore in inverno, tendendo a diventare giallo-verdastre. Origine: è una pianta originaria dell’Europa, dell’Africa del Nord e dell’Asia occidentale. Ambiente: si adatta alle zone aride e rocciose. Cresce spontaneamente sulle Alpi e sugli Appennini. Predilige i suoli alcalini. Rusticità: È rustico e vive bene in quasi tutto il nostro paese. Può avere qualche problema solo in alta montagna visto che sopporta bene il freddo fino a -17°C (zona 7). Descrizione: ha foglie persistenti, opposite, da ovate a oblunghe, lunghe fino a 2,5 cm e larghe 1 cm, incise sull’apice. Il colore è verde scuro e lucido nella parte superiore, più pallido in quella inferiore. I rami sono quadrangolari. La corteccia è grigia e liscia e si spacca in piccoli quadrati con l’età. Ha fiori piccoli e verdi: i maschili hanno molte antene gialle, quelli femminili, invece, hanno tre stigmi. Fiorisce nell’ascella delle foglie, all’inizio della primavera (marzo-aprile). Produce frutti a capsula, legnosi e verdi, lunghi fino a quasi un centimetro. Si aprono in autunno per liberare i semi. Viene considerato da alcuni un grande arbusto, da altri un piccolo albero. Ha un legno molto resistente. Durata in vita: è una pianta molto longeva. Può vivere fino a 600 anni. Dimensioni: può raggiungere i 6 metri di altezza e, se lasciato crescere liberamente, assume una forma a cono largo. Ha una crescita molto lenta il che lo rende ideale come pianta da siepe o per l’arte topiaria.

Coltivazione

L’esposizione ideale per il bosso è sole-mezz’ombra. Se viviamo in una zona particolarmente calda è meglio optare per la mezz’ombra. Il buxus sempervirens cresce bene in qualsiasi luogo, preferendo in particolar modo le posizioni soleggiate o semi ombreggiate, anche se non presenta particolari problemi di sviluppo neanche quando viene coltivato completamente all'ombra. Non teme il freddo e sopporta anche temperature molto inferiori allo 0°. Non ha particolari esigenze neanche per quanto riguarda il terreno, preferendo comunque i suoli gessosi, ben drenati. Il bosso non necessita di annaffiature particolarmente abbondanti, anche se in periodi dell'anno particolarmente siccitosi può occasionalmente aver bisogno di acqua; solitamente è sufficiente anche l'acqua fornita dalle piogge. E' consigliabile interrare ai piedi della pianta una piccola quantità di concime organico, in autunno e a fine inverno, per garantire un buono sviluppo della pianta.

Messa a dimora e cure

Il bosso è un arbusto che richiede davvero poche cure. Non necessita assolutamente interventi assidui ed è in linea generale una pianta molto resistente. La messa a dimora raramente crea dei problemi, anche quando si tratta di grandi piante. Questo perché il bosso tende a creare una rete molto fitta di radici e quindi aumentare molto la superficie di assorbimento riducendo i tempi di ripresa. Di solito i soggetti di notevoli dimensioni vengono messi a dimora con il pane di terra. Quelli piccoli, invece, vengono abitualmente venduti a radice nuda. Si consiglia di procedere in autunno in maniera che la pianta abbia tutto l’inverno per creare nuove radici. È sufficiente scavare una buca grande il doppio del pane di terra. Se il terreno è particolarmente argilloso e pesante può essere una buona idea creare uno strato drenante con della ghiaia. Dopo questo si interverrà creando uno strato con la concimazione di fondo (a base di stallatico o cornunghia) e poi, dopo averlo coperto con un po’ di terra, possiamo mettere a dimora la pianta. Infine copriamo con il terriccio rimasto e pressiamo bene. Se vogliamo ottenere delle bordure in breve tempo (magari tenendo molto basse le piante) è bene impiantarle a 20 cm una dall’altra. Se vogliamo invece creare una siepe alta la distanza ideale tra i soggetti è 60 cm.

