Browningia
Cactaceae
Generalità:
fanno parte di questo genere alcuni cacti colonnari, originari
dell'America meridionale, presenti anche in zone di alta
quota. Hanno fusti eretti, alti in natura anche 6-7 m, di
colore verde scuro o bluastro, con numerose costolature
poco pronunciate; tendono a ramificare nella parte alta
del fusto, talvolta producendo una densa chioma di rami
intrecciati. I fusti giovani hanno areole munite di numerose
spine, che la pianta tende a perdere con il passare degli
anni. In estate produce grandi fiori tubolari, di colore
bianco o rosa, che sbocciano nelle ore notturne; il calice
e l'ovario sono ricoperti da scaglie cuoiose. In tarda estate
ai fiori succedono grossi frutti ovali, polposi, contenenti
molti semi di dimensioni ridotte.
Esposizione:
queste piante necessitano di essere poste a dimora in posizioni
molto soleggiate, che ricevano almeno 5-6 ore al giorno
di sole diretto; le browningie temono temperature inferiori
aglo 0°C, per evitare danni causati dal freddo vengono
coltivate a temperature invernali non inferiori agli 8-10°C.
Annaffiature:
da marzo a ottobre annaffiare regolarmente, senza eccedere
in quantità, e attendendo che il terreno sia completamente
asciutto tra un'annaffiatura e l'altra; nei mesi freddi
è bene diradare le annaffiature, fino quasi a sospenderle
in pieno inverno, soprattutto se la pianta viene ricoverata
in luoghi con temperature inferiori ai 15°C. Nel periodo
vegetativo fornire del concime per piante succulente, povero
in azoto e ricco in potassio, ogni 10-12 giorni, mescolato
all'acqua delle annaffiature.
Terreno:
questi cacti preferiscono terreni sabbiosi, sciolti e molto
ben drenati; utilizzare un miscuglio costituito da un terzo
di terra da giardino, un terzo di terriccio bilanciato e
un terzo di sabbia, aggiungendo anche una piccola quantità
di pomice a grana medio-fine; amano in particolar modo i
terreni ricchi di calcare. Per permettere uno sviluppo armonico
della pianta, che in contenitore può raggiungere
i 90-100 cm in altezza, è bene rinvasare ogni 2-3
anni.
Moltiplicazione:
in primavera è possibile asportare i rami dell'anno
precedente, che vanno interrati in un miscuglio di torba
e sabbia in parti uguali, dopo aver lasciato asciugare la
ferita per almeno 14-16 ore; i piccoli semi possono essere
seminati a fine inverno, in semenzaio, mantenendo il terreno
costantemente umido fino a germinazione avvenuta.
Parassiti
e malattie:
fare attenzione alla cocciniglia
e al marciume
radicale e del fusto; se coltivate in luoghi
poco luminosi queste piante tendono a prendere conformazioni
sinuose e ad allungarsi eccessivamente.
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