Carciofo - Cynara cardunculus var. scolymus

Il carciofo

Il carciofo, cynara cardunculus var. scolymus, è una pianta erbacea rizomatosa perenne; questa pianta produce ha uno sviluppo autunnale ed invernale, quindi non appena le temperature estive si fanno miti e umide dal rizoma sotterraneo spuntano i primi germogli, che produrranno grandi foglie di colore grigiastro, finemente incise, arcuate, inserite su uno spesso fusto eretto, costoluto e fibroso, erbaceo, dello stesso colore del fogliame; durante i mesi invernali all'apice dei fusti si preparano grossi capolini floreali, racchiusi in spesse brattee, che sbocceranno a fine inverno. Alcune varietà di carciofo sono rifiorenti, quindi preparano alcune fioriture a ripetizione; quello che si consuma del carciofo sono i capolini floreali, prima che il fiore cominci a svilupparsi per sbocciare. Dopo la fioritura, quando arriva il caldo primaverile, la pianta comincia a disseccare, e durante l'estate tuta la parte aerea sarà completamente secca; soltanto a fine estate, con l'arrivo delle piogge, i carciofi cominceranno a germogliare nuovamente.

Il carciofo è un ortaggio facile da coltivare, soprattutto se il nostro terreno e il nostro clima lo consentono. Buono da mangiare e bello da vedere, grazie ai suoi magnifici fiori viola, non deve certamente mancare in un orto-giardino.

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Caratteristiche e storia del carciofo

carciofo Il carciofo (Cynaria scolymus) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Può raggiungere l’altezza di 1,5 m e si sviluppa soprattutto in larghezza, visto che è dotato di un apparato radicale rizomatoso e di più fusti. Le foglie, lunghe fino a 150 cm, differiscono molto. Quelle basali sono finemente incise, quelle lungo i fusti sono invece a lamina intera, lanceolate. Il colore va dal verde lucido al verde tomentoso tendente al grigio-glauco (a seconda anche della varietà).

I capolini (di cui ci cibiamo quando sono ancora chiusi) comprendono diversi fiori a calice. Molto eleganti sono le setole, di color blu-violetto.

Con tutta probabilità la coltivazione del carciofo era già diffusa nel Sud Italia durante l’Impero Romano. La specie era però conosciuta anche dai Greci: veniva raccolta e impiegata per scopi culinari e medicinali.

La coltura si diffuse in tutta la nostra penisola durante il Rinascimento e dalla Toscana, grazie a Caterina de’ Medici, giunse anche in Francia e da lì in tutto il resto d’Europa e del Mondo. Attualmente il nostro paese è uno dei maggiori produttori (i luoghi di elezione sono la Sicilia, la Sardegna e la Puglia), sebbene la coltivazione si sia diffusa anche in Spagna, in California e in Perù.
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  • carciofo Nome: Cynara cardunculus var. altilis L.Raccolta: Nei mesi più freddi.Proprietà: Ipoglicemizzanti, aperitive, toniche, digestive, diuretiche.Famiglia: Composite.Nomi comuni: Caglio, ca...
  • carciofo Nome: Cynara scolymus L.Raccolta: Nei primi mesi primaverili.Proprietà: Ipoglicemizzanti, aperitive, toniche, digestive, diuretiche.Famiglia: Composite.Nomi comune: Carciofa, arcicotar...
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Coltivare carciofi

Come detto prima queste piante sono perenni, quindi nell'orto dovremo adibire alla coltivazione dei carciofi una zona che per alcuni anni dedicheremo soltanto ad essa. I carciofi si propagano anche per seme, ma più facilmente si prelevano dai rizomi i germogli, o i polloni basali; le porzioni di rizoma con germogli vengono dette ovoli, e si prelevano a fine estate; i polloni basali vengono detti carducci, e vengono prelevati costantemente durante lo sviluppo della pianta, per evitare che sottraggano elementi nutritivi alla pianta principale che stiamo coltivando. Che si tratti di una coltura a partire dagli ovoli o dai carducci, le nuove carciofaie vengono preparate tra la fine dell'inverno e la primavera inoltrata; durante il primo inverno non avremo una produzione interessante, ma cominceremo a raccogliere carciofi a partire dal secondo o terzo anno dall'impianto. Le carciofaie si preparano in una zona soleggiata dell'orto, una singola pianta può svilupparsi fino a 120-150 cm di diametro, è quindi bene ricordare di posizionare i rizomi abbastanza distanziati gli uni dagli altri, in un buon terreno ricco, sciolto e ben drenato.

La coltivazione"naturale" avviene lasciando le piante all'asciutto durante il periodo di riposo vegetativo, da maggio fino a settembre, ed annaffiandole sporadicamente durante l'inverno, ma solo se le precipitazioni sono scarse. Le colture forzate invece avvengono annaffiando in abbondanza le piante già in estate, facendo in modo che cominciano a germogliare già in luglio-agosto: in questo modo avremo i primi carciofi in settembre o ottobre.

IL CARCIOFO IN BREVE
Tipo di pianta Perenne erbacea
Altezza Fino a 150 cm
Manutenzione Media
Necessità idrica Medio alta
Crescita Normale
Moltiplicazione Prelievo rizomi/semina
Resistenza al freddo Fino a -5°C/-10°C
Esposizione Pieno sole/ Sud-Sud-ovest
Terreno Ricco, siliceo o argilloso, ben drenato
Spaziatura tra le file 100-120 cm a seconda della vigoria
Spaziatura nella fila 75-100 cm a seconda della vigoria


Clima ed esposizione carciofo

carciofo Il carciofo è una coltura tipica delle aree con clima caldo e asciutto. Si trova quindi benissimo in tutto il bacino del Mediterraneo. Nella nostra penisola in particolare è una coltura d’elezione del Centro-Sud , delle Isole e delle zone costiere in generale. È molto sensibile alle brinate e ai ristagni idrici. Questi ultimi sono la causa principale dell’avvento di marciumi radicali e di un sopravvento della crescita vegetativa a discapito della produzione fiorale e quindi del raccolto.

Nel Centro-Sud può essere tranquillamente coltivato in pieno campo. Nel Nord, (soprattutto nell’entroterra), è invece quasi imprescindibile l’utilizzo di serre. La temperatura minima che riesce a sopportare è infatti intorno ai -5/-10 °C, cominciando però già a subire dei danni.

Per ottenere buoni risultati è imprescindibile una buona esposizione. Le piante devono ricevere più luce possibile. La posizione ideale è quindi a Sud o al massimo a Sud-ovest.