Moltiplicazione

può avvenire per seme, da utilizzare appena i frutti seccano, all'inizio dell'autunno, da seminare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali; essendo il bosso una pianta a crescita molto lenta difficilmente si semina, più spesso per propagarla si prelevano talee o margotte in primavera, che vanno tenute in vaso anche per 2-3 anni prima di essere poste a dimora. Con questa pianta bisogna prestare la massima attenzione in presenza di bambini e animali. Infatti è velenosa in tutte le sue parti. Può provocare vomito, problemi all’apparato digestivo e dermatiti.

Parassiti e malattie

Occasionalmente il buxus sempervirens viene colpito dagli afidi e dalla cocciniglia; più spesso le foglie vengono rovinate dal un insetto chiamato cecidomia, che deposita le uova sulle foglie giovani, una volata nata la larva si ciberà delle foglie, spesso causando ampi danni alle piante del bosso. Il bosso è di solito molto resistente, ma può essere attaccato da alcuni insetti. Purtroppo negli ultimi anni si è molto diffuso un parassita praticamente sconosciuto fino a poco tempo fa. Si tratta della piralide del bosso (Cydalima perspectalis). È stata introdotta accidentalmente nel 2006 dalla Cina e si sta diffondendo in tutta l’Italia a partire dalle regioni Nord-Occidentali. Le larve di questo insetto si nutrono delle foglie, della corteccia e dei rametti della pianta. In brevissimo tempo possono essere causa di un vasto disseccamento: le foglie e i rami, prima verdi, virano al giallo grigiastro. Questo è di notevole danno all’estetica generale delle siepi. Essendo inoltre piante dalla crescita lenta diventa difficile in breve tempo recuperare il danno. Bisogna quindi monitorare molto attentamente le piante e intervenire ai primi accenni di affezione con insetticidi da contatto adatti ai lepidotteri (piretroidi). Se si nota la presenza dell’insetto al solo stadio larvale è possibile intervenire anche con prodotti a minor impatto ambientale come quelli a base di bacillus thuringiensis. Se è in una zona troppo ombrosa (o è troppo compatto) può essere vittima della cocciniglia. In quel caso è bene intervenire con un insetticida sistemico e poi utilizzare un olio minerale per completare l’intervento.

Irrigazione e concimazione

I bossi sono piante che amano un suolo piuttosto secco e pietroso. A parte il periodo della messa a dimora (specie se le piogge fossero carenti), non è necessario intervenire (se proprio si vuole, in mancanza di precipitazioni possiamo irrigare una volta al mese). Questa pianta non sopporta di avere le radici troppo umide e potremmo andare incontro a marciumi radicali. Se viviamo in una regione particolarmente arida e calda (come il Sud Italia), possiamo attivarci pacciamando bene il suolo con della paglia, delle foglie, della corteccia e degli aghi di pino. Questo proteggerà le molte radici superficiali dall’eccessiva arsura. Per la concimazione di supporto è bene intervenire in autunno spargendo al piede dello stallatico ben maturo. In primavera si può aggiungere del concime granulare a lenta cessione ad alto tenore di azoto, per stimolarne la crescita vegetativa.

Freddo

Come abbiamo già accennato il bosso è pianta resistentissima (almeno in tutta l’Europa Continentale). Se l’inverno però è stato particolarmente rigido (al di sotto dei -20°C), può capitare che alcune foglie risultino “bruciate”: non preoccupiamoci perché con l’arrivo della primavera verranno prontamente sostituite (specie se aiutiamo con una leggera potatura) e non vi sarà alcun danno né estetico né funzionale. A tal proposito bisogna stare piuttosto attenti perché un danno simile può essere causato dall’uso di diserbanti. In quel caso, però, la pianta fatica maggiormente a riprendersi. Prestiamo quindi la massima attenzione durante il loro utilizzo.

