Arrojadoa
Cactaceae
Generalità:
cacti colonnari originari del Brasile e dell'America meridionale.
Hanno fusti abbastanza sottili, poco ramificati, eretti,
di colore verde brillante, talvolta bluastro, e portano
numerose spine chiare, molto acuminate e sottili; gran aprte
delle specie si mantiene al di sotto dei 50 cm, ma alcune
specie possono raggiungere anche il metro. In età
matura producono all'apice dei fusti dei cephali piatti,
costituiti da una densa peluria rossastra, eretta e rigida;
in estate dal cephalio sbocciano numerosi fiori carnosi
e cerosi, tubolari, di colore rosa, giallo o rosso, a seconda
della specie, spesso riuniti in piccoli gruppi; in tarda
estate queste piante producono piccoli frutti allungati,
di colore brillante. In generale la pianta continua a crescere
anche dopo aver prodotto il cephalio, da cui sbocceranno
fiori per 2-3 anni.
Esposizione:
nei mesi caldi è bene porre le arrojadoa in luogo
semiombreggiato, evitandi i raggi diretti del sole; in inverno
porre in pieno sole in luogo riparato, con temperatura minima
non inferiore ai 10°C.
Annaffiature:
da marzo a ottobre annaffiare ogni volta che il terreno
è ben asciutto, almeno una volta a settimana; con
l'arrivo del freddo diradare le annaffiature, fino quasi
a sospenderle nel periodo invernale. Nel periodo vegetativo
fornire alla pianta del concime specifico per piante succulente,
mescolato all'acqua delle annaffiature, ogni 15-20 giorni.
Terreno:
preferire terreni molto ben drenati, costituiti da terriccio
universale mescolato a sabbia di fiume e a pietra pomice,
di granulometria abbastanza contenuta. Le piante coltivate
in contenitori molto piccoli tendono ad avere uno sviluppo
inferiore a quello previsto in natura.
Molitplicazione:
avviene per seme; in primavera inoltrata è possibile
praticare talee apicali, che radicano con grande facilità
se vengono interrate dopo aevr fatto ben asciugare la ferita.
Parassiti
e malattie:
fare attenzione agli acari
e alla cocciniglia.
|