Potatura del bosso

Il bosso sopporta molto bene le potature e per questo è una delle piante più usate per la creazione di siepi, barriere o per l’arte topiaria. La potatura è uno dei pochi interventi che richiede, anche se non è assidua come su altre piante proprio perché ha una crescita molto lenta. Di solito si interviene due volte all’anno cioè in primavera e ad inizio autunno (ma non sempre è necessario). Se i cespugli sono particolarmente vecchi e sono state trascurati è possibile intervenire durante il mese di maggio con una potatura severa che abbia lo scopo di ringiovanire l’insieme. Nei primi anni può rendersi necessario qualche intervento più assiduo per favorire una buona ramificazione e riempimento degli spazi. Teniamo presente che la cultivar classica in media cresce dai 5 ai 7 cm all’anno quando è giovane e in seguito circa 10 cm. Se abbiamo pochi esemplari possiamo tranquillamente intervenire con delle forbici da siepe (per rifinire con delle cesoie). Se abbiamo lunghe siepi è meglio munirsi di tagliasiepi elettrico. Questo consente un lavoro più veloce e preciso.

Il bosso in vaso

Il bosso è anche un’ottima e molto decorativa pianta da vaso, molto resistente. Ciò che proprio non sopporta è l’umidità alle radici. È quindi bene scegliere un vaso con ampi fori di scolo, magari in terracotta (visto che permette la traspirazione). Bisogna creare sul fondo uno strato drenante spesso fatto di argilla, ghiaia o cocci. Al di sopra mettiamo del concime organico. Nel frattempo poniamo per due ore le radici della pianta in un composto di acqua e terriccio (specie se l’abbiamo acquistata a radice nuda). È un ottimo metodo per reidratarla e prepararla alla messa a dimora. Infine inseriamola nel contenitore e copriamo con del terriccio leggero e drenante. Per la coltura in vaso l’ideale è scegliere una varietà nana che mantenga maggiormente la forma e non costringa a ricorrere spessissimo alle forbici. L’esposizione ideale è sole-mezz’ombra (meglio quest’ultima se viviamo al Sud). Nei primi tempi necessiterà di irrigazioni abbastanza frequenti. Una volta assestato però interveniamo solo quando il terreno sarà asciutto anche in profondità. Il rinvaso va effettuato in media ogni 5 anni.

Riproduzione

Il bosso può essere riprodotto in molti modi. Essendo una pianta a crescita lenta dovremo comunque attendere molto prima di poter vantare una siepe totalmente autoprodotta. Il metodo più utilizzato è la talea. Si prelevano rami semilegnosi in primavera. Si mettono a radicare in un composto di sabbia grossolana eventualmente addizionata con perlite e mantenuto sempre umido. L’ideale è porre i rametti in una cassetta forata e distanziarli circa 3 cm l’uno dall’atro tenendola all’ombra. Prima dell’inverno potremo scartare i rametti che non hanno attecchito e trasferire in vasetti gli altri. Per la semina si può procedere in autunno prelevando i semi da una capsula. Possono essere messi sia in vaso sia direttamente a dimora e lasciati all’esterno in maniera da subire la vernalizzazione. In primavera vedremo spuntare le piantine.

Specie e varietà interessanti

Di solito in coltivazione si trova solo il bosso comune. Negli anni sono state selezionate molte varietà per incrementare le possibilità di scelta degli appassionati: - Varietà variegate e con colori particolari: “Argentea””Argenteovariegata” “Elegantissima”, Aureovariegata”, “Latifolia Maculata”, “Blauer Heinz” con foglie tendenti al blu glauco. - Di dimensioni compatte: “Handsworthensis””Herrenhausen””suffruticosa”. - “rotundifolia”: con foglie più grosse e più vigoroso degli altri, “pyramidalis”, di forma conica, il più adatto per la topiaria, Latifolia Pendula con foglie pendenti.

Bosso artificiale

A tutti gli amanti del bosso sarà sicuramente capitato di vedere nei vasi e nelle fioriere di qualche bar o dei ristoranti, un bosso artificiale. Questi bossi artificiali non sono sicuramente il massimo da vedere per chi ama le piante ed i fiori ma sono molto comodi per coloro che non vogliono dedicare troppo tempo alla cura ed alla coltivazione delle piante. Essendo delle piante artificiali infatti non hanno bisogno di cure e quindi di annaffiature, di rinvasi e di potatura. Molto spesso poi si trovano in commercio piante talmente belle da vedere e talmente verosimili che la gente non fa nemmeno caso al fatto che siano finte o reali. Certo un appassionato di piante, così come una persona attenta ai dettagli, si accorgerà al primo sguardo se una pianta è falsa o vera ma se l'obiettivo è creare un po' di atmosfera senza troppa fatica, le piante artificiali possono essere un escamotage. In commercio si possono trovare bossi artificiali di tutti i tipi anche se il bosso artificiale a palla è senza dubbio quello più venduto. Il suo costo può variare dai 10 ai 40-50 euro a seconda della qualità e delle dimensioni. In vendita si trovano poi anche bossi finti a forma di piramide, bossi rettangolari e bossi a spirale, anche se questi ultimi sono i più difficili da trovare.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali parassiti che colpiscono il bosso?
    Il nemico principale del bosso è attualmente la piralide del bosso (Cydalima perspectalis), un lepidottero introdotto che provoca il disseccamento rapido di foglie e rametti. Altri parassiti comuni includono la cecidomia, le cui larve mangiano le foglie giovani, e la cocciniglia, favorita da ambienti troppo ombrosi o compatti. Gli afidi possono comparire occasionalmente. È fondamentale monitorare frequentemente la pianta per intervenire tempestivamente con insetticidi specifici, preferendo prodotti a basso impatto ambientale come il Bacillus thuringiensis se si individuano solo le larve.
  • Quando e come si deve potare il bosso?
    Il bosso sopporta bene le potature e generalmente si interviene due volte l'anno: in primavera e all'inizio dell'autunno. Data la sua crescita lenta (circa 5-10 cm all'anno), le potature non devono essere eccessivamente frequenti. Per ringiovanire cespugli vecchi e trascurati, è possibile eseguire una potatura severa a maggio. Per siepi lunghe si raccomandano tagliasiepi elettrici, mentre per forme topiarie o rifiniture si usano forbici e cesoie manuali. Evitare di potare in pieno inverno se le temperature sono estremamente rigide.
  • Il bosso è velenoso per cani e bambini?
    Sì, il Buxus sempervirens è tossico in tutte le sue parti. L'ingestione può causare vomito, disturbi gastrointestinali e dermatiti. È necessario prestare la massima cautela se ci sono bambini piccoli o animali domestici che potrebbero mordicchiare le foglie. Inoltre, il contatto diretto con la linfa o le foglie può irritare la pelle sensibile. Se si sospetta un'ingestione, è opportuno contattare immediatamente un medico o un veterinario.
  • Quanto velocemente cresce il bosso?
    Il bosso è noto per la sua crescita molto lenta. Le varietà classiche crescono mediamente dai 5 ai 7 centimetri all'anno quando sono giovani, per poi stabilizzarsi sui 10 centimetri annuali successivamente. Questa caratteristica lo rende ideale per la topiaria e le siepi formali, poiché mantiene facilmente la forma desiderata senza richiedere tagli costanti. Tuttavia, significa anche che la creazione di una siepe folle richiede pazienza e tempo.
  • Come si coltiva il bosso in vaso correttamente?
    In vaso, il bosso richiede un contenitore con ottimi fori di scolo e un fondo drenante spesso (ghiaia, argilla espansa). Scegliere varietà nane aiuta a mantenere la forma. Il substrato deve essere leggero e ben drenante, poiché la pianta non tollera i ristagni idrici che portano al marciume radicale. Annaffiare solo quando il terreno è asciutto in profondità. Esporre a sole o mezz'ombra (preferibilmente mezz'ombra al Sud). Rinvasare ogni 5 anni e concimare con moderazione.

Scheda Tecnica

Buxus sempervirens

Nome scientificoBuxus sempervirens
FamigliaBuxaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero sempreverde
OrigineEuropa, Asia occidentale, Africa del Nord
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, preferibilmente alcalino/gessoso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (fiorellini giallastri insignificanti)
AltezzaFino a 6 metri
ConcimazioneOrganica in autunno, granulare azotato in primavera
PotaturaTaglio di formazione e mantenimento, supporta potature severe
MoltiplicazioneTalea (primavera), margotta, semina (autunno)
Malattie e parassitiPiralide del bosso, cecidomia, afidi, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e longeva